PERCHÉ GRINDELWALD DI ANIMALI FANTASTICI PUÒ BATTERE VOLDEMORT DI HARRY POTTER

Tom Riddle contro l’amico xenofobo di Albus Silente: chi vince?

di Alessandro Sivieri

ATTENZIONE: articolo aggiornato con lievi spoiler dopo la visione de I crimini di Grindelwald. 

Non affrettatevi a rispondere “Perché ha il naso”! Vero, il Voldemort di Ralph Fiennes vantava dei connotati più disumani rispetto al Grindelwald di Johnny Depp in Animali fantastici e dove trovarli. Più che sull’aspetto fisico, che pure fa la sua parte, questa vuole essere una riflessione sul concetto di villain che distingue i due maghi oscuri. Chi è il più pericoloso? Facciamo un passo indietro e partiamo dal cattivo più consolidato.

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A partire da Il calice di fuoco, quarto episodio di Harry Potter magistralmente diretto da Mike Newell, è entrato fisicamente in scena Voldemort, antagonista principale che i fan avevano già conosciuto nei libri. Impersonato da Fiennes, presenta delle fattezze mostruose che lo rendono affascinante agli occhi del team di Monster Movie. A livello psicologico è crudele, privo di empatia e ossessionato dalla paura della morte, oltre che da complessi di superiorità misti a un rancore dovuto alle sue origini familiari. Un cattivo che ha parecchi scheletri nell’armadio, determinato a imporre il proprio dominio sul mondo magico e babbano, sottomettendo i deboli e spazzando via gli impuri. A Tom Riddle non interessa il rispetto da parte dei suoi sottoposti (a detta di Silente non ha mai avuto bisogno di un amico) o il consenso popolare: preferisce basare il suo impero sul terrore, a volte agendo nell’ombra, a volte con gesti plateali. È inoltre uno dei personaggi più potenti e talentuosi del mondo magico, con una conoscenza profondissima delle arti oscure, che lo rende capace di tenere testa a Silente (leggetevi il nostro articolo su di lui), considerato all’epoca il più grande mago vivente, in un avvincente scontro a colpi di complessi controincantesimi. Per valutare il duello dobbiamo considerare l’età di Silente, piuttosto avanzata all’epoca, anche se Bacchetta di Sambuco (Elder Wand) può averlo aiutato. La schermaglia tra i due, minuziosamente descritta nel romanzo, risulta molto appiattita nel film L’Ordine della Fenice, scialbamente diretto da David Yates, lo stesso regista dietro ad Animali Fantastici. Nella nuova saga ci aspettiamo duelli più elaborati invece di uno scontro con i petardi. Inquadrato Voldemort, passiamo a Gellert Grindelwald.

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Lo abbiamo visto per la prima volta ne I doni della morte, interpretato in versione invecchiata da Michael Byrne e nei flashback da Jamie Campbell Bower.

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È apparso all’apice della sua maturità in Animali Fantastici, con il volto di Depp. È destinato a essere l’antagonista principale della nuova saga, che conterà cinque episodi. Un villain fresco, pronto a crescere senza l’ingombro di racconti prestabiliti, e tutto ciò che sappiamo su di lui è dovuto alle memorie di Silente e dalla visita di Voldemort, che in un gesto rabbioso arriverà a ucciderlo. Con Depp lo incontriamo per la prima volta nel pieno delle sue facoltà. Il futuro è da scrivere ma disponiamo già di alcuni elementi per paragonarlo a Riddle: come lui, è estremamente abile e potente, ed è il più grande mago oscuro del suo tempo. Mentre il regno di Voldemort si limitava al territorio britannico, all’alba della Seconda guerra mondiale Grindelwald ha messo a ferro e fuoco mezza Europa (infatti Animali Fantastici 2 conta Parigi tra le location). Ha inoltre combattuto con un Silente all’apice delle sue forze, in quello che viene considerato il duello più epico di sempre, e che ci auguriamo venga mostrato con dovizia di particolari nei prossimi capitoli. Pur essendo in possesso della Bacchetta di Sambuco, descritta come invincibile, ha perso contro il suo storico rivale; la bacchetta però proveniva da un furto e pertanto può non averne accresciuto i poteri. Una testimonianza sui livelli di forza viene da Silente stesso, che paragonato il potenziale dell’ex-amico al proprio. Fin qui nulla di nuovo, potremmo quasi parlare di equilibrio tra i due cattivi. Ma allora dove sta la differenza?

