ALIEN – IL BESTIARIO DEI PREQUEL

di Alessandro Sivieri

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Alien: Covenant ha debuttato nei cinema di tutto il mondo e ci ha favorevolmente impressionato (ne parliamo qui), aggiustando il tiro rispetto a Prometheus e mettendo in campo un paio di versioni primordiali del nostro amato Xenomorfo. Ridley Scott ci ha servito un bel campionario di nuove creature e lo sviluppo della storia, ricca di colpi di scena, sangue e metafore letterarie, fa ben sperare per i sequel a venire (chissà quando ne verrà deciso il numero definitivo). Insomma, questo è l’anno degli Alien. Sono un po’ diversi, contaminati dalla CGI, ma sono sempre loro, feroci e implacabili, con il loro aspetto da incubo e l’abbondanza di secrezioni.

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Proseguendo il lavoro iniziato con il Bestiario della quadrilogia classica, questa seconda parte si focalizza su tutte le creature apparse finora nei prequel, tracciando quel percorso evolutivo che ci porterà all’Alien originale del 1979. E per vostra gioia abbiamo anche ripescato qualche mostro tagliato o parzialmente modificato in fase di produzione.

ENGINEER

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Signore e signori, ecco i nostri presunti creatori. Questa civiltà umanoide, tecnologicamente molto avanzata, proviene da un pianeta lontanissimo (visitato in Covenant) e sembra essere l’artefice della vita sulla Terra. Frammentando il proprio DNA grazie a una misteriosa sostanza nera (denominata Black Goo), sono in grado di dare il via alla formazione di microorganismi in un dato ecosistema, che poi si evolveranno. La Black Goo può anche contaminare gli esseri viventi, dando luogo a mutazioni, e se opportunamente impiegata può fungere da arma di distruzione di massa.

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Non si sa perché gli Ingegneri ci abbiano creato e perché siano intenzionati a distruggerci. Resta da vedere se tutto questo sia opera loro o se siano soltanto degli esecutori che rispondono a una civiltà ancora più avanzata. Una cosa è certa: sono grandi, forti e intelligenti.

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La loro stazza e forza fisica è superiore a quella di qualunque essere umano, e dispongono di una tecnologia biomeccanica che gli permette di connettersi fisicamente a mezzi di trasporto e apparecchiature.

HAMMERPEDE

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Una creatura sconosciuta incontrata in un relitto dal team della spedizione Prometheus. Dal colorito pallido e simile a un cobra, è molto aggressiva e possiede forza sufficiente per rompere il braccio a un uomo. Può rigenerare parti del suo corpo in seguito a un attacco ed è in grado di emettere sangue acido.

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Come il “cugino” Facehugger, può introdursi in un organismo ospite passando dal cavo orale, anche se non sembra essere in grado di deporre embrioni. Secondo una popolare teoria si è evoluto da un comune verme grazie all’azione della Black Goo. Il suo design è stato ispirato dagli animali che vivono nelle grotte e negli abissi più profondi.

IMMATURE TRILOBITE

Una specie di Facehugger primordiale che si sviluppa nel ventre di un essere umano in seguito al contatto con fluidi corporei contaminati dalla Black Goo. A quanto pare è sufficiente anche una piccola quantità di sostanza per innescare il processo. Crescendo rapidamente di dimensione, il Baby Trilobite inizierà ad agitarsi, premendo per uscire.

BabyTrilobite2

In Prometheus la dottoressa Shaw (Noomi Rapace) è costretta a sottoporsi a un cesareo per liberarsi della creatura, che rischiava di ucciderla. Congratulazioni, signora, è una piovra! Una volta estratto, l’organismo presenta un’apparenza simile a un calamaro e sfrutta i lunghi tentacoli per raggiungere eventuali prede.

TRILOBITE

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Il Trilobite cresce in breve tempo fino a raggiungere dimensioni enormi, superiori persino a quelle di un Ingegnere. Oltre alla sua stazza, dispone di enormi tentacoli, di un paio di fauci e di tante minuscole appendici che estrae per immobilizzare il cranio della vittima.

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Similmente al Facehugger, il Trilobite è in grado di sottomettere un umanoide, per poi impregnarlo con un embrione. L’ovopositore passa con violenza per la bocca dell’ospite. Durante la gestazione il Trilobite crolla addosso alla preda, ricoprendola quasi interamente, entrando in uno stato letargico che culminerà con il decesso.

MUTATED FIFIELD

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Un geologo della spedizione Prometheus trasformato dalla sostanza nera. All’apparenza è deforme, simile a un primate o a uno zombie, e sembra aver perso ogni traccia di umanità, attaccando i suoi ex-compagni. Possiede forza, resistenza e riflessi molto superiori al normale e per ucciderlo sono necessari traumi estremi.

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Quando lo vediamo per la prima volta, è contorto in una posizione innaturale. Questo è un riferimento a una scena tagliata del primo Alien, dove Ellen Ripley (Sigourney Weaver), incontra lo Xenomorfo in un corridoio, ripiegato su se stesso fino a formare una sorta di “scatola”.

DEACON

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Diverso da qualunque altro Xenomorfo, il Deacon è una versione primordiale sviluppatasi nel corpo di un Ingegnere in seguito alla fecondazione di un Trilobite. Date le dimensioni e la genetica del suo ospite, quando nasce ha già raggiunto uno stadio avanzato di sviluppo, con gli arti ben formati, analogamente al Runner di Alien 3.

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È di corporatura molto esile e, come una variante del Neomorph, ha la parte terminale del cranio appuntita. Non sembra avere una coda né un esoscheletro ben definito. Anche la sua lingua dentata è differente, con una sola sezione superiore di denti aguzzi. Il suo destino in seguito agli eventi di Prometheus è sconosciuto.

PODS

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Visti per la prima volta in Alien: Covenant, sono agglomerati in grado di emettere spore se calpestati, o comunque in seguito a un contatto fisico diretto. Si sono evoluti in seguito all’interazione della Black Goo con l’ecosistema locale. Le spore emesse penetrano negli esseri viventi attraverso orifizi come naso e orecchie, per contaminarne l’organismo. In seguito si innesca un velocissimo processo di crescita e mutazione che darà vita ai Neomorph.

BABY NEOMORPH

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Una tipologia inedita di Xenomorfo, si sviluppa negli umanoidi dopo la contaminazione da parte delle spore dei Pods. Il Neomorph ha una crescita rapida e, una volta maturato a sufficienza, si fa strada verso l’esterno nel corpo dell’ostpite. A differenza dei classici Xeno, non sfonda la gabbia toracica ma può uscire dalla schiena, aiutandosi con gli aculei dorsali. Alternativamente può essere espulso con violenza dal cavo orale.

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Similmente al Runner, appena nato ha gli arti già formati e si muove a quattro zampe. Molto aggressivo, è abbastanza resistente da sopravvivere a urti violenti e colpi di arma da fuoco. La sua forza gli permette di sfondare vetrate e dilaniare senza difficoltà un essere umano adulto, sempre che riesca ad avvicinarsi abbastanza.

NEOMORPH

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Lo stadio adulto del Neomorph è rapido e feroce, anche se meno astuto e più facile da uccidere rispetto agli altri Xenomorfi. La sua pelle ha un colorito pallido e l’aspetto in generale è più organico, senza tracce di esoscheletro. Presenta una serie di aculei sulla schiena, che gli servono anche per nascere.

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La testa è sviluppata in lunghezza come nei suoi “cugini”, la parte terminale è più appuntita. Non ha occhi visibili e non possiede la lingua dentata tipica della specie. Dispone però di fauci molto acuminate. Può essere considerato una forma primordiale di Xenomorfo, come il Deacon, anche se non necessita dell’intervento di un Facehugger o di inseminatori analoghi. È una bestia rozza, geneticamente instabile, che attacca a sangue freddo e si ciba delle proprie vittime.

EGG – PROTO FACEHUGGER

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L’uovo e il Facehugger primordiali non presentano troppe differenze rispetto a quanto visto nel primo Alien. Creati artificialmente dopo una serie di esperimenti genetici, hanno il compito di inseminare un umanoide.

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Il Facehugger è, come il suo discendente, molto rapido nell’attaccare l’ospite. L’intero processo di gestazione sembra essere molto più veloce rispetto a quanto visto nel film del 1979, probabilmente grazie alla “purezza” di questa generazione.

PROTO CHESTBURSTER

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Un Protomorph ancora in stadio infantile, nato pochissimo tempo dopo la fecondazione. Sfonda la cassa toracica come i suoi simili. A differenza del Chestburster classico, che presenta un aspetto più larvale, la versione Proto ha già gli arti ben formati, come una vera e propria versione in miniatura dell’esemplare adulto.

PROTOMORPH

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Antenato dello Xenomorfo creato artificialmente, a livello estetico ha molto in comune con il Drone del 1979. Il cranio è lucido e allungato, è presente la lingua dentata e le dimensioni sono paragonabili. Il torace dispone di un esoscheletro ma gli arti appaiono più snelli e muscolosi, senza elementi biomeccanici.

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Il Protomorph è rapido, agile e aggressivo. Preferisce attaccare frontalmente la preda invece di ricorrere a sotterfugi. Dimostra una grande resistenza, al punto da sopportare la scarica diretta di un post-bruciatore senza riportare danni evidenti.

XENOMORPH FIFIELD

Fifield3

In una scena alternativa di Prometheus possiamo ammirare una variante della mutazione di Fifield, meno scimmiesca e più aliena. Il cranio è allungato e le braccia sono più lunghe.

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Secondo le intenzioni originali della produzione, il processo di mutazione innescato dalla Black Goo doveva portare Fifield a trasformarsi lentamente in uno Xenomorfo, mostrando una modalità inedita per la genesi di queste creature.

ULTRAMORPH

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In origine Prometheus doveva intitolarsi Alien: Engineers, con uno script firmato da John Spaihts, poi pesantemente rimaneggiato. L’Ultramorph, come il Deacon, nasce da un Ingegnere ed è virtualmente l’esemplare più grande mai visto finora (a parte, forse, la Regina).

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È molto più alto degli Ingegneri e ha un cranio più lungo della media. In alcuni bozzetti è addirittura dotato di occhi. Elementi del suo design verranno in seguito riutilizzati per i Neomorph. Nel primo Alien non è ancora chiaro se il Chestburster uscito dall’Ingegnere fossilizzato sia un Deacon o un Ultramorph.

The Art and Making of Alien: Covenant

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Anche questa esplorazione giunge al termine. Vi terremo aggiornati su ogni novità riguardante la nostra amata saga, sperando che Scott, nello sviluppo di altri prequel, badi più alla qualità che alla quantità. Covenant sembra aver tracciato la giusta via da seguire e non vediamo l’ora di gustarci altre varianti dello Xenomorfo, che potrebbero arricchire il Bestiario di altri capitoli.

Se ve lo siete perso, recuperatevi il primo capitolo del bestiario qui:

ALIEN – IL BESTIARIO DELLA SAGA

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