CLASSIFICA DEI 20 MOSTRI PIÙ GRANDI DEL CINEMA

Elenco dettagliato delle creature dei film con misure da record.

di Alessandro Sivieri

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Se c’è una cosa che abbiamo imparato in decenni di film horror, è che il terrore si può annidare sia nelle dimensioni abnormi che nell’infinitamente piccolo. In questo caso parliamo della prima eventualità, analizzando i pesi massimi che nei giorni buoni fanno piazza pulita di città, macchine belliche e robottoni. Siete curiosi di vedere accostate, misure alla mano, le creature più grandi mai apparse dietro lo schermo?

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La lista è piena di sorprese perché, esulando dal panorama mainstream, troviamo creature dimenticate dai più, comparse in pellicole found-footage e prodotti di animazione che si affiancano ai classici monster movie. Bestie quasi invincibili e alte più di un palazzo, ispirate alla tradizione dei kaiju nipponici o ancora più curiose nel design. Basandoci sui dati ufficiali, vi offriamo una scheda dei venti mostroni più grossi mai incontrati dagli esseri umani, tra avventure fantascientifiche ed esemplari del Monsterverse.


JOTNAR – TROLL HUNTER (2010): 60 metri

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Non tutti avranno sentito parlare di Troll Hunter, horror indipendente norvegese girato in stile falso documentario, al pari di The Blair Witch Project. Qui non abbiamo streghe e sagome di legno ma tre studenti di giornalismo che, intenzionati a realizzare un servizio sulla caccia agli orsi, si imbattono in un bracconiere che si rivelerà in seguito un membro della Troll Security Team. Trattasi di un’agenzia del governo con il compito di tenere segreta al mondo l’esistenza dei Troll, creature appartenenti alla mitologia nordica. Nel corso della pellicola ne appariranno svariati e letali esemplari, ma il più colossale è lo Jotnar, con un’altezza stimabile tra i 50 e i 100 metri. La misura di 60 metri è riportata da svariate fonti, quindi la prendiamo per buona. Signore e signori, ecco un bestione nordico con cui non si scherza. Trovate la nostra recensione del film qui.


SMAUG – LO HOBBIT: LA DESOLAZIONE DI SMAUG (2013): 61 metri

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Appena più grande di Jotnar, Smaug (Benedict Cumberbatch) è un drago malvagio partorito dalla mente di Tolkien e apparso nella trilogia cinematografica de Lo Hobbit, dove dà la caccia a uno sprovveduto Bilbo (Martin Freeman) e si appresta a radere al suolo la cittadina di Pontelagolungo. Oltre ad avere una pelle quasi impenetrabile e l’alito rovente, possiede una spiccata intelligenza. Il suo passatempo preferito, a parte sonnecchiare tra le sue ricchezze nella roccaforte di Erebor, è giocare al gatto col topo con le vittime. Potrebbe essere il drago più grosso e carismatico mai apparso sul grande schermo.


BEHEMOTH – THE MIST (2007): 70 metri

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Qualcuno si ricorderà certamente di The Mist, pellicola di Frank Darabont ispirata all’omonimo racconto di Stephen King. I protagonisti, normali cittadini americani intrappolati in un supermercato, si ritrovano alle prese con una strana e densa nebbia che sembra ricoprire ogni cosa, e che nasconde pericolose creature dalle fattezze lovecraftiane. Il tutto è dovuto a un esperimento militare finito male, che ha aperto un varco in un’altra dimensione. La più grossa bestia presente nel film è il Behemoth, incontrato da David (Thomas Jane) e da un manipolo di sopravvissuti dopo la fuga dal supermarket: un colosso con sei zampe dalle giunture doppie e con il corpo ricoperto da innumerevoli appendici simili a tentacoli. Le dimensioni sono stimate intorno ai 70 metri, anche se nella versione cartacea è ancora più grande, al punto che  i protagonisti riescono a vederne soltanto i piedi.


MOSTRO DI CLOVERFIELD (2008): 82 metri

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Il found footage prodotto da J. J. Abrams e diretto da Matt Reeves rappresenta un caposaldo dei monster movie contemporanei, oltre che un brillante esempio di strategia virale. La premessa, abbastanza caciarona, si basa su un gruppo di ragazzi che, muniti di telecamera a mano per documentare ogni cosa, devono fuggire da New York durante l’attacco di un gigantesco essere. La creatura, aggiunta in digitale dopo le riprese, misura più di 80 metri ed è estremamente resistente a qualunque cosa l’esercito le getti addosso. È inoltre in grado di spargere tanti piccoli parassiti lungo il suo cammino, che si mostrano fortemente aggressivi e velenosi per gli esseri umani. La faccia della creatura ricorda un pesce vipera, mentre la coda è a timone, testimoniando la sua origine acquatica. Gli arti anteriori sono lunghi in modo sproporzionato e la pelle è più dura della corazza di un carrarmato. Non si sa quanto sia antica ma la caduta di un satellite nelle profondità oceaniche ha determinato il suo risveglio. Quindi mi raccomando, pensateci due volte prima di andare a pesca.


GODZILLA – GODZILLA (2014) E GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS (2019): 108,9 e 119,8 metri

Godzilla, con il suo dorso irto di scaglie e il fiato atomico, è il principe dei kaiju. Nei lungometraggi dedicatigli dai giapponesi si è scontrato per decenni con le creature più disparate, venendo talvolta celebrato come un eroe dagli esseri umani. Qui lo vediamo alle prese con altri mostroni storici nel Monsterverse messo in piedi dalla Legendary, con il film del 2014 diretto da Gareth Edwards e il seguito Godzilla II: King of the Monsters di Michael Dougherty. Analogamente alle sue precedenti incarnazioni, è un lucertolone di taglia immensa e ricoperto di placche dorsali. Risvegliatosi da un lungo sonno nelle viscere della Terra (ecco le nostre teorie a riguardo), si ritrova a combattere contro i M.U.T.O nella prima pellicola e contro avversari storici, tra cui King Ghidorah e Rodan, nel sequel del 2019, in attesa della resa dei conti con King Kong fissata al 2020. La versione del 2014 fa parte di una categoria a parte rispetto a quella della trilogia Netflix, che tratteremo più avanti, e misura più di 108 metri. Nella seconda pellicola Godzilla è ulteriormente cresciuto, fino a toccare i 119,8 metri e superare così la sua controparte di Godzilla Resurgence (Shin Godzilla).


SLATTERN – PACIFIC RIM (2013) :  120 metri

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Uscita nel 2013, l’opera di Guillermo Del Toro ha mandato in visibilio il nostro tredicenne interiore, mettendo in campo gli Jaeger, giganteschi mecha controllati da una coppia di piloti, a protezione dell’umanità contro i Kaiju, titanici mostri provenienti da un’altra dimensione. Come esistono svariati tipi di Jaeger, il cui design riflette il paese di provenienza, ci sono diverse classi di Kaiju, corrispondenti alle dimensioni e al grado di pericolosità. Verso il gran finale, quando il robot Gipsy Danger tenta di gettare un dispositivo nucleare nel varco dimensionale per fermare l’invasione, viene ostacolato da Slattern, il primo Kaiju di classe 5 mai visto. In poche parole è più grosso, cattivo e intelligente di qualunque altro mostro apparso nel film. Nonostante la stazza è rapido e agile; la coda a tridente gli permette di sferrare attacchi a distanza, in grado di perforare l’armatura degli Jaeger. Ha anche degli aculei estendibili sul ventre e persino il suo ruggito causa danni all’ambiente circostante. Con la sua lunghezza di 120 metri (alcune fonti affermano 180) darebbe del filo da torcere anche al nostro Godzilla! Non perdetevi la nostra recensione del primo film.


MORTE ROSSA – DRAGON TRAINER (2010): 121 metri

La saga draghesca della DreamWorks si è dimostrata un prodotto solido e realizzato con il cuore, costituendo una delle poche alternative al dominio Disney nel campo dell’animazione. Nel corso del primo film, il giovane Hiccup e il suo drago Sdentato dovranno affrontare un avversario temibile: la Morte Rossa, regina dei draghi, che abita nel sottosuolo e obbliga i suoi servi a rifornirla di cibo. Chiunque non soddisfi la sua fame viene ucciso. Supera i 120 metri è appartiene alla classe Stoker. Per saperne di più sulla classificazione dei draghi, vi rimandiamo al nostro Bestiario di Dragon Trainer. Ha sei occhi, una coda che termina in una mazza chiodata e può vivere oltre 2000 anni. Prima di morire arriva a deporre 3000 uova.


KRAKEN – SCONTRO TRA TITANI (2010): 127 metri

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“Liberate il Kraken!”. Se sentite una frase del genere da un dio, vuol dire che siete in guai seri. Il dittico di peplum hollywoodiani, riassumibile con Roba fra Titani, ha per protagonista l’inebetito Sam Worthington nei panni dell’eroe mitologico Perseo e fa man bassa della mitologia greca per sfornare scene spettacolari e caciarone, similmente a Immortals di Tarsem Singh. Tra i mille difetti risulta attraente dal lato monster, sfornando svariate creature, tra cui la Medusa di Natalia Vodianova, che abbiamo inserito nel ciclo Le 5 donne mostruose.

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Nel finale del primo film compare il Kraken, una bestia di dimensioni colossali che Perseo riuscirà infine a pietrificare grazie alla testa della popputa gorgone ammazzata poc’anzi. L’aspetto di questo mostro marino, alto 127 metri, ricorda una testuggine, una piovra e qualche altro tipo di schifezza concepibile nei vostri peggiori incubi. Ma state tranquilli, se gli offrite in sacrificio una bella fanciulla potrebbe tornarsene da dove è venuto.


MEGA-KAIJU – PACIFIC RIM: UPRISING (2018): 128 metri

Insieme al seguito di Pacific Rim, diretto da Steven S. DeKnight, arriva un nuovo Kaiju ibrido in grado di battere il precedente record detenuto da Slattern. Si tratta del Mega-Kaiju, una sorta di dragone a sei zampe, nato dalla fusione di tre bestioni di categoria 4 e 5, ovvero Raijin, Hakuja e Shrikethorn. Per saperne di più sulle tipologie di Kaiju, vi invitiamo a recuperare il nostro Bestiario di Pacific Rim. Grazie a uno sciame di minuscole creature robotiche, durante lo scontro finale i mostroni hanno la possibilità di fondersi, dando vita alla creatura più grande mai vista nel franchise.

Il Mega-Kaiju torreggia sui suoi simili e sugli Jaeger impiegati dagli umani, incluso Gipsy Avenger. La sua corazza è quasi impenetrabile e possiede svariate paia di occhi. Ha ereditato alcuni poteri dai mostri che lo hanno generato, tra cui la capacità di rispedire al mittente l’energia cinetica ricevuta dai colpi. È alto quasi 130 metri e pesa più di 7000 tonnellate. La sua stazza e il suo potenziale evolutivo gli permettono di uscire indenne da qualunque attacco convenzionale e di distruggere i nemici senza sforzo. La sua classe di appartenenza è ignota, c’è chi parla di categoria 6 e chi di categoria 13 (quest’ultima ipotesi è sostenuta dal regista stesso). Per abbatterlo è necessario un pugno suicida scagliato da chilometri di altezza.


GRANDE BESTIA SELVAGGIA – DRAGON TRAINER 2 (2014): 158 metri

Enorme drago sputaghiaccio apparso nel secondo episodio di Dragon Trainer. Supera tranquillamente i 150 metri e, oltre a possedere una forza immensa, è invulnerabile alla maggior parte degli attacchi. Emette una miscela di azoto liquido che congela il bersaglio all’istante. È anche molto resistente al freddo, cosa che gli consente di vivere immerso nell’acqua gelida. Ne esistono pochissimi esemplari, che sono generalmente draghi Alfa, cioè in grado di piegare la volontà dei propri simili. Nel film ne compaiono due, che si scontrano per la supremazia devastando il terreno circostante. Alla fine emergerà come vincitore quello addomesticato dal malvagio Drago Bludvist. È la bestia più massiccia della serie e, se la Morte Rossa è la regina dei draghi, lui è il re.


KING GHIDORAH – GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS (2019): 158,8 metri

Già anticipato insieme agli altri Titani nelle pitture rupestri di Kong: Skull Island, King Ghidorah è un mostro temibile, uno degli avversari storici di Godzilla, spesso elevato a nemesi finale per il titolo di “Re dei kaiju”. È provvisto di un paio di ali e di tre teste, che nel film della Legendary ricordano molto il muso del drago Smaug. Le sue bocche possono sparare onde gravitazionali, anche se la sua versione di King of the Monsters predilige l’elettricità e i raggi fulminanti. Nel film di Dougherty lo vediamo emergere dai ghiacci e seminare devastazione sul pianeta, terraformandolo a piacimento e ponendosi come Bestia Alpha di fronte agli altri Titani. È in grado di scatenare violente tempeste e le sue tre teste ragionano indipendentemente l’una dall’altra. Se tagliate sono in grado di ricrescere. La sua apertura alare è sconosciuta, ma la sua altezza di oltre 158 è sufficiente a includerlo nella lista.


SANDO – STAR WARS: LA MINACCIA FANTASMA (1999): 198 metri

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Restiamo in tema “giganti marini” con il primo episodio della trilogia prequel di Guerre Stellari, che ha diviso i fan in merito a pregi e difetti: da un lato una colonna sonora da urlo, mondi esotici e personaggi come il Qui-Gon di Liam Neeson. Dall’altro l’abuso di CGI, dialoghi inconsistenti e quell’orrore di Jar Jar Binks. Proprio in compagnia di quest’ultimo, all’interno di un mezzo subacqueo, Qui-Gon e Obi-Wan (Ewan McGregor) avranno a che fare con una delle più grandi creature mai apparse nella saga e nella Storia del cinema: parliamo del Sando, mastodontico abitante delle profondità oceaniche di Naboo, che ama ingoiare creature più piccole in un sol boccone. Può vivere centinaia di anni e misura quasi 200 metri. Come dice Qui-Gon, “c’è sempre un pesce più grosso”. Per la maggior parte degli abitanti del pianeta, la sua esistenza è solo un mito. Andate a recuperarvi anche il nostro primo bestiario di Star Wars: Il Bestiario di STAR WARS (prima parte).


MOTHRA – GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS (2019): 244,8 metri

Originariamente introdotto nel 1961, Mothra fa la sua apparizione americana nel Monsterverse della Legendary con Godzilla II. Questa falena gigante è considerata di buon cuore e viene chiamata “Regina dei Mostri“. Si unisce a Godzilla per aiutarlo a contrastare gli altri Kaiju, qui chiamati Titani. Si vede sia in forma larvale che in quella adulta, dove sfoggia le sue ali bioluminescenti. Secondo la tradizione nipponica i suoi poteri comprendono la creazione di forti correnti d’aria e l’emissione di particelle velenose. Nella versione hollywoodiana, utilizza un pericoloso pungiglione e sembra in grado di proiettare la propria essenza vitale tramite l’suo delle spore. Il farfallone non è molto alto, superando di poco i 15 metri, ma la sua apertura alare arriva oltre i 244, garantendogli l’accesso a questa classifica.


RODAN – GODZILLA 2: KING OF THE MONSTERS (2019): 265,5 metri

Un altro dei “padroni originari” del nostro pianeta, riemerso dalle profondità della terra (addirittura da un vulcano in Godzilla II) per portare morte e distruzione. Questo mostro dalle fattezze di uno Pterodattilo ha fatto il suo debutto nel 1956 e ha la fama di nemico formidabile. Nel film lo vediamo volare a velocità impressionanti e radere al suolo un’intera città semplicemente attraversandone lo spazio aereo. Pare che abbia un’affinità con il calore estremo. Dopo aver fiancheggiato il “falso re” Ghidorah, rimarrà ferito in uno scontro con Mothra e infine si sottometterà al nuovo alpha Godzilla. Come il farfallone non è molto alto (46,9 metri), ma l’estensione delle sue ali arriva a 265 metri e mezzo, facendone una delle creature volanti più grosse mai viste.


GODZILLA – TRILOGIA NETFLIX (2017-2018): 300 metri

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Ecco un’altra versione del colossale rettile. Tralasciando la sua apparenza tirannosauresca del film di Roland Emmerich, che mi va poco a genio (il collega Matteo Berta ha un’opinione diversa: Il Godzilla di Emmerich vince in tre mosse), una delle sue incarnazioni più notevoli è quella del 2014, nel remake occidentale diretto da Gareth Edwards. Massiccio e potente, il terzultimo Godzilla, che tornerà nel 2020 per scontrarsi con King Kong, poteva contare su 108 metri di altezza. Shin Gojira, film giapponese di Hideaki Anno, ci presenta quella che doveva essere la versione più grande mai vista del nostro lucertolone preferito, che raggiunge i 118 metri e mezzo. Più fedele alla tradizione nipponica, ha le braccia tozze e la parte inferiore del corpo più sviluppata, ma la sua potenza è ai massimi storici, infatti riesce a distruggere la maggior parte di Tokyo. Ma il primato viene raggiunto dal protagonista della trilogia animata di Netflix in collaborazione con la Toho Animation e la Polygon Pictures. Parliamo del kaiju che troviamo nei film Godzilla: Il Pianeta dei Mostri, Godzilla: Minaccia sulla città e Godzilla: Mangiapianeti. Con i suoi 300 metri sovrasta tutta la concorrenza ed è visibile anche dallo Spazio.


SHAI-HULUD – DUNE (1984): 400 metri

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Il film di David Lynch, tratto dal ciclo di romanzi di Frank Herbert, ha una storia produttiva parecchio travagliata: all’inizio il regista designato era Alejandro Jodorowsky, che aveva intenzione di coinvolgere nel progetto alcuni tra i più celebri artisti del secolo, tra cui H. R. Giger, Salvador Dalì e Orson Welles. La pellicola definitiva, disconosciuta dallo stesso Lynch, ha una trama sovraccarica e una struttura inadeguata a supportare la mole di contenuti del materiale d’origine, ma è comunque ricordata come un cult movie. Un remake è all’orizzonte con la regia di Denis Villeneuve, che dopo Blade Runner 2049 potrebbe imbarcarsi in un’altra missione impossibile. Piena fiducia in lui, ma torniamo al lato monster della faccenda: nel lontano pianeta Arrakis, dove si svolge la maggior parte della storia, il deserto è abitato da giganteschi vermi della sabbia, chiamati anche Shai-Hulud dai Fremen, nomadi guerrieri che adorano questi bestioni come divinità, dandogli al contempo la caccia. Si stima che una di queste creature possa raggiungere i 400 metri di lunghezza e, stando a ciò che abbiamo visto nel film di Lynch, non fatichiamo a crederci. Protagonista di una delle apparizioni più colossali mai viste su schermo, il vermone è esteriormente simile ai Graboid della serie Tremors (qui il nostro Bestiario della saga), mentre le sue fauci ricordano il Sarlacc di Star Wars. Shai-Hulud divora tranquillamente il quinto posto dell’elenco.


EXOGORTH – STAR WARS: L’IMPERO COLPISCE ANCORA (1980): 900 metri

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“Questa non è una caverna!” esclama l’Han Solo di Harrison Ford. E poco dopo si scopre che non aveva tutti i torti. Il quarto posto della classifica è meritatamente riservato a un’altra creatura della saga di Guerre Stellari. Trattasi dell’Exogorth, un gigantesco abitante di asteroidi simile a un serpente, lungo oltre 900 metri. Le dimensioni del serpentone sono così titaniche che l’interno del suo esofago ospita un vero e proprio ecosistema, e può ingoiare senza batter ciglio una nave come il Millennium Falcon. Raggiunge la maturità a dieci metri di lunghezza e a quel punto si divide in due esemplari più piccoli. In caso di sterilità, può crescere fino a diventare il mostro che abbiamo visto nel film. Sembra che si nutra di minerali, rifiuti spaziali e creature più piccole. Occasionalmente può attaccare vascelli grandi quanto un incrociatore imperiale.

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KARATHEN – AQUAMAN (2019): 3 chilometri

Le avventure sottomarine di Arthur Curry (Jason Momoa) hanno ridato linfa vitale al sofferente universo DC della Warner Bros. e ci hanno servito su un piatto d’argento qualche bel mostrone subacqueo, inclusi squali da combattimento e un Tilosauro cavalcato da Re Orm (Patrick Wilson). Per saperne di più sulle creature di Aquaman, passate anche per il nostro Bestiario. A interessarci è però il Karathen, gigantesca bestia che custodisce il leggendario tridente di re Atlan. Nel suo viaggio per recuperare l’arma e reclamare il trono di Atlantide, Arthur si imbatte proprio in questo colossale avversario, che pare invulnerabile e lo scaglia da una parte all’altra grazie ai suoi tentacoli. Secondo Jeff White, supervisore degli effetti speciali, il Karathen è lungo due miglia, quindi più di tre chilometri, cosa che lo rende il terzo mostro più grosso della lista, battendo perfino il temibile Exogorth.

Il Karathen presenta svariate similarità con il Kraken di Scontro tra Titani, oltre che con Slattern e gli altri Kaiju di Pacific Rim. Oltre a possedere lunghi tentacoli posteriori e arti corazzati, ha un corpo estremamente resistente e una stazza da fare invidia a una portaerei. Fortunatamente dimostra un’intelligenza pari a quella umana, al punto da intavolare un discorso con Aquaman (grazie al doppiaggio di Julie Andrews). Dopo aver sentito le ragioni di Arthur Curry, il Karathen si schiera dalla sua parte, materializzandosi poi sul campo di battaglia per distruggere le armate di re Orm. Avendo conosciuto il mitico re Atlan, è probabile che questa bestia possa vivere per millenni.


SUMMA-VERMINOTH – SOLO: A STAR WARS STORY (2018): 8 chilometri

Lo spin-off sul contrabbandiere Han Solo, ruolo storico di Harrison Ford ereditato da Alden Ehrenreich, ha attraversato grossi travagli produttivi e nemmeno la regia di Ron Howard ha ribaltato la situazione. Nonostante i pasticci, questo film ci offre dei momenti interessanti, tra i quali il primo incontro tra Han e Chewbacca e la sequenza della rapina al treno. Per saperne di più, consultate la nostra recensione. Durante l’attraversamento del Maelstrom, impresa che consente a Solo & compagni di percorrere la rotta di Kessel in appena 12 parsec, incontriamo quello che è probabilmente il mostro più grande mai apparso in Star Wars, ovvero il Summa-Verminoth, che fa sembrare l’Exogorth un cagnolino da salotto. Salvo clamorose smentite, è anche la seconda bestia più grande della Storia del cinema.

Trattasi di una gigantesca creatura, simile a una piovra e munita di numerose appendici. Precisamente possiede 8 tentacoli maggiori e 24 minori, oltre a ben 42 occhi. Il Millennium Falcon, che non è proprio un moscerino, non è più grande di un occhio del mostro. Guardando il making of su YouTube, che vi postiamo direttamente qui sotto, abbiamo appreso che la creatura è lunga circa 5 miglia, ovvero 8 chilometri, rendendola in grado di torreggiare su ogni genere di incrociatore. Dopo aver tentato di divorare i protagonisti, verrà assorbita da un buco nero che le strapperà la pelle, lasciando il teschio scoperto. Tale scena è un omaggio a I predatori dell’arca perduta. Il nostro tentacoluto amico raggiunge senza sforzo il secondo posto in classifica.


KING GHIDORAH – GODZILLA: THE PLANET EATER (2019): 20 chilometri

Nella trilogia Netflix dedicata alle avventure di Godzilla, il dragone a tre teste ha una natura diversa dalla sua versione del Monsterverse, diventando una creatura interdimensionale e formata da pura energia. Questa bestia metafisica era addirittura venerata come un dio millenni fa ed è in grado di divorare pianeti. A ciò si aggiungono la creazione di raggi gravitazionali, la manipolazione dello spazio-tempo, l’intangibilità e la capacità di viaggiare tra le dimensioni. La sua lunghezza stimata è impressionante, toccando i 20 chilometri. È potenzialmente il più grande kaiju mai esistito, di sicuro il più grosso mai concepito dalla Toho, in grado di torreggiare perfino sul Ghidorah di Godzilla II.

Signori, abbiamo un campione.


Sperando che questa piccola incursione in mezzo ai giganti vi sia piaciuta, vi chiediamo di informarci nel caso siate a conoscenza di creature ancora più grosse che potrebbero esserci sfuggite. La lista conta qualche escluso d’eccellenza, come lo scimmione di Kong: Skull Island, che misurando tra i 30 e i 50 metri non si è dimostrato “all’altezza”. Sicuramente, in vista della battaglia con Godzilla nel 2020, avrà il tempo di crescere. Anche i Leviathan utilizzati dai Chitauri in The Avengers, sebbene di dimensioni ragguardevoli, sono stati tralasciati per la mancanza di dati precisi sulla stazza. Inoltre la loro natura biomeccanica li rende molto diversi dai mostri presenti. Sperando che la creatività dei registi e le ambizioni hollywoodiane ci regalino spettacoli sempre più grandiosi, vi salutiamo fino al prossimo aggiornamento degli organismi oversize.

Se avete ancora fame di mostri giganti, vi invitiamo a visitare i nostri Bestiari di Monster Movie!

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    stra interessante^^
    lucas ha avuto proprio delle belle idee con star wars, non a caso rientra nella classifica non una ma ben due volte!

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