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Ciò che rende Grindelwald più insidioso è il carisma innato. Voldemort non ha mai badato alla propria immagine pubblica, preferendo il controllo diretto di personaggi influenti. Grindelwald non punta a un potere fine a se stesso, persegue un ideale che considera giusto, e per concretizzarlo si espone in prima linea per parlare alle masse. Non è una persona che verrà a torturarti, piuttosto cercherà di inculcarti le sue motivazioni. La sua più grande forza è proprio l’essere un villain intellettuale, in grado di trascinare il popolo; infatti nemmeno un giovane Silente rimarrà immune al suo fascino, rischiando di diventare un mago oscuro. Questo aspetto viene ulteriormente esplorato in Animali Fantastici 2, dove il mago oscuro si dimostra un grande oratore e manipolatore, uno che preferisce muovere le pedine sulla scacchiera piuttosto che darsi all’azione diretta.

È abile nel travestimento ed è in grado di infiltrarsi in seno ai suoi peggiori nemici o organizzare fughe spettacolari, giocando con svariate mosse d’anticipo. Invece di accrescere la propria forza individuale o cercare qualche escamotage per la vita eterna, preferisce portare dalla sua parte alleati fidati e con doti eccezionali, in modo da avere un vantaggio sui nemici. Ergendosi a voce della folla, si dichiara un non violento che parla in nome degli oppressi, ovvero i maghi purosangue, minacciati dalla barbarie della tecnologia Babbana, che potrebbe portare a un conflitto mondiale. Pur commettendo atti spietati in prima persona, fa in modo che siano gli altri a versare sangue e passare dalla parte del torto, ponendosi come alternativa a un Ministero della Magia sempre più repressivo. A questa astuzia si somma un apparente sprezzo del pericolo: per quanto ne sappiamo, Grindelwald non teme la morte (ha riso in faccia al suo assassino) o i propri rivali, anche se mostra prudenza nell’affrontarli a viso aperto.

Ultimo aspetto da non sottovalutare è la sua complessità psicologica: Voldemort è un cane arrabbiato, un egocentrico che non ha bisogno di amici e che teme una profezia, cercando di preservare la propria essenza vitale. Grindelwald mostra tratti sociopatici ma anche la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, suscitando empatia negli scettici. Ha dei conti in sospeso con Silente, soprattutto a livello affettivo, e fino al termine della saga non sapremo con certezza se provi ancora dei sentimenti per l’ex-amico. La presunta vulnerabilità emotiva rende il mago oscuro ancora più affascinante e potrebbe giocare un ruolo di primo piano nella sua disfatta. A ciò aggiungiamo una buona dose di raffinatezza e teatralità nei movimenti, anche quando è il momento di combattere. Se Voldemort era spartano nella quotidianità, Grindelwald non rinuncia a qualche agio.

Date le premesse è difficile che Animali Fantastici possa battere la serie originale in termini di impatto culturale, ma l’assenza di romanzi vincolanti e le doti di Johnny Depp, abituato a interpretare fricchettoni inquietanti (leggete il nostro pezzo a riguardo), possono rendere Grindelwald un cattivo pazzesco, tipo il Joker di Heath Ledger. Con ancora tre episodi a disposizione, la saga ruoterà intorno al suo personaggio e al complesso rapporto con Silente, quindi aspettatevi aggiornamenti che potrebbero confermare o annullare il verdetto.

Se avete già visto I crimini di Grindelwald, non perdetevi le nostre teorie sul finale del film. In ogni caso, passate anche per il nostro Bestiario di Harry Potter.

Animali fantastici e dove trovarli. La creazione artistica del film. Ediz. illustrata

animali-fantastici-art-book

 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. apheniti ha detto:

    Grindenwald è ambizioso, è tenace, è razionale e punta al controllo attraverso la dialettica. Voldemort l’ho sempre visto più come un “cane rabbioso”, che ha bisogno di instillare paura per ottenere fedeltà e potere. Sì, di certo un Grindelwald nel pieno delle sue forze (fisiche e intellettuali) ci metterebbe ben poco a schiacciare Voldemort sotto tutti i punti di vista.

    Piace a 1 persona

    1. Valerio Venturi ha detto:

      Non sono d’accordo. Voldemort nel pieno delle sue forse era immortale, e nonostante temesse Silente, quest’ultimo non è mai riuscito a fermarlo da solo.

      Mi piace

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