Il Bestiario del MONSTERVERSE

Elenco delle creature dei film di Godzilla, di Kong: Skull Island e dell’universo espanso della Legendary.

di Matteo Berta

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ATTENZIONE: l’articolo contiene SPOILER su King of the Monsters!

Il Monsterverse nacque ufficiosamente con l’uscita del Godzilla della Legendary nel 2014, ma fu ufficializzato nel 2017 in concomitanza con il marketing relativo a Kong: Skull Island. Questo universo mostrifero sembra aver iniziato con il piede giusto, a differenza del fallimentare Dark Universe (La fine del Dark Universe? Una riflessione), e pare che il suo futuro sia sempre più solido, se consideriamo il salto qualitativo di Godzilla 2 (ANTEPRIMA MOSTRUOSA – Godzilla II: King of the Monsters) e l’attesissimo scontro epocale di Godzilla vs Kong. Per saperne di più sul colossale duello tra mostri, vi rimandiamo ai seguenti link: GODZILLA VS KONG nel 2020; Adam Wingard dirigerà GODZILLA VS KONG.

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Iniziamo con il listone di creature mostruose presenti in questi primi film del Monsterverse, includendo i nuovi Titani di King of the Monsters.

Inoltre la Legendary ha realizzato digitalmente l’Orca, apparecchio protagonista del primo sequel di Godzilla che permette di tracciare, registrare e manipolare gli impulsi sonori dei Titani. Potete sbizzarrirvi qui: ORCA v.12.5

Buon divertimento…


M.U.T.O.

«Questo non è un trasformatore difettoso, questo è un impulso elettromagnetico. Agisce su qualunque apparato elettrico per miglia e miglia, e sta succedendo di nuovo. È la causa di tutto fin dall’inizio. Non lo capite? Ed è la cosa che ci riporterà all’età della pietra.» Joseph “Joe” Brody

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MUTO (acronimo per Massive Unidentified Terrestrial Organism, ovvero massivo organismo terrestre non identificato) sono i cattivoni kaiju del Godzilla di Gareth Edwards. Nel film sono due e, se non fosse stato per gli eventi rocamboleschi del finale, sarebbero potuti essere molti di più, dal momento che i due coniugi erano in procinto di riprodursi.

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I due poco simpatici mostri vengono chiamati Hokmuto e Femuto. Questi organismi vennero criticanti per il layout non del tutto accattivante né originale, ma esaltati per le animazioni e la struttura dei suoni che emettevano. Lo sceneggiatore David Callaham inizialmente abbozzò l’idea di inserire nella pellicola due antichi nemici di Godzilla, ma con l’arrivo di Gareth Edwards al timone della produzione, si decise che i due cattivi avrebbero dovuto possedere una backstory inquietante. Venne attribuito loro il terribile passato di parassiti delle carcasse dei precedenti Godzilla. I MUTO uccidevano esseri della stessa specie del lucertolone radioattivo, per poi utilizzarne i cadaveri come nidi (o incubatrici da incubo) per la propria progenie.

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I MUTO sono una specie ottopode sessualmente dimorfica, dove la femmina è sempre più grande del maschio, ma quello che “porta i pantaloni” possiede una caratteristica niente male: due degli arti sono articolati in ali che gli permettono di volare con leggiadria (il design è ispirato a un areoplano militare di natura stealth).

Bandai Movie Monster Pvc 2014 Godzilla Muto Figure 56,47€

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MUTO PRIME

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Il MUTO Prime è un insettone grosso e poco raccomandabile. Non si tratta della versione di Amazon del Kaiju, ma è un’alternativa ai mostroni sopra descritti. Esso appare per la prima volta nella graphic novel “Godzilla Aftershock“, il prequel del film Godzilla II: King of the Monsters. Ci sono diverse differenze rispetto ai MUTO visti nel primo film, in primis un imponente guscio colmo di estremità affilatissime, e poi numerose paia di arti anteriori in più rispetto ai precedenti. Il Muto Prime ha la capacità di generare un proprio fiato atomico di colore rosso.

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Il MUTO Prime è un antico avversario di Godzilla ed è conosciuto anche con il nome di Jinshin Mushi. La caratteristica più inquietante di questo mostro è quella riferita al fatto che è sempre in cerca di un “Titano ospite” in cui depositare le proprie uova. Cerca ospiti viventi in stile facehugger di Alien. All’inizio del primo film di Godzilla del 2014, ci troviamo all’interno di un “cadavere” di un antenato di Godzilla, che è diventato proprio un nido per i MUTO che poi hanno causato danni durante tutto il minutaggio. In King of the Monsters, grazie all’influenza di Ghidorah, una gruppo di Titani sbuca dalle profondità della terra in tutto il mondo. Tra gli esemplari risvegliati sembra esserci un nuovo MUTO Prime, chiamato anche MUTO 3, che alla fine del film si sottometterà a Godzilla, riconoscendolo come bestia alpha.


SHINOMURA

Come detto in precedenza, con l’espressione M.U.T.O. si intendono tutti gli organismi terrestri non identificati, ed è il caso di Shinomura, apparso nella graphic novel ufficiale MonsterVerse della Legendary Comics come prequel di Godzilla.

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Shinomura (シノムラ) è un macro-organismo originario del Permiano (ultimo periodo del paleozoico) e il suo nome significa letteralmente “Sciame della morte”. Il mostro appare come una sorta di ibrido tra un drago classico e un pipistrello, per via delle ali completamente nere. Shino torna sulla terra dopo milioni di anni a causa del bombardamento nucleare su Hiroshima.

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Citando direttamente il portale più attendibile della fanbase di Godzilla (Gojipedia), ricostruiamo la storia di questo mostro:

250 milioni di anni fa, uno Shinomura atterrò su una piccola isola per banchettare con i resti di una grande creatura acquatica. Non riuscì a notare Godzilla, che successivamente lo fece esplodere grazie al suo raggio atomico. In quel periodo, un attacco di un meteorite colpì la Terra e cambiò radicalmente la quantità di radiazioni nel mondo. Il terreno si incrinò e il corpo dello Shinomura sprofondò sottoterra. Rimase inattivo per milioni di anni, fino a quando il bombardamento di Hiroshima non lo risvegliò. La creatura procedette ad attaccare le navi attraverso l’oceano e cominciò a crescere esponenzialmente. Ma ovunque Shinomura andasse, Godzilla lo seguiva. Nel 1946, una parte di Shinomura fu scoperta nelle Filippine. […] Monarch espose una cellula rimasta alle radiazioni, che gli permisero di crescere e rigenerarsi. Il nuovo Shinomura fuggì e iniziò a cercare la sua altra metà. Più tardi, quando Godzilla appare su Moansta Island, appaiono entrambi Shinomura, e si fondono in uno più grande. I due iniziano a combattere. Dopo una lunga lotta, Godzilla ne incenerisce uno con il suo fiato atomico, ma l’altro si allontana. Una trappola è impostata per entrambe le creature, lasciando una scia di radiazione per Shinomura, che a sua volta attirò Godzilla. Venne messo in scena un “test” nucleare, cercando di uccidere sia Godzilla che Shinomura usando una bomba atomica. Shinomura venne distrutta nell’esplosione, ma Godzilla sopravvisse.

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Trovate questo personaggio come detto in precedenza nella graphic novel qui sotto:

Godzilla : Awakening 13,95€

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GODZILLA

La natura ha un ordine, il potere di ristabilire l’equilibrio. Io credo che sia lui quel potere.

Ichiro Serizawa

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Godzilla (ゴジラ Gojira) del MonsterVerse è un predatore preistorico che risale ai periodi in cui il pianeta terra aveva dei livelli di radioattività elevati. Nel corso degli anni, a causa della scomparsa della radioattività in superficie, il mostro è migrato (assieme alle altre mostruosità) sempre più in profondità. Nella cinematografia il rettilone ha variato le sue sembianze a seconda della visione dei diversi artisti che lo hanno “rigenerato”. La versione della Legendary e della Warner richiama la struttura originale, con degli accorgimenti estetici, soprattutto sul muso. Quest’ultimo, nei primi concept art, doveva essere quasi antropomorfo, poi nello sviluppo del design venne scelta una variante più animalesca, in modo che riprendesse l’idea più in voga di animale ibrido tra un gorilla e una balena.

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Uno dei primi concept del volto di Godzilla

Il capo-progettista di creature e concept Matt Allsopp e gli artisti di WETA Workshop Andrew Baker, Christian Pearce e Greg Broadmore hanno avuto il compito di portare Godzilla in una realtà contemporanea, onorando la sua silhouette classica. Questo Godzilla ha il collo largo e ha delle branchie simili a quelle degli squali. I suoi occhi sono piccoli e di un colore giallo dorato, i suoi denti sono minuscoli, la testa sembra sporgersi più in avanti e le narici sono più distinte, essendo sui lati opposti del muso. Secondo Andrew Baker, gli artisti hanno studiato i volti di cani, orsi e aquile per rendere Godzilla più nobile e maestoso, ma non troppo “pulito”.

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La Legendary ha confermato che la coda di Godzilla è lunga 167 metri, la sua altezza è di 108 metri (che salgono a 119 in King of the Monsters). Ci sono esattamente 89 placche dorsali disposte lungo la schiena. Il suo ruggito può essere ascoltato da 3 miglia di distanza, abbastanza forte da far diventare sordo un avversario. Nel secondo film ha dimostrato la capacità di potersi caricare di energia atomica, al punto da creare onde d’urto e scatenare esplosioni che polverizzano gli avversari (vedasi lo scontro decisivo con Ghidorah). Quando il processo si innesca, la sua epidermide inizia emettere bagliori rossastri. Dopo l’emissione di questa gran quantità di radiazioni, il suo corpo torna alla normalità.

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Godzilla è stato realizzato attraverso l’animazione in CGI e keyframe, con prestazioni di acquisizione di movimento parziale da T.J. Storm. Andy Serkis, che ha eseguito la motion capture per King Kong nel remake del 2005 di Peter Jackson, è stato consultato per rendere più realistici i movimenti generati dal computer di Godzilla e dei M.U.T.O.

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Il supervisore del VFX Jim Rygiel ha dichiarato che lo stile di combattimento di Godzilla si basa su quello degli orsi e dei draghi di Komodo, in particolare quando si alzano  in piedi e combattono gli avversari con le braccia. Secondo il supervisore di Moving Picture Company VFX, Guillaume Rocheron, i movimenti di Godzilla sono stati ispirati anche da leoni e lupi. Questa incarnazione di Godzilla è stata progettata per essere il più possibile realistica. Si è cercato in tutti modi di far percepire allo spettatore la verosimiglianza della gestualità di un bestione del genere, nel caso esistesse davvero.

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Poiché il ruggito di Godzilla è considerato uno degli effetti sonori più famosi nella Storia del cinema, i sound designer Erik Aadahl e Ethan Van Der Ryn hanno ricevuto il compito di rifarlo senza snaturare quello originale creato da Ifukube. Secondo Edwards, i sound designer trascorsero sei mesi durante i tre anni di produzione, sperimentando tecniche diverse: un guanto di pece rivestito di catrame di pino su un contrabbasso e un sistema meccanico di percussioni ricavate da tubature industriali.

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Il team ha registrato centinaia di suoni con una frequenza di campionamento di 192 kHz, prima di rallentarli fino a raggiungere un intervallo udibile. Alla fine si sono imbattuti nella combinazione che gli ha dato (letteralmente) la pelle d’oca.

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Shot finale di Godzilla: King of The Monsters

Nel primo sequel assistiamo alla versione “atomica” del re dei Kaiju. Dopo l’aiutino di Serizawa, ovvero del suo sacrificio per portagli una bomba atomica in grado di accelerarrgli il processo di guarigione (metaforicamente Serizawa fa un suppostone a Godzilla), il re dei Kaiju torna in vita “sotto steroidi” e diviene una sorta di bomba ad orologeria. Il processo di atomizzazzione di Godzilla si manifesta attraverso le increspature della sua pelle che diventano ardenti.

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La sideshow ha realizzato due importanti statue di Godzilla della Legendary: una molto grande e una un po’ più piccola (si fa per dire). 

Godzilla Maquette by Sideshow Collectibles 666,76€

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Per quanto riguarda i giocattoli e le action figure, la Bandai ne ha realizzati a bizzeffe. Se dovessi dare un consiglio, indicherei quella più costosa, ma è anche quella più bella dal punto di vista del numero delle articolazioni e della precisione dei dettagli:

Bandai Tamashii Nations s.h. Monsterarts Godzilla 2014 Toy figure 112,94€

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PSYCHOVULTURE

Il nome “Psychovulture” deriva dall’unione di “psycho”, uno stato che queste creature raggiungono ingerendo certi pesci palla velenosi, e “avvoltoio”, che è un riferimento alla loro forma aviaria. Esistono due versioni di questa mostruosità: una specie e un sottogenere.

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Per la loro sottospecie, la denominazione “Leafwing” deriva dalla struttura delle ali. In questo caso la forma è molto simile a una foglia, che viene ramificata in vene che attraversano la superficie, richiamando le venature delle foglie. Gli Psychovolture sono creature grigie, grandi, simili a pipistrelli, che possiedono un’ampia apertura alare e teschi dal naso camuso.

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Le versioni “foglie” sono più piccole, più  simili a Pterosauri, e hanno all’incirca le stesse dimensioni degli umani adulti. Sono di colore verde con teste gialle, ali arancioni e musi lunghi. Il ruggito dello Psychovulture è descritto come una “sequenza di scatti della mascella e sibili gutturali”, intesi per scopi di ecolocalizzazione. I ruggiti della variante Leafwing consistono in vari cinguettii e squittii.

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Perfettamente evoluta per dominare i cieli, l’aerodinamica Psychovulture conta su un’apertura alare di due metri. Un insieme di tessuti molli si estende su una struttura ossea rigida per formare una pellicola che taglia l’aria senza sforzo attraverso i venti sopra Skull Island. I nervi ottici dell’animale mancano di recettori di luce, facendo pensare alla cecità, ma ulteriori indagini sugli impulsi nervosi suggeriscono che la creatura abbia sviluppato una forma di visione termica che gli permette di localizzare prede a sangue caldo dai cieli notturni. Il suo cranio sottile utilizza una sequenza di scatti della mascella e gemiti gutturali per innescare l’ecolocalizzazione. Questo predatore alato simile a un pipistrello potrebbe essere la prima creatura sulla Terra a mostrare segni di psicopatia.

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Creatura aerea di pura aggressività, si auto-induce effetti psicoattivi attivati ​​dall’ingestione di un pesce palla velenoso indigeno delle acque di Skull Island. Questo agente chimico spinge lo Psychovulture a distruggere qualsiasi forma di vita che incontra, arrivando persino a cacciare e uccidere i suoi simili. Un sistema digestivo relativamente piccolo suggerisce che la creatura si sia evoluta per nutrirsi di flora e piccoli animali, tuttavia è stata vista attaccare briga anche con esseri più grandi di lei.

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James Conrad (Tom Hiddleston) ne decapita una mentre lui e il suo gruppo cercano di incontrarsi con gli altri, in una scena concitata del film Kong Skull Island. Nella pellicola hanno un ruolo marginale, mentre nel primo numero del fumetto The Birth of Kong sono le prime mostruosità che incontriamo durante la storia. Prima di proseguire con il listone mostruoso, vi consiglio di leggere il nostro articolo dedicato alle origini di tutte le creature del Monstervers: la Teoria della Terra Cava del Monsterverse.

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La Teoria della Terra Cava viene ripescata dalla Legendary Pictures e dalla Warner Bros nel cestone delle ipotesi complottiste o fantascientifiche, che spesso trovano terreno fertile nella mente di molti. Essa non è stata inventata dai cineasti, ma esiste e viene anche sostenuta da attivisti e autorità in diversi campi. Nel nostro caso è stata sfruttata a dovere per giustificare l’esistenza dei mostri.


DEATH JACKAL

I Death Jackal, ovvero gli sciacalli della morte, assomigliano a un incrocio tra grandi Dromaeosauridi (tipi di dinosauri che includono i famosi Raptor) e iene, con lunghi arti e punte simili a peli. Hanno facce da rettile dal lungo naso, e sulla schiena possiamo trovare una criniera appuntita. Non è chiaro se siano principalmente bipedi o quadrupedi.

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Con l’agilità di un leopardo e la pressione del morso di un grande squalo bianco, lo sciacallo della morte è una delle creature più mostruose dell’isola di King Kong. La spina dorsale dello sciacallo è in parte esoscheletrica, con una criniera di fibre che sono affilate come lame di un rasoio. I Jackal sono costantemente in uno stato di ferocia, e spesso si ritrovano ad azzuffarsi tra loro. Il suo atipico sangue bianco è ricco di depositi di calcio, ma dato il suo istinto predatorio, è difficile immaginare che qualcosa di diverso dall’odio si diffonda nelle sue vene. Data la tendenza a combattere contro la propria specie, lo sciacallo della morte è più una minaccia per se stesso che non per l’umanità.

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Compaiono solamente nella graphic novel che fa da prequel a Kong: Skull Island.


KONG

Kong è il re, un buon re…

Hank Marlow

La versione di King Kong del Monsterverse. La famosa scimmia gigante della Legendary Pictures è apparsa per la prima volta nel film di Jordan Vogt-Roberts del 2017, Kong: Skull Island. Inoltre è protagonista assieme ad altre mostruosità della graphic novel in quattro parti della Legendary Comics: Skull Island: The Birth of Kong.

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Kong è nato durante una delle principali battaglie tra le specie di Kong e gli Skullcrawlers. Sua madre lo mise in un posto sicuro mentre ritornava di corsa ad aiutare il suo compagno, il padre di Kong, ma entrambi rimasero uccisi dai famelici Strisciateschi. Sebbene nascosto, Kong vide gli Skullcrawlers massacrare i suoi genitori e sviluppò non solo un dolore insopportabile, ma un intenso odio. La rabbia e la furia divennero la fonte inesorabile della sua forza.

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I designer della Warner e della Legendary trascorsero otto mesi a progettare Kong, con l’obiettivo di renderlo un potente antieroe, in modo che pubblico empatizzasse con lui. Il regista chiese espressamente che per impostare la nuova estetica dello scimmione si dovesse partire dal film del 1933. Il famoso creatore di creature Carlos Huante ha concepito un fisico anatomicamente aggiornato, facendo riferimento ai fotogrammi in posa degli anni ’30. Onorando il design originale, l’Industrial Light & Magic ha sviluppato il modello del 2017 con una pelliccia marrone, una fronte enorme, un muso esagerato e un ruggito imponente. Questo Kong è stato progettato per essere alto 31 metri, colosso nei confronti di un uomo, ma simpatico animaletto in rapporto a Godzilla.

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Per avvicinarsi ancora di più alle sembianze umane, si decise di far camminare Kong in modo eretto senza troppi ondeggiamenti scimmieschi. I designer hanno preso ispirazione dalla variante del 1933 con le sue proprietà esagerate (o cartoon), tentando di renderle originali. La sua posizione, a differenza della controparte del 2005, mostra come le braccia siano proporzionalmente più lunghe delle gambe, dandogli un aspetto innaturale e fornendogli una silhouette particolare.

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La statura eretta di Kong è un allontanamento intenzionale dalla tradizionale postura incolta di scimmie. Come affermano i produttori, “lo fanno sentire più simile a un dio”. Serve anche a rendere omaggio alle raffigurazioni originali di Kong come una persona in un costume, data la sua posizione più umanoide. Un’altra parte importante del progetto è stata quella di infondere un senso di divisione nel pubblico, dove alcuni vedono in Kong una minaccia, altri un salvatore e alcuni un dio. In generale, Kong ha diverse cicatrici, tre delle quali corrono in diagonale dal pettorale sinistro al lato destro del torace. È stato inoltre affermato da Hank Marlow (John C. Reilly) che secondo i nativi Kong non ha ancora raggiunto la sua piena dimensione. Il regista Michael Dougherty, autore di King of the Monsters, ha dichiarato in un’intervista che il Kong degli anni ’70 è praticamente un adolescente. Questo dettaglio è fondamentale per uno scontro proporzionalmente leale con Godzilla.

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Kong è stato creato attraverso l’uso della CGI, aiutata dalla performance in motion capture di Terry Notary e con l’animazione facciale di riferimento fornita da Toby Kebbell.  Con la benedizione dell’attore di Kong precedente, Andy Serkis, Notary ha completato la mocap per lo scimmione in soli tre giorni. La dimensione di Kong è stata un fattore chiave nelle decisioni del regista per l’animazione dei keyframe, guidata dal supervisore dell’ILM Scott Benza.

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Molto prima che iniziasse la produzione del film, i sound designer hanno sperimentato diverse tecniche per creare il ruggito di Kong. Mentre il suono originale del 1933 venne ottenuto con un ruggito di tigre rovesciato e un ruggito di leone, il supervisore Al Nelson visitò il National Zoological Park presso Washington D.C e il Walt Disney World’s Animal Kingdom, registrando i ruggiti di leone come punto di partenza. Ha anche mixato e abbinato suoni di gorilla e scimmie per creare strati aggiuntivi. Per catturare appieno i livelli desiderati di rumore e ottenere un sound incisivo, la squadra installò i sistemi di altoparlanti della Skywalker Sound e suonò le urla di Kong attraverso un sistema di canali 5.1.

La versione della Star Ace di Kong è qualcosa di eccezionale, non c’è altro da aggiungere:

Kong Vinyl Statue by Star Ace Toys Ltd. 116,68€

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Per chi volesse il massimo della qualità, questo invece è il meglio in circolazione:

Kong vs Skull Crawler (Deluxe Version) Statue by Prime 1 Studio 999,97€

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Ora veniamo ai giocattoli. Ovviamente una grande e bella versione è questa:

Lanard Isola del teschio Kong 46cm Kong Mega figura 51,47€

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Size chart creata da un fan

SKULLCRAWLER

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Gli Skullcrawlers sono grandi rettili con due lunghi arti anteriori e senza arti posteriori, oltre a code serpentine che fungono da “timone” per i movimenti. Hanno corpi snelli ma robusti. Gli Strisciateschi appaiono molto scheletrici, in particolare i loro torsi e le loro teste. Quelle che sembrano essere le “orbite oculari” sono solo zone vuote: i loro veri occhi sono posizionati molto più indietro, con le cavità che fungono da specchietti per le allodole e che forse servono a distrarre i nemici. I colori delle loro squame vanno dal marrone scuro al verde intenso, fino al colore bianco dell’osso.

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Le loro teste assomigliano molto a quelle dei Mosasauri come il Tylosaurus, e le loro mascelle possiedono due file di denti seghettati e affilati come rasoi. Le strutture spinose dei denti all’interno delle loro bocche ricordano in qualche modo quelle di una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea Vandelli). Inoltre hanno lunghe e biforcute lingue che possono usare per afferrare la loro preda.

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Gli adolescenti di Skullcrawler sono facilmente distinguibili dagli adulti. Le loro teste sono più piccole e più inclinate. Possiedono anche un tono di pelle marrone più marcato. Gli Skullcrawler adulti sono enormi, in buona parte grandi quanto Kong. Le loro teste sono più definite e massicce. Gli Strisciateschi sono stati progettati per fungere da “angeli caduti” (molto meglio demoni) del regno di Kong e rappresentano gli aspetti più oscuri di Skull Island.

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Il ruggito dello Skullcrawler ha un tono molto alto, con una qualità vocale roca, ovvero un sibilo e un ringhio mescolati tra loro. Secondo il supervisore del sound design/montatore Al Nelson, il loro verso è stato ispirato dal grido stridulo di un coniglio morente e dai suoni di leoni marini e scoiattoli.

