I CARTONI ANIMATI MOSTRUOSI DEGLI ANNI 90

Un tuffo nella nostalgia televisiva tra uomini-squalo e Transformers.

di Alessandro Sivieri

Chi è cresciuto negli anni novanta ed è rimasto, in età adulta, un accanito divoratore di cartoni animati, non può che riconoscere la loro importanza in fatto di mostri. Il prodotto di animazione (poco importa se old school o in 3D) ha meno barriere dal punto di vista visivo ed è in grado di trascendere le pellicole live action per potenziale immaginifico.

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La Disney lo sa bene e per decenni ha dato vita all’impensabile, portando sugli schermi animali antropomorfi, reami incantati e buffe creature. Dal lato produttivo il cartone è rivolto a una certa fascia d’età, ovvero i bambini, anche se di frequente contiene sfumature e impostazioni narrative che possono essere meglio comprese e apprezzate dagli adulti. Non si deve mai sottovalutare un film d’animazione e considerarlo una mera opera “per bambini”, specie quando approcciamo il genere monster. Il rapporto bambino-mostro è giunto al cinema in mille declinazioni ed è qualcosa di esclusivo. Chi meglio di di un bimbo, normalmente privo di pregiudizi, può comprendere un essere alieno e fuori dagli schemi? O ancora, chi se non un mostro può rapportarsi con un adolescente, emarginato dalla società, con l’atteggiamento di un pesce fuor d’acqua?

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Ora veniamo a noi, con un elenco di cartoni mostruosi risalenti a due decenni fa, quando ad allietare il rientro dalla scuola ci pensavano i contenitori per ragazzi, offerti da canali nazionali come Italia 1, anche se certe serie venivano trasmesse dalle reti secondarie. Tutto aveva un altro sapore, inclusa la pubblicità. Sono pensieri di un inguaribile nostalgico o c’è un fondo di verità? Non sappiamo rispondervi obiettivamente, perché siamo cresciuti nell’epoca dove Internet non era largamente diffuso e ci si affidava volentieri alle trasmissioni pomeridiane dopo le fatiche scolastiche. Ci meravigliavano quelle storie dove i bestioni erano i protagonisti e spaccavano di brutto. Per quanto pacchiane possano sembrare alcune serie al giorno d’oggi, vengono riesumate, riadattate o sfruttate come fonte d’ispirazione, e meritano perciò un esame indipendente. Vi informiamo che gli anime, ovvero i prodotti di animazione giapponesi, sono esclusi dalla lista, poiché i loro fattori costitutivi sono così complessi da meritare un’analisi a parte. Bando alle ciance e tuffiamoci in un revival di cartoon a base di squali e pizza.


TARTARUGHE NINJA ALLA RISCOSSA (1987-1996)

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Teenage Mutant Ninja Turtles (TMNT) è un celebre show entrato in questa lista per un soffio, dato che affonda le proprie radici negli anni ’80. La loro mutazione umanoide deriva dal contatto con un composto chimico riversato nelle fogne, quando erano semplici tartarughine. Verranno adottate e addestrate nelle vie del ninjutsu dal Maestro Splinter, ratto un tempo appartenuto a Hamato Yoshi, un maestro di arti marziali che lo teneva come animale da compagnia. Il roditore, vagando per le cloache di New York, era entrato in contatto con la medesima sostanza che trasformò i protagonisti in tartarughe giganti. Altre versioni della storia affermano che fu Yoshi stesso a mutare in ratto, avendo vissuto nelle fogne in condizioni di indigenza e venendo perciò contaminato.

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Le Tartarughe Ninja sono un fenomeno di massa, anche e soprattutto per i loro nomi, che richiamano i grandi artisti rinascimentali come Donatello, Raffaello, Leonardo e Michelangelo. Spacconi, indisciplinati, amanti della pizza e dello skateboard, i quattro guerrieri abitano nel sottosuolo, credendo che la razza umana potrebbe discriminarli nel caso si rivelassero pubblicamente. Salgono in superficie per combattere il crimine grazie alle loro arti ninja, scontrandosi più volte con Shredder, antico rivale di Yoshi. Durante le loro avventure stringeranno amicizia con una cerchia ristretta di persone, tra cui la giornalista April. Le Tartarughe non sono gli unici mutanti della storia, infatti molti dei loro avversari hanno tratti monster, come Bebop e Rocksteady,  ibridati con un cinghiale e un rinoceronte da Shredder per avere dei servi potenziati. Ovviamente si dimostrano degli incompetenti e vengono sistematicamente sconfitti tra una gag e l’altra. Le Tartarughe sono tornate alla ribalta con due film live action prodotti da Michael Bay, e ho detto tutto.


STREET SHARKS (1994-1997)

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Per farla breve, quattro ragazzoni americani che vengono trasformati in squali grazie a un esperimento genetico condotto dal dottor Luther Paradigm, uno scienziato con manie di grandezza. Quest’ultimo è anche il responsabile della mutazione del dottor Bolton, padre dei quattro protagonisti, che assume sembianze sconosciute e scompare nel nulla. Da questo momento in poi i quattro squali, che hanno sembianze analoghe a diversi esemplari (squalo bianco, squalo balena…), si impegnano a catturare criminali e a sventare i piani del malvagio dottor Paradigm.

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Il sopracitato villain attraversa varie mutazioni: a partire dal secondo episodio si ibrida con un piranha, assumendo fattezze bestiali quando perde il controllo. Più avanti mescolerà il proprio DNA con quello di un’iguana, venendo ingannato dai Raptor, cattivi dalle sembianze dinosauresche. A questo punto della storyline si può assistere all’incontro tra gli Street Sharks e i Dino Vengers, mutanti che poi avranno una serie tutta loro, chiamata Extreme Dinosaurs. Alla stregua delle Tartarughe Ninja, i quattro squali hanno un grande appetito, non si mostrano spesso in pubblico e hanno a che fare con avversari mostruosi e scagnozzi dall’aspetto grottesco. Nonostante l’aspetto feroce, sono di buon cuore e si prodigano in atti di eroismo e fratellanza, arrivando pian piano ad accettare la loro natura. Uno dei momenti più memorabili è quando “nuotano” nel cemento frantumandolo con la pinna dorsale.

Eccovi un intero articolo dedicato agli squaloni giocattolo: Archeostoria del Giocattolo: Gli Street Sharks


EXTREME DINOSAURS (1997)

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Nati come spin-off degli Street Sharks, seguendo una linea di giocattoli della Mattel, gli Extreme Dinosaurs sono un Tirannosauro, un Triceratopo, uno Pterodattilo e uno Stegosauro rapiti da un criminale intergalattico chiamato Zardok, venendo trasformati in mutanti da quest’ultimo. Lo scopo è la conquista di pianeti alieni grazie a schiavi potenziati. I quattro dinosauri si ribellano al malvagio alieno e si scontreranno più volte con i Raptor, altro gruppo di mutanti con piani di sterminio. L’obiettivo di Bad Rap, capo dei Raptor, è accelerare il riscaldamento globale per riportare la Terra a un clima d’epoca mesozoica, rendendola ideale per i dinosauri.

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Come i loro colleghi squali, gli ED hanno sembianze eterogenee e sono ben caratterizzati, coltivando specialità diverse come il maestro di arti marziali e l’esperto di tecnologie. Lungo il cammino incontreranno altri dinosauri e specie aliene intenzionate a rapirli. Sono evidentemente concepiti sotto l’influenza di Jurassic Park e durano solo una stagione, che è abbastanza per sfornare tonnellate di giocattoli (un tempo posseduti dal sottoscritto).


BEAST WARS: TRANSFORMERS (1996-1999)

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Non poteva mancare uno dei primi cartoni con tecnologia 3D, a dire il vero molto acerba e spoglia di dettagli (soprattutto nelle location). Conosciuto in italia come “Rombi di tuono e cieli di fuoco per i Biocombat” (ma cosa si sono fumati i distributori nostrani?), narra della guerra tra due schieramenti di Transformers in salsa bestiale. Le fazioni si dividono ovviamente tra buoni e cattivi, con i Maximal e i Predacon (discendenti degli Autobot e dei Decepticon) che precipitano su un pianeta sconosciuto a bordo delle loro astronavi. A questo punto inizia una lotta per la conquista dell’Energon (una fonte di energia altamente instabile) e il salvataggio di capsule contenenti altri cyborg in stasi.

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A differenza delle altre serie, qui i Transformers si convertono in bestie. I Maximal scelgono esemplari di mammiferi, considerati meno violenti e feroci, come il gorilla, il leopardo e il rinoceronte, mentre i Predacon variano dai dinosauri agli insetti, come T-Rex e scorpioni. Sebbene la grafica risenta degli anni, la serie è scritta in modo apprezzabile, offrendoci personaggi come Megatron (più crudele e astuto della media dei villain) e Dinobot, che da Predacon passa dalla parte dei buoni, riflettendo costantemente sulla propria natura. Da non perdere per chi ama le guerre bestiali in epoca preistorica. Curiosamente, durante l’esordio la serie venne presa in malo modo e derisa dai fan, che arrivarono a spedire mail piene di insulti al team di produzione. L’indignazione riguarda proprio la sostituzione dei veicoli con gli animali.


ZITBAG’S TRANSYLVANIA PET SHOP (1994)

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Conosciuta da noi come Pazze risate per mostri e vampiri, è una serie anglo-francese ad alto tasso mostruoso. Protagonista è Sidney Zitbag, scienziato pazzo nonché gran furbacchione, che entra in possesso di un antico castello in Transilvania. Il dottore ha fame di denaro ed è determinato a renderlo il più celebre negozio dei mostri di sempre. Al suo servizio ha un cane fantasma chiamato Horrifido, oltre a un coniglio zombie in perenne catalessi, chiamato Zombunny, che viene spesso sfruttato come cavia negli esperimenti più disparati.

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La serie narra delle avventure di Zitbag & compagni alla ricerca di mostri rari per lanciare il negozio. Naturalmente la maggior parte delle spedizioni si conclude con un fallimento, spesso per via dell’inettitudine e delle strane invenzioni del dottore. Quest’ultimo cerca di arricchirsi in fretta e adotta volentieri soluzioni comode per problemi complessi. È solito compiere delle piccole truffe, ad esempio vendendo pipistrelli con denti falsi a una cliente. Suo acerrimo nemico è l’Agente Semprestanco, determinato a far chiudere l’attività di Zitbag per acquisire il castello e trasformarlo in una nuova stazione di polizia.


GARGOYLES (1994-1997)

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Un cartone animato dall’atmosfera dark, complesso e dai temi maturi. La perfetta dimostrazione che la Disney, quando ha voglia di impegnarsi, riesce a tirare fuori prodotti fuori dal comune. Protagonisti della serie sono un gruppo di gargoyle, creature mitologiche dall’aspetto mostruoso e dotate di ali. Mentre di notte sono in pieno possesso delle proprie facoltà, di giorno vengono trasformati in pietra. Nel medioevo essi vivevano una sorta di simbiosi con gli esseri umani, ai quali offrivano protezione in cambio di un posto dove stare. Centrale nella serie è il tema della discriminazione e del pregiudizio, infatti molte persone consideravano i gargoyle dei mostri assetati di sangue, arrivando a ghettizzarli. Le tensioni giungono al culmine quando, in seguito a un tradimento, i gargoyle cadono preda di un incantesimo e rimangono pietrificati per mille anni, risvegliandosi nella moderna New York.

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A questo punto, i gargoyle e il loro capo Golia (personaggio di grande saggezza e dalle tinte shakespeariane) si trovano smarriti nel mondo di oggi, dovendo fare i conti con le nuove tecnologie, con il timore di rivelare la propria esistenza alla società e con nemici di ogni tipo, da mutanti a impresari senza scrupoli. Essenziale il loro legame con Elisa, detective mulatta che gli illustrerà molti aspetti del XX secolo. Peculiari i nomi adottati dai protagonisti: fino a 1000 anni prima solo Golia aveva un nome proprio, quindi dopo il risveglio i membri del clan decidono di chiamarsi come alcune località statunitensi, tra cui Brooklyn, Hudson e Broadway. Viste le tematiche sociali di primaria importanza, i dialoghi ricercati e le svolte narrative piuttosto varie, questo cartone merita una riscoperta.


BIKER MICE FROM MARS (1993-1996)

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Signori, ecco un prodotto in grado di soddisfare la più incolmabile sete di tamarraggine. Senza fare eccezioni, anche questa volta i protagonisti sono degli ibridi con il ruolo di outsider. Parliamo di tre topi motociclisti antropomorfi, ovvero Sterzo, Turbo e Pistone. Scappati da una guerra sul loro pianeta natale (Marte), dove hanno subito anche delle mutilazioni, precipitano a Chicago e conoscono Charley, affascinante ragazza che fa il meccanico e che li aiuterà nelle loro imprese. L’arco narrativo principale riguarda la guerra contro i plutarchiani, alieni simili a pesci che puntano a sfruttare le risorse naturali della Terra.

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I plutarchiani sono anche in grado di mimetizzarsi tra gli esseri umani e tra le loro fila contano imprenditori e scienziati pazzi, come il malvagio dottor Carbonchio, che mette i bastoni tra le ruote ai protagonisti con le sue invenzioni. Nonostante la loro natura di eroi “di strada”, i Biker Mice non amano la violenza e il cartone non mostra praticamente mai sangue e armi da fuoco. Gli avversari sono spesso alieni, cyborg e mutanti creati da Carbonchio, che possiedono abilità speciali.


CADILLACS AND DINOSAURS (1993-1994)

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Basata su Xenozoic Tales, un fumetto del 1987, questa serie ha ispirato l’omonimo gioco arcade della Capcom, rimasto nel cuore di molti. Il setting è post-apocalittico, in un futuro prossimo dove la civiltà umana è regredita e la natura si è impossessata delle metropoli. Rimangono pochi, sparuti villaggi a difendere le persone dai pericoli del mondo esterno, tra cui i dinosauri, creduti estinti e tornati misteriosamente in vita. La tecnologia è appannaggio di pochi e questo comprende anche i mezzi di trasporto e i canali di comunicazione tra gli insediamenti.

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Il protagonista è Jack Tenrec, un meccanico che per hobby restaura vecchie automobili, adattandole alle moderne esigenze, tra cui la Cadillac che compare nel titolo. Le abilità di Jack ne fanno una figura unica, essendo il custode di saperi perduti, oltre che un fervente ecologista. Oltre ad accompagnare l’ambasciatrice straniera Hannah Dundee, Jack viene protetto da Hermes, un giovane allosauro che aveva precedentemente soccorso.

Eccovi un articolo interamente dedicato alle creature: CADILLACS & DINOSAURS: Il Bestiario


LA FABBRICA DEI MOSTRI (1994-1996)

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Chi da bambino non ha visto la pubblicità della Fabbrica di Mostri in televisione? Sì, quella specie di forno della Mattel munito di stampini, attraