MATRIX: E SE SMITH FOSSE IL VERO ELETTO?

Il cattivo di Hugo Weaving potrebbe essere l’autentico Neo.

di Alessandro Sivieri

La pellicola cyberpunk dei fratelli Wachowski ha segnato un’epoca: il passaggio dal vecchio al nuovo millennio, dall’analogico al digitale, l’uso del bullet time e una contaminazione di temi e atmosfere nipponici nelle produzioni action di Hollywood. Ha lanciato Keanu Reeves (riaffermatosi recentemente con John Wick) nei panni di Neo, un individuo dai poteri straordinari, detto anche l’Eletto, in lotta contro Matrix, la realtà immaginaria che tiene prigioniere le menti dell’intera razza umana, sfruttata dalle macchine come una fonte di energia. I due seguiti, duramente criticati, abbondavano in spettacolarità ma risultavano carenti sul fronte narrativo, gettando confusione nella filosofia che aveva reso grande il primo film.

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Restano degne di nota le scene di combattimento e un paio di monologhi ben studiati sul destino e la natura umana. Ciononostante la trilogia nel suo insieme (più gli splendidi Animatrix) ha fatto breccia nella cultura popolare, generando un solido fandom e facendosi imitare/omaggiare in un numero incalcolabile di lavori più recenti, come Inception. Il  cammino dell’Eletto, la cui natura coniuga scienza e misticismo, è ostacolato da una letale nemesi: l’Agente Smith (Hugo Weaving), che passa da guardiano di Matrix a programma ribelle che si espande come un virus. Tra le teorie più affascinanti sul rapporto tra i due ce n’è una dura a morire: e se fosse Smith il vero Eletto di cui parla la profezia?

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Già nel primo film l’Eletto viene descritto come un individuo nato dentro Matrix stessa, nella versione primordiale del software, con la capacità di alterarne i parametri a piacimento. Neo è un umano, creato e poi connesso come tutti gli altri, mentre è Smith a nascere all’interno del mondo digitale come programma. In seguito alla sua sconfitta e distruzione, nascerà nuovamente senza troppe spiegazioni. Sembra esserci stata una parziale sovrascrittura dove ognuno ha assimilato una parte dell’altro. Come afferma il rinato Smith in Reloaded, tra i due esiste una connessione ed egli è “un uomo nuovo” a causa di Neo, disconnesso dal controllo del sistema. Non solo non è stato cancellato ma ha acquisito una volontà propria, in un percorso di indipendenza che è solitamente associato all’anima umana e non alle logiche di una macchina. L’Oracolo, responsabile insieme all’Architetto dell’esistenza di Matrix e di Smith stesso, quando incontra Neo rivela a quest’ultimo che non è l’Eletto. Nel film viene fatto intuire che si tratta di una tattica psicologica, di una menzogna che il protagonista aveva bisogno di sentire per motivarsi. Ma se non fosse realmente così? L’Oracolo non afferma mai con chiarezza il contrario. E se avesse solo sfruttato Neo come un mezzo per realizzare il destino di Smith, l’autentico Eletto che, dopo essere rinato libero, ha il compito di connettersi alla Sorgente e portare la pace tra uomini e macchine?

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Lo scontro finale di Revolutions, dove Smith ha assimilato tutti gli abitanti di Matrix e l’Oracolo, dando vita alla versione più potente di se stesso, assistiamo al presunto avverarsi della profezia: Neo si connette dalla Sorgente per combattere Smith, visto dalle macchine come un pericoloso virus. Dopo uno scontro senza esclusione di colpi, Neo si fa assimilare da Smith, presumibilmente distruggendolo e portando Matrix a un reboot, un completo riavvio. Come parte del patto, le macchine interrompono l’assedio alla città umana di Zion, dando inizio a un periodo di pace. Guardando la vicenda da un altro punto di vista, è però Smith che riesce a connettersi alla Sorgente grazie a Neo, cancellando Matrix così come la conosciamo. Una cosa che era già successa in passato: stando alle parole dell’Architetto, sono esistite edizioni sperimentali del software, progettate dalle macchine per dare all’umanità un mondo utopico, una realtà credibile dove vivere nell’inganno. La prima versione beta corrispondeva a un ideale di paradiso (Paradise Matrix), senza violenza e infelicità. Non funzionò perché gli esseri umani connessi la rigettarono a livello inconscio, credendola troppo perfetta per essere vera. Alcuni di essi arrivarono a impazzire. La seconda versione era invece una realtà da incubo (Nightmare Matrix), progettata per riflettere la natura grottesca dell’essere umano e governata da un primitivo sistema di causa-effetto. All’interno di essa erano presenti mostri come vampiri e lupi mannari, poi salvati dal Merovingio (Lambert Wilson). Gli eccessi di violenza e le connotazioni sovrannaturali portarono nuovamente gli abitanti a rigettare la beta, che venne giudicata un fallimento e perciò eliminata.

Allo stesso modo ci sono stati altri Eletti prima di Neo, incarnando una sorta di bug, un’anomalia che l’Architetto non è mai riuscito a cancellare. Che fine hanno fatto questi altri Eletti? Sono morti ogni volta che Zion è stata distrutta? Si sono connessi alla Sorgente? E se il primo, autentico Eletto fosse proprio Smith, nato all’interno di Matrix e poi riconvertito in Agente dal sistema? In questo caso, la distruzione da parte di Neo potrebbe essergli servita a riacquistare la facoltà di autodeterminarsi, realizzando il destino che l’Oracolo aveva in serbo per lui dall’inizio. O forse Smith e Neo sono sempre stati due metà che, attraverso la fusione finale, sono diventate The One (l’Eletto in inglese)? Una spiegazione tanto affascinante quanto articolata, che dimostra l’importanza di una saga che dopo più di 15 anni riesce ancora a farci riflettere. Tutto ciò non sarebbe possibile senza le speculazioni dei fan di prim’ordine, quelli veramente testardi che conoscono a menadito il loro oggetto di culto. Ci auguriamo di incontrare una leggenda metropolitana ugualmente interessante, a patto che rimanga entro i confini del cinema senza alimentare le fantasie di terrapiattisti e complottisti vari (che prendono questo film alla lettera).

Se vi piacciono i retroscena dei villain, date un’occhiata alla nostra analisi sulla trasformazione di Anakin Skywalker in Darth Vader.

 

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. amleta ha detto:

    In effetti la distruzione dell’agente Smith era troppo prevedibile. Sarebbe stato più strano se la matrix fosse stata cambiata, cioè un nemico non ucciso ma riprogrammato. Non so se hai capito il senso.

    Mi piace

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