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Poco si sa sulle origini di questo predatore cattivone, sebbene il suo scopo evolutivo sia abbondantemente chiaro. Lo Skullcrawler esiste per divorare, distruggere e dominare. Immerso nella natura sotterranea, scavando attraverso le bocche di vapore geologicamente instabili in Skull Island, è come se lo Skullcrawler uscisse dall’Inferno stesso. Questa terrificante creatrua rettile è un hypervore: un animale con un metabolismo iper-adrenalinico che si mantiene in uno stato di fame costante. Proprio come uno squalo che deve continuare a nuotare per sopravvivere, lo Strisciateschio deve continuare a nutrirsi, dislocando la propria mascella per massimizzare la sua capacità di ingoiare tutto ciò che incrocia il suo percorso.

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Il design degli Skullcrawler è stato influenzato dalla Two-Legged Lizard del film King Kong originale del 1933, insieme a Sachiel di Evangelion, No-Face di Spirited Away e Cubone dei Pokémon.

Dagli Strisciateschi hanno tratto dei giocattoli, ma la versione migliore rimane quella della statua di Kong:

Kong vs Skull Crawler (Deluxe Version) Statue by Prime 1 Studio 999,97€

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SIRENJAW

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Il Sirenjaw è un colossale predatore crocodiliano indigeno dei laghi e degli affluenti della giungla meridionale dell’isola. La sua fisiologia ibrida esibisce alcuni degli esempi più estremi di florafauna contaminata. Man mano che maturano, i Sirenjaw attraversano uno stadio pubescente in cui un piccolo vivaio di alberi cresce lungo la sua parte rocciosa, rendendolo un essere biologico totalmente integrato nella natura.

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Questa “isola con i denti” appare solamente nella graphic novel più volte citata in questo articolo.


MAGMA TURTLE

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Le Magma Turtle, chiamate anche Tortoisa Vulkane, sono gigantesche tartarughe con conchiglie simili a rocce e alberi che spuntano dal dorso. Queste gigantesche tartarughe sembrano nascere da uova schiuse nel cuore dei vulcani.

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Mentre la roccia fusa riscalda e rompe lo strato superficiale di guscio, il magma inghiotte la forma di vita embrionale, indurendosi in un guscio di pietra che mantiene proprietà elastiche. Nel corso della sua maturazione, la Tartaruga Magma tornerà più volte nel bacino del fuoco per forgiare nuovamente la roccia ignea nella sua forma sempre più crescente.

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Gli artisti sembrano essersi ispirati alla mata mata (Chelus fimbriata)

Con una capacità di tollerare il calore molto al di là di qualsiasi creatura esistente (ben oltre gli abitanti di Hot Spring come Hypsibius dujardani o Cataglyphis bicolor), la relazione simbiotica che ha con questo estremo habitat rimane sconosciuta. Sebbene la creatura mostri un comportamento largamente docile ed è ignorata dalla maggior parte dei predatori (probabilmente a causa della natura unicamente ipotizzabile della sua biologia), la temperatura simile alla fornace del suo sistema circolatorio lavico potrebbe dare alle fiamme qualsiasi aggressore, se la Tartaruga Magma venisse ferita. In termini semplici, la creatura è un vulcano ambulante, e i vulcani sono nati per eruttare.


SWAMP LOCUST

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La Swamp Locust, come la SirenJaw, si fonde perfettamente nel suo ambiente naturale. Distesi sotto la superficie delle paludi a est dell’isola, questi insettoidi sommersi estendono le loro membra legnose sopra la superficie, rendendosi indistinguibili dall’abbondante fogliame delle zone umide che li circondano.

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Se ogni ramo legnoso che sale dalle profondità è collegato a una di queste creature, ce ne potrebbero essere migliaia, in attesa di intrappolare le navi ignare con i loro artigli erbacei. La Swamp Locust è una creatura tutta gola e denti. Mentre la sua bocca simile alla lampreda ospita un perfetto circolo di incisivi fosfatici (che ricorda il goliath tigerfish del Congo), la caratteristica più notevole è il tratto gastrointestinale, che è una singola camera continua che attraversa il centro della creatura. In sostanza, la Locusta della Palude è una creatura primordiale che l’evoluzione ha raffinato nel predatore più primitivo possibile: una gola senziente con artigli.

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Il nome “Palude” si riferisce all’habitat naturale della creatura e “Locusta” è un insetto. Le Locuste della Palude assomigliano alle grandi ninfe dell’acqua con la bocca simile a lampreda e ai denti del pesce tigre. Il ruggito della Locusta della Palude è scritto come “kik” nella graphic novel.


SPORE MANTIS

La Spore Mantis è, in sostanza, un insetto della taglia di un albero di sequoia maturo. Le membra del suo corpo dalla pelle di corteccia ospitano un potente sistema muscolare, un intreccio unico di tendini striati e tessuti strutturali fibrosi più comunemente presenti negli steli e nelle radici degli alberi.

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Queste appendici consentono alla Mantide Spora di affondare nella terra a velocità allarmante. Un nuovo re degli alberi è stato incoronato. Ospitato all’interno di un’epidermide di corteccia e tessuto vascolare, il tronco della Spora Mantide cela un grande parassita simile a una lumaca con denti a spillo e mascelle schiaccia-ossa. L’apparato digerente utilizza una linfa ricca di proteine ​​per digerire e racchiudere i corpi della sua preda, prima di espellere i resti, perfettamente conservati come escrementi di ambra cristallina che rivelano chiaramente ciò che ha mangiato. Dimenticatevi la gentilezza degli Ent della Terra di Mezzo.

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Il nome “Spore” significa che una cellula fatta da alcune piante è come un seme e può produrre una nuova pianta, mentre “Mantis” è un insetto. Le Mantidi Spore assomigliano a un insetto-bastone (insetti legno). Hanno sei gambe legnose e una pelle simile a una corteccia che copre i loro corpi, e la loro testa è piccola e retrattile nel rivestimento tipo tronco.


EOTRICERATOPO

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Per dovere di completezza è giusto inserire anche questo importante dinosauro della famiglia dei Ceratopsidi, anche se appare solamente sotto forma di teschio in una delle scene del film Kong: Skull Island. Non si sa con certezza in che epoca visse l’Eotriceratopo su Skull Island o se effettivamente ne esistano degli esemplari al giorno d’oggi.

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L’Eotriceratopo (Eotriceratops xerinsularis) è un dinosauro erbivoro appartenente ai famosi  “dinosauri cornuti”. Visse nel Cretaceo superiore (Maastrichtiano, circa 67 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in Nordamerica (Alberta), e si suppone che potesse essere un antenato del Triceratops (Triceratopo).


I GENITORI DI KONG

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Le origini di Kong sono state esplorate durante gli eventi di Skull Island: The Birth of Kong, dove è stato rivelato che Kong è nato durante una delle principali battaglie tra le specie di Kong e gli Skullcrawler. Sua madre lo avrebbe messo in un posto sicuro e sarebbe tornata di corsa per aiutare il suo compagno, il padre di Kong, ma entrambi sarebbero stati uccisi dagli Strisciateschi. Sebbene nascosto, Kong vide gli scheletroni uccidere i suoi genitori e sviluppò non solo un dolore insopportabile, ma un intenso odio, rabbia e furia che si dice sia la fonte della sua forza. Sembra che abbia un istinto di protezione verso i più deboli, come un vero e proprio cavaliere oscuro.

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I genitori di Kong appaiono, come detto in precedenza, solamente nel fumetto, e la loro specie non viene menzionata nemmeno nei resoconti della Monarch. Questa superspecie scimmiesca rimane un mistero e non si conoscono nemmeno le potenzialità della crescita. Pensiamo che i creative designer della Legendary abbiano lasciato aperto questo argomento per dare più libertà ai cineasti e ai vari artisti dei successivi film per sviluppare nuove caratteristiche di Kong da adattare alla storia.


MADRE LUNGHEZAMPE

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Il nome di the Mother Longlegs si basa sul famoso termine “Daddy Longlegs”, un soprannome comune per vari tipi di insetti e aracnidi. Il prefisso “madre” si riferisce al genere della specie.
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Questo alto aracnide è diverso da qualsiasi ragno. Le fitte foreste di bambù della parte nord dell’isola offrono l’habitat perfetto per una colonia di creature predatrici con arti così esili ed estesi. Quando il ragno è perfettamente immobile, i tronchi di bambù lo nascondono, trasformando un’intera foresta in una silenziosa trappola mortale di zampe e mandibole dalle potenzialità mostruose. Queste creature schifosissime sono una supermutazione dell’ordine degli Opiliones degli aracnidi, conosciute colloquialmente come “harvestmen”. I fasci vascolari di xilema legnoso che si trovano all’interno delle appendici delle Madri Lunghezampe suggeriscono che gli elementi del bambù reale siano all’interno della sua fisiologia, come se la flora del suo habitat naturale si fosse infusa nel suo DNA.
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Le Madri Lunghezampe hanno picchi affilati alla fine delle loro potenti gambe. Otto lame letali si lanciano dall’alto sulle prede ignare, bloccandole a terra con uno sperone avvelenato che immobilizza la vittima e succhia sostanze nutritive vitali dal corpo come un milkshake attraverso una cannuccia. Queste creature non sono solo mangiatori di uomini. Bevono la loro preda. Una volta scattata la trappola, la creatura scatena viticci muscolari che irretiscono la vittima e la sollevano da terra.

BUFALO SKER

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I Bufali Sker assomigliano molto alle bufale d’acqua ma con molte differenze. Possiedono corna incredibilmente grandi che si biforcano in almeno tre rami. Gli Sker Buffalo hanno anche alghe che coprono gran parte del loro corpo, probabilmente a causa della loro abitudine di stazionare sott’acqua. Le loro schiene possiedono una grande quantità di fogliame, consentendo un adeguato camuffamento.

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Lo Sker Buffalo ha sviluppato la capacità di resistere in uno stato sommerso sotto l’acqua per interi giorni. La sua schiena simile a un atollo si trova sopra la superficie per offrire il perfetto mimetismo. Dicono che nessun uomo è un’isola. Questa creatura sfida tale principio. Sebbene sia largamente docile, lo Sker Buffalo è molto pericoloso se minacciato. Due enormi corna alla base del cranio formano un imponente scudo osseo e un’arma micidiale quando si carica.

GIGANTUS LEVIAPUS

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Il Leviapus o Mire Squid è un cefalopode gigante che si mostra con la fisiologia di calamaro/polpo. Le ipotesi iniziali suggeriscono che questa creatura lacustre sia una lontana cugina del polpo del Pacifico gigante, sebbene con alcune notevoli mutazioni evolutive. Come altri octopodi, la creatura esibisce un comportamento deimatico quando viene minacciata, espellendo una densa nuvola di inchiostro nero che viene riscaldata all’interno delle sue camere mantali.

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In questo modo, il Mire Squid si nasconde dai predatori mentre li fa bollire vivi. Le sue mascelle a forma di becco, solitamente nascoste nella carne gommosa della sua enorme testa bulbosa, sono montate all’interno di un complesso letto muscolare che consente loro di ruotare come le pale di un ventilatore.


DICROCERUSES

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I Dicrocerus sono stati visti per la prima volta nella scena della fuga dalle esplosioni, causate dalle cariche sismiche portate dal team di spedizione Monarch. Successivamente vengono brevemente mostrati presso un fiume, mentre due gruppi principali di protagonisti cercando di ricongiungersi.

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I Dicrocerus (dicroceri) hanno una pelliccia marrone con macchie bianche che coprono i loro corpi. Come la maggior parte delle specie di cervo, solo i maschi hanno le corna.


RODAN

Un nuovo Titano apparso in King of the Monsters, riemerso dalle profondità del vulcano a Isla de Mona, in Messico, per portare morte e distruzione. Questo mostro dalle fattezze di uno Pterodattilo ha fatto il suo debutto nel 1956 e ha la fama di nemico formidabile. La sua pelle sembra un misto di scaglie corazzate e tessuti molli sulle ali, che ricordano il piumaggio degli uccelli. Possiede una velocità supersonica e si è dimostrato capace di devastare un quartiere cittadino semplicemente passandoci sopra in bassa quota. È molto agile nelle manovre aeree, ha artigli affilati e pare che abbia un’affinità con il calore estremo. È una delle creature volanti più grosse mai viste e, dopo essersi scatenato contro le forze della Monarch, si sottomette a King Ghidorah. Nello scontro finale affronta Mothra, che riesce a ferirlo con il suo pungiglione. Dopo la morte di Ghidorah, Rodan si inchinerà a Godzilla, riconoscendolo come alpha, mentre la puntura inflittagli da Mothra non si è ancora rimarginata.


MOTHRA

Originariamente introdotto nel 1961, Mothra ha fatto la sua apparizione americana nel Monsterverse della Legendary con Godzilla II. Simile a una falena gigante, nelle pellicole della Toho si è dimostrato amichevole nei confronti del genere umano e in King of the Monsters viene definito “Regina dei Titani“, con una connotazione positiva. Dopo essersi trasformato da larva in farfalla, aiuta la Monarch a localizzare un Godzilla ferito e successivamente lo difende dagli attacchi di Rodan e Ghidorah, perdendo la vita nello scontro. Secondo la tradizione nipponica i suoi poteri comprendono la creazione di forti correnti d’aria e di particelle velenose. Nel film ha il potere di emettere spore, utili a trasferire la sua essenza in altri Titani, e possiede un pericoloso pungiglione. Questo farfallone è dotato di due ali bioluminescenti, la cui apertura arriva fino a 244 metri. È forse il più enigmatico e aggraziato tra i Kaiju presentati finora. Non sappiamo se Mothra resusciterà nelle prossime pellicole o se fosse l’unico della sua specie.


KING GHIDORAH

Già anticipato insieme agli altri Titani nelle pitture rupestri di Kong: Skull Island, King Ghidorah è un mostro temibile, uno degli avversari storici di Godzilla, spesso elevato a nemesi finale per il titolo di “Re dei Kaiju”. Viene risvegliato da Alan Jonah (Charles Dance) e dalla dottoressa Russell (Vera Farmiga) in Antartide. Il suo nome in codice è “Mostro Zero“. Dopo la sua evasione, mette fuori gioco Godzilla e si proclama bestia alpha, controllando gli altri Titani. In seguito scopriamo che è un alieno arrivato sulla Terra millenni fa, per farne il suo nuovo habitat. È provvisto di un paio di ali e di tre teste, che nel film della Legendary ricordano molto il muso del drago Smaug.

Pare che le teste ragionino indipendentemente l’una dall’altra, aiutandosi a vicenda e interpellandosi tra loro. Se una di esse viene mozzata, ricresce in breve tempo. La presenza di tre paia di occhi garantisce a Ghidorah una maggiore visibilità e ulteriori possibilità difensive. Le sue bocche, nei film Toho, sparavano onde gravitazionali, anche se la sua versione americana sembra più legata alla corrente elettrica. Può emettere raggi fulminanti e persino in grado di ricaricarsi mordendo dei cavi elettrici. È inoltre in grado di scatenare tempeste e trombe d’aria. La sua apertura alare è sconosciuta, ma la sua altezza supera i 118 metri. Alla fine viene sconfitto da un Godzilla potenziato con l’energia nucleare.


BEHEMOTH

Uno dei 17 Titani che, stando al dottor Serizawa (Ken Watanabe), si sono risvegliati dopo la fuga di Ghidorah, sfondando i siti di contenimento della Monarch in giro per il globo. Behemoth è un incrocio tra un Mammuth e un gorilla.

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Avanza come un quadrupede ed è ricoperto da una fitta peluria. Possiede due lunghe zanne ricurve, al pari degli elefantoni preistorici.

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È ignoto se sia in grado di mettersi in posizione eretta. Può partire alla carica e sfondare svariati edifici senza sforzo. Si muove molto lentamente e raggiunge Boston troppo in ritardo per aiutare Ghidorah. Alla fine riconosce Godzilla come nuovo alfa.

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SCYLLA

Un ragno gigante il cui nome si riferisce al mostro della mitologia ellenica. Possiede sei lunghe zampe con svariate articolazioni e il suo colore dominante è il marrone scuro. I suoi arti sono abbastanza forti da sbriciolare il terreno roccioso e hanno le estremità appuntite, oltre ad altre piccole spine disposte lungo la prima articolazione. La sua testa è circondata da tentacoli. Emerge da un pozzo petrolifero negli Stati Uniti (in base ai trailer, molti credevano che fosse Kumonga) e successivamente raggiunge Boston, dove si inchina a Godzilla. Pare che dopo la battaglia si sia ritirato in un lago.

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METHUSELAH

Ispirato al personaggio biblico dalla lunga vita, è un Titano presumibilmente molto antico, che emerge da una montagna. Sembra altamente corazzato ma sappiamo poco del suo aspetto, in quanto il suo corpo non viene mostrato chiaramente. È coperto da placche ossee, ha grandi occhi bianchi e denti di dimensioni notevoli. Possiede un paio di corna che crescono ai lati della testa e curvano verso il basso, oltre a spine sul dorso e una coda da rettile. Le zampe anteriori sono artigliate. Questo mostro si muove come un quadrupede e sembra che sia basato su Gamera. Il suo sito di contenimento è denominato Monarch Outpost 67. Come gli altri Titani risvegliati, si dirige verso Boston ma non arriva in tempo per aiutare Ghidorah.

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Dal romanzo ufficiale del film, apprendiamo che durante il Medioevo Methuselah si stabilì in una vallata vicino a Monaco, cancellando un villaggio e entrando in una sorta di letargo fino a formare la montagna da cui emergerà secoli dopo. La leggenda, tramandata di generazione in generazione dagli abitanti locali, racconta che il centro abitato sparì da un giorno all’altro, sostituito dalla cima rocciosa, che nel tempo si ricoprì di vegeazione.

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MOKELE-MBEMBE

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Il Mokele-Mbembe,“Colui che ferma il flusso dei fiumi”, è un criptide del Sudan simile a un brontosauro. Uscito dal Monarch Outpost 75. Si tratta di un quadrupede grigio dalla testa simile a quella di un elefante ma senza le grandi orecchie. La sua bocca si apre come quella di un coccodrillo e rivela denti affilatissimi. Il Mokele possiede una coda lunga più del corpo stesso. Nel film viene solamente accennato sui monitor della Monarch nella scena in cui vengono mostrati i diciassette siti di contenimento.


KRAKEN

Un Titano custodito in un avamposto Monarch presso l’Oceano Indiano. A quanto pare era in letargo nelle profondità marine, vicino ai resti di un sottomarino nucleare. Dopo la scoperta, l’organizzazione decise di costruirgli intorno una barriera di contenimento.  Dalla descrizione del romanzo presenta svariate similarità con le piovre, oltre a un cervello ipersviluppato. Possiede tanti cuori e altrettanti piccoli encefali collegati ai suoi arti. La testa è protetta da un carapace. A quanto pare è in grado di cambiare il colore della propria pelle e rigenerare le ferite. In seguito al richiamo di Ghidorah, si sveglia ed evade dalla sua prigione.


MARGYGR

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Margygr è un Titano rettile acquatico squamoso (simile a Godzilla), delle dimensioni di una balena. La sua faccia è schiacciata e le narici sono posizionate sopra gli occhi, simili a quelli umani. Il suo cranio sporge all’indietro per proteggerle il collo.


BAPHOMET

Di questo Titano non si sa molto, sappiamo solamente che il nome deriva da un’entità demoniaca dalla testa di capra associata alla tradizione dell’Ordine dei Templari. Non siamo certi di quanto questo abbia influito nel design di questo Titano, lo scopriremo nei prossimo film presumibilmente. Appare solamente sugli schermi della Monarch come indicazione nominale.


TIAMAT

Non si sa praticamente nulla di questo Kaiju. Il nome deriva dalla tradizione babilonese e fa riferimento ad una dea dell’acqua salata. Questa dea dovrebbe essere anche l’incarnazione del caos primordiale. Siamo molto curiosi sul come i designer della Legendary concretizzeranno questa idea. Nel secondo film di Godzilla appare solamente come riferimento sugli schermi della Monarch.


TYPHON

Anche di questo titano abbiamo pochi riferimenti, dovrebbe trattarsi di un serpentone padre del sopracitato Scylla, basandosi sulla mitologia greca. Ma difficilmente da un serpentone può nascere un ragnone, anche se nel mondo dei Kaiju, un po’ tutto è possibile. Siamo ancora in fase di ricerca per questo mostro, esso appare solamente con il nome sugli schermi della Monarch.


ABADDON

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Abaddon è un titano presente in Cambogia. Sono state registrate porche informazioni riguardanti questo mostrone. Il nome deriva dalla tradizione cristiana e si riferisce ad un angelo caduto, padrone di un esercito di cavallette. Nel film appare solamente come nome sugli schermi della Monarch.


LEVIATHAN

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Il “Leviatano” è un gigantesco mostro acquatico scoperto e contenuto dalla Monarch nel lago di Loch Ness. Il nome fa riferimento al famoso mostro biblico creato da Dio con la forma di un coccodrillo mixato con un balena. Nel film viene solamente menzionato sullo schermo della Monarch e ha una breve descrizione nella novelization del secondo film dedicato a Godzilla.


SARGON

Pochissime informazioni sono state recuperate in merito a questo Titano, dovrebbe trattarsi di un coleottero gigante. Appare solamente come nome sui monitor della Monarch.


BUNYIP

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Il Bunyip è un gigantesco ippopotamo trovato dalla Monarch in acque australiane. Non si hanno ulteriori informazioni a riguardo, nel film appare solamente sui monitor della Monarch.


SEKHMET

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Sekhmet è un titano risvegliatotisi dalla stazione di contenimento del Cairo. Non abbiamo eccessive informazioni su di lui/lei ma sappiamo che la tradizione vorrebbe Sekhmet legato alla divinità egizia della dea Sekhmet, la leonessa guerriera e guaritrice.


YAMATA NO OROCHI

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Fuoriuscito dal monte Fuji in Giappone, Yamata dovrebbe essere un Titano serpentoso molto simile a un drago, con otto code e otto teste. Non si hanno informazioni abbastanza precise per una descrizione accurata.


QUETZALCOATL

Questo Titano dal nome impronunciabile fa parte dei Kaiju degli avamposti del Sud-America. Il nome deriva da una leggenda di un serpente piumato narrata nella zona colombiana. Non si hanno altre informazioni più specifiche a riguardo.


MECHAGODZILLA

Non sappiamo ancora come e se verrà introdotta definitivamente nel Monsterverse una versione del Mechagodzilla. Se ci fosse la possibilità di vederlo in stile “metaforico”, come nella trilogia animata Netflix, sarebbe una bella trovata per questo nuovo universo cinematografico mostrifero, piuttosto che la versione alternativa di uno Jaeger di Pacific Rim.

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Durante i titoli di coda di Godzilla II: King of the Monsters, ci vengono “buttati” in faccia degli articoli di giornale che raccontano delle conseguenze della “ri-nascita” dei Titani e in un trafiletto viene riportata una questione abbastanza interessante. Un fantomatico personaggio di nome De La Rosa propone alla Monarch di creare un organismo organico o meccanizzato per gestire la situazione su Skull Island. L’Isola del Teschio, durante gli eventi di Godzilla II sembra essere tornata in subbuglio, ed essendo una delle zone principali di fuoriuscita dei Kaiju, sembra proprio che serva una difesa importante per contenere eventuali problemi.


Si ringraziano calorosamente tutte le fonti che hanno permesso a questa enciclopedia mostruosa del Monsterverse di poter nascere, in particolare la fornitissima Gojipedia (http://godzilla.wikia.com). 

Potete trovare tutti i nostri articoli su Godzilla, Kong e il Monsterverse in questa raccolta:

MONSTERVERSE – Tutte le informazioni sui film di GODZILLA e KONG

Ricordatevi inoltre di recuperare tutti i Bestiari del nostro sito:

I Bestiari di Monster Movie

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