I CARTONI MOSTRUOSI DEGLI ANNI 90

Un tuffo nella nostalgia televisiva tra uomini-squalo e Transformers.

di Alessandro Sivieri

Chi è cresciuto negli anni ’90 ed è rimasto, in età adulta, un accanito divoratore di cartoni animati, non può che riconoscere la loro importanza in fatto di mostri. Il prodotto di animazione (poco importa se old school o in 3D) è in grado di trascendere le pellicole live action per potenziale immaginifico.

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La Disney lo sa bene e per decenni ha dato vita all’impensabile, portando sugli schermi animali antropomorfi, reami incantati e buffe creature. Dal lato produttivo il cartone è rivolto a una certa fascia d’età, ovvero i bambini, anche se di frequente contiene sfumature e impostazioni narrative che possono essere meglio comprese e apprezzate dagli adulti. Non si deve mai sottovalutare un film d’animazione e considerarlo una mera opera “per bambini”, specie se parliamo del genere monster. Il rapporto bambino-mostro è  approdato al cinema in mille declinazioni ed è qualcosa di esclusivo. Chi meglio di di un bimbo, candido e privo di pregiudizi, può comprendere un essere alieno e fuori dagli schemi? O ancora, chi se non un mostro può rapportarsi a un adolescente, emarginato dalla società, con la perenne aura di pesce fuor d’acqua?

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Ora veniamo a noi, con una carrellata di cartoni mostruosi risalenti a due decenni fa, quando la televisione aveva un altro sapore (anche le pubblicità sembravano più belle). Sono pensieri di un inguaribile nostalgico o c’è un fondo di verità? Non sappiamo rispondervi obiettivamente perché siamo cresciuti in quell’epoca, quando Internet non era largamente diffuso e ci si affidava volentieri alle trasmissioni pomeridiane dopo le fatiche scolastiche. Siamo di parte, non lo neghiamo. Ci meravigliavano quelle storie dove i bestioni erano i protagonisti e spaccavano di brutto. Per quanto pacchiane possano sembrare alcune serie al giorno d’oggi, vengono riesumate, riadattate o sfruttate come fonte d’ispirazione, e meritano perciò un esame indipendente. Per dovere di cronaca vi informiamo che gli anime, ovvero i prodotti di animazione giapponesi, sono stati esclusi dalla lista, poiché i loro fattori costitutivi sono così complessi da meritare un’analisi a parte. Bando alle ciance e tuffiamoci tra squali e pizza.

TARTARUGHE NINJA ALLA RISCOSSA (1987-1996)

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Teenage Mutant Ninja Turtles (TMNT) è un celebre show entrato in questa lista per un soffio, dato che affonda le proprie radici negli anni ’80. La loro mutazione umanoide deriva dal contatto con un composto chimico riversato nelle fogne, quando erano semplici tartarughine. Verranno adottate e addestrate nelle vie del ninjutsu dal Maestro Splinter, ratto un tempo appartenuto a Hamato Yoshi, un maestro di arti marziali che lo teneva come animale da compagnia. Il roditore, vagando per le cloache di New York, era entrato in contatto con la medesima sostanza che trasformò i protagonisti in tartarughe giganti. Altre versioni della storia affermano che fu Yoshi stesso a mutare in ratto, avendo vissuto nelle fogne in condizioni di indigenza e venendo perciò contaminato.

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Le Tartarughe Ninja sono un fenomeno di massa, anche e soprattutto per i loro nomi, che richiamano i grandi artisti rinascimentali come Donatello, Raffaello, Leonardo e Michelangelo. Spacconi, indisciplinati, amanti della pizza e dello skateboard, i quattro guerrieri abitano nel sottosuolo, credendo che la razza umana potrebbe discriminarli nel caso si rivelassero pubblicamente. Salgono in superficie per combattere il crimine grazie alle loro arti ninja, scontrandosi più volte con Shredder, antico rivale di Yoshi. Durante le loro avventure stringeranno amicizia con diverse persone, tra cui la giornalista April. Le Tartarughe non sono gli unici mutanti della storia, infatti molti dei loro avversari hanno tratti monster, come Bebop e Rocksteady,  ibridati con un cinghiale e un rinoceronte da Shredder per contrastare gli eroi. Ovviamente si dimostrano degli incompetenti e vengono sistematicamente sconfitti tra una gag e l’altra. Le Tartarughe sono tornate alla ribalta con due film live action prodotti da Michael Bay, e ho detto tutto.

STREET SHARKS (1994-1997)

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Per farla breve, quattro ragazzoni americani che vengono trasformati in squali grazie a un esperimento genetico condotto dal dottor Luther Paradigm, uno scienziato con manie di grandezza. Quest’ultimo è anche il responsabile della mutazione del dottor Bolton, padre dei quattro protagonisti, che assume sembianze sconosciute e scompare nel nulla. Da questo momento in poi i quattro squali, che hanno sembianze analoghe a diversi esemplari (squalo bianco, squalo balena…), si impegnano a combattere il crimine e a sventare i piani del malvagio dottor Paradigm.

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Il sopracitato villain attraversa varie mutazioni: a partire dal secondo episodio si ibrida con un piranha, assumendo fattezze bestiali quando perde il controllo. Più avanti mescolerà il proprio DNA con quello di un’iguana, venendo ingannato dai Raptor, cattivi dalle sembianze dinosauresche. A questo punto della storyline si può assistere all’incontro tra gli Street Sharks e i Dino Vengers, mutanti che poi avranno una serie tutta loro, chiamata Extreme Dinosaurs. Alla stregua delle Tartarughe Ninja, i quattro squali hanno un grande appetito, non si mostrano spesso in pubblico e hanno a che fare con avversari mostruosi e scagnozzi dall’aspetto grottesco. Nonostante l’aspetto feroce, sono di buon cuore e si prodigano in atti di eroismo e fratellanza, arrivando pian piano ad accettare la loro natura. Uno dei momenti più memorabili è quando “nuotano” nel cemento frantumandolo con la pinna dorsale.

Eccovi un intero articolo dedicato agli squaloni giocattolo: Archeostoria del Giocattolo: Gli Street Sharks

EXTREME DINOSAURS (1997)

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Nati come spin-off degli Street Sharks, seguendo una linea di giocattoli della Mattel, gli Extreme Dinosaurs sono un Tirannosauro, un Triceratopo, uno Pterodattilo e uno Stegosauro rapiti da un criminale intergalattico chiamato Zardok, venendo trasformati in mutanti da quest’ultimo. Lo scopo è la conquista di pianeti alieni grazie a schiavi potenziati. I quattro dinosauri si ribellano al malvagio alieno e si scontreranno più volte con i Raptor, altro gruppo di mutanti con piani di sterminio. L’obiettivo di Bad Rap, capo dei Raptor, è accelerare il riscaldamento globale per riportare la Terra a un clima d’epoca mesozoica, rendendola ideale per i dinosauri.

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Come i loro colleghi squali, gli ED hanno sembianze eterogenee e sono ben caratterizzati, coltivando specialità diverse come il maestro di arti marziali e l’esperto di tecnologie. Lungo il cammino incontreranno altri dinosauri e specie aliene intenzionate a rapirli. Sono evidentemente concepiti sotto l’influenza di Jurassic Park e durano solo una stagione, che è abbastanza per sfornare tonnellate di giocattoli (un tempo posseduti dal sottoscritto).

BEAST WARS: TRANSFORMERS (1996-1999)

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Non poteva mancare uno dei primi cartoni con tecnologia 3D, a dire il vero molto acerba e spoglia di dettagli (soprattutto nelle location). Conosciuto in italia come “Rombi di tuono e cieli di fuoco per i Biocombat” (ma cosa si sono fumati i distributori nostrani?), narra della guerra tra due schieramenti di Transformers in salsa bestiale. Le fazioni si dividono ovviamente tra buoni e cattivi, con i Maximal e i Predacon (discendenti degli Autobot e dei Decepticon) che precipitano su un pianeta sconosciuto a bordo delle loro astronavi. A questo punto inizia una lotta per la conquista dell’Energon (una fonte di energia altamente instabile) e il salvataggio di capsule contenenti altri cyborg in stasi.

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A differenza delle altre serie, qui i Transformers si convertono in bestie. I Maximal scelgono esemplari di mammiferi, considerati meno violenti e feroci, come il gorilla, il leopardo e il rinoceronte, mentre i Predacon variano dai dinosauri agli insetti, come T-Rex e scorpioni. Sebbene la grafica risenta degli anni, la serie è scritta in modo apprezzabile, con personaggi come Megatron (più crudele e astuto della media dei villain) e Dinobot, che da Predacon passa dalla parte dei buoni, riflettendo costantemente sulla propria natura. Da non perdere per chi ama le guerre bestiali in epoca preistorica. Curiosamente, durante l’esordio la serie venne presa in malo modo e derisa dai fan, che arrivarono a spedire mail piene di insulti al team di produzione. L’indignazione riguarda proprio la sostituzione dei veicoli con gli animali.

ZITBAG’S TRANSYLVANIA PET SHOP (1994)

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Conosciuta da noi come Pazze risate per mostri e vampiri, è una serie anglo-francese ad alto tasso mostruoso. Protagonista è Sidney Zitbag, scienziato pazzo nonché gran furbacchione, che entra in possesso di un antico castello in Transilvania. Il dottore ha fame di denaro ed è determinato a renderlo il più celebre negozio dei mostri di sempre. Al suo servizio ha un cane fantasma chiamato Horrifido , oltre a un coniglio zombie in perenne catalessi, chiamato Zombunny, che viene spesso sfruttato come cavia negli esperimenti più disparati.

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La serie narra delle avventure di Zitbag & compagni alla ricerca di mostri rari per lanciare il negozio. Naturalmente la maggior parte delle spedizioni si conclude con un fallimento, spesso per via dell’inettitudine e delle strane invenzioni del dottore. Quest’ultimo cerca di arricchirsi in fretta e adotta volentieri soluzioni comode per problemi complessi. È solito compiere delle piccole truffe, ad esempio vendendo pipistrelli con denti falsi a una cliente. Suo acerrimo nemico è l’Agente Semprestanco, determinato a far chiudere l’attività di Zitbag per acquisire il castello e trasformarlo in una nuova stazione di polizia.

GARGOYLES (1994-1997)

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Un cartone animato dall’atmosfera dark, complesso e dai temi maturi. La perfetta dimostrazione che la Disney, quando ha voglia di impegnarsi, riesce a tirare fuori prodotti fuori dal comune. Protagonisti della serie sono un gruppo di gargoyle, creature mitologiche dall’aspetto mostruoso e dotate di ali. Mentre di notte sono in pieno possesso delle proprie facoltà, di giorno vengono trasformati in pietra. Nel medioevo essi vivevano una sorta di simbiosi con gli esseri umani, ai quali offrivano protezione in cambio di un posto dove stare. Centrale nella serie è il tema della discriminazione e del pregiudizio, infatti molte persone consideravano i gargoyle dei mostri assetati di sangue, arrivando a ghettizzarli. Le tensioni giungono al culmine quando, in seguito a un tradimento, i gargoyle cadono preda di un incantesimo e rimangono pietrificati per mille anni, risvegliandosi nella moderna New York.

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A questo punto, i gargoyle e il loro capo Golia (personaggio di grande saggezza e dalle tinte shakespeariane) si trovano smarriti nel mondo di oggi, dovendo fare i conti con le nuove tecnologie, con il timore di rivelare la propria esistenza alla società e con nemici di ogni tipo, da mutanti a impresari senza scrupoli. Essenziale il loro legame con Elisa, detective mulatta che gli illustrerà molti aspetti del XX secolo. Peculiari i nomi adottati dai protagonisti: fino a 1000 anni prima solo Golia aveva un nome proprio, quindi dopo il risveglio i membri del clan decidono di chiamarsi come alcune località statunitensi, tra cui Brooklyn, Hudson e Broadway. Con tematiche sociali di primaria importanza come background, dialoghi ricercati e svolte narrative piuttosto varie, questo cartone merita una riscoperta.

BIKER MICE FROM MARS (1993-1996)

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Signori, ecco un prodotto in grado di soddisfare la più incolmabile sete di tamarraggine. Senza fare eccezioni, anche questa volta i protagonisti sono degli ibridi con il ruolo di outsider. Parliamo di tre topi motociclisti antropomorfi, ovvero Sterzo, Turbo e Pistone. Scappati da una guerra sul loro pianeta natale (Marte), dove hanno subito anche delle mutilazioni, precipitano a Chicago e conoscono Charley, affascinante ragazza che fa il meccanico e che li aiuterà nelle loro imprese. L’arco narrativo principale riguarda la guerra contro i plutarchiani, alieni simili a pesci che puntano a sfruttare le risorse naturali della Terra.

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I plutarchiani sono anche in grado di mimetizzarsi tra gli esseri umani e tra le loro fila contano imprenditori e scienziati pazzi, come il malvagio dottor Carbonchio, che mette i bastoni tra le ruote ai protagonisti con le sue invenzioni. Nonostante la loro natura di eroi “di strada”, i Biker Mice non amano la violenza e il cartone non mostra praticamente mai sangue e armi da fuoco. Gli avversari sono spesso alieni, cyborg e mutanti creati da Carbonchio, che possiedono abilità speciali.

CADILLACS AND DINOSAURS (1993-1994)

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Basata su Xenozoic Tales, un fumetto del 1987, questa serie ha ispirato l’omonimo gioco arcade della Capcom, rimasto nel cuore di molti. Il setting è post-apocalittico, in un futuro prossimo dove la civiltà umana è regredita e la natura si è impossessata delle metropoli. Rimangono pochi, sparuti villaggi a difendere le persone dai pericoli del mondo esterno, tra cui i dinosauri, creduti estinti e tornati misteriosamente in vita.

La tecnologia è appannaggio di pochi e questo comprende anche i mezzi di trasporto e i canali di comunicazione tra gli insediamenti.

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Il protagonista è Jack Tenrec, un meccanico che per hobby restaura vecchie automobili, adattandole alle moderne esigenze, tra cui la Cadillac che compare nel titolo. Le abilità di Jack ne fanno una figura unica, essendo il custode di saperi perduti, oltre che un fervente ecologista. Oltre ad accompagnare l’ambasciatrice straniera Hannah Dundee, Jack viene protetto da Hermes, un giovane allosauro che aveva precedentemente soccorso.

Eccovi un articolo interamente dedicato alle creature: CADILLACS & DINOSAURS: Il Bestiario

LA FABBRICA DEI MOSTRI (1994-1996)

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Chi da bambino non ha visto la pubblicità della Fabbrica di Mostri in televisione? Sì, quella specie di forno della Mattel munito di stampini, attraverso il quale era possibile creare figure mostruose con diverse combinazioni di colori. Tale giocattolo ha portato alla creazione della serie, conosciuta anche come Creepy Crawlers. Protagonista è il giovane Chris Carter, amante della magia e impiegato presso il Magic Shop del Professor Occhioduro, un ex-illusionista. Chris crea la Macchina della Magia, un oggetto apparentemente inutile che inizierà a funzionare dopo un allineamento di pianeti atteso da mille anni.

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Una volta attivata, la macchina si dimostra in grado di creare mostri di ogni sorta, alcuni benevoli e intenzionati ad aiutare il protagonista. Chris dovrà vedersela con Occhioduro, che impossessatosi del congegno creerà creature a ripetizione per cercare di conquistare il mondo. Tra gli amici di Chris troviamo esseri come Centonodi e Johnny Watt, che oltre all’aspetto mostruoso hanno poteri accomunabili a quelli dei supereroi, incluse la forza sovrumana e la manipolazione degli elementi. Inoltre non gli manca una certa dose di umorismo.

MIGHTY MAX (1993-1994)

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Ennesimo caso dove cartoni e giocattoli vanno di pari passo. Mighty Max è stato lanciato per promuovere l’omonima linea di giochi dedicati ai ragazzi, dove un oggetto mostruoso (un serpente, una mano zombie o anche un teschio) racchiudeva uno scenario in miniatura con elementi mobili e personaggi da spostare. Nati come evoluzione dei Polly Pocket, questi prodotti dalle tinte horror spopolavano tra i giovanissimi. Ora veniamo alla serie, che narra le avventure di Max, classico preadolescente americano con una vocazione per i guai. Un giorno, dopo aver frantumato una misteriosa statua, rinviene un berretto da baseball con uno stemma a forma di “M”. L’oggetto si dimostra in grado di creare portali, permettendo al portatore di viaggiare attraverso lo spazio-tempo.

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Iniziano così le avventure di Max, accompagnato attraverso una moltitudine di dimensioni da due compagni: il saggio Virgil, umanoide somigliante a un uccello, e il guerriero Norman, apparentemente immortale e artefice di imprese che hanno portato alla leggenda di Thor, Lancillotto, Hercules e altri. La missione del gruppo è fermare Skullmaster, doppiato da Tim Curry, ovvero un antico stregone che non esiterà a mandare mostri di ogni stazza contro i nostri eroi. Tra questi non mancano cyborg, teschi giganti e uomini-ragno.

Eccovi un intero articolo dedicato ai giocattoli di MM: ARCHEOSTORIA DEL GIOCATTOLO: MIGHTY MAX E I SET ORRIBILOSI

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Eccoci all’epilogo del nostro cammino tra i cartoni del tempo che fu. L’animazione nel frattempo si è evoluta, inglobando tematiche e generi un tempo estranei a prodotti considerati infantili. I cartoni mostruosi, pur se diversi e a volte privi di mordente, continueranno a esistere, ma speriamo che una fetta di memoria collettiva resti fedele a questi esponenti degli anni ’90, che occupavano i nostri pomeriggi a colpi di zanne e artigli. La loro tamarraggine è un’arma a doppio taglio e ogni giorno temiamo che vengano snaturati da un adattamento contemporaneo, seguendo la tendenza del remake al politicamente corretto. Però ci resta una punta di curiosità: gli Street Sharks funzionerebbero in un contesto dai toni più seriosi?

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lettrice Assorta ha detto:

    C’è un cartone animato su un mostro…Bem il nemico del male. Mi terrorizzava parecchio!

    Piace a 1 persona

    1. Conte Gracula ha detto:

      Era un cartone giapponese 😉
      Indimenticabile, complice anche la sigla italiana cantata da Fidenco.

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      1. Lettrice Assorta ha detto:

        Bello ma pauroso. Quando finiva non riuscivo a muovermi. La sigla ancora la ricordo. Con quella mano grigia che spuntava dalla terra…

        Piace a 1 persona

  2. Conte Gracula ha detto:

    Molti di questi cartoni sono arrivati un po’ fuori tempo massimo, per me, tranne uno: Gargoyles!
    È ancora oggi uno dei miei preferiti e trovo sia un vero peccato che a controllarlo sia la Disney, che se ne disinteressa da molto tempo (forse perché qualche bigottone che manco ne ha visto una puntata fa molto rumore, sostenendo che abbia elementi di satanismo o altre fregnacce).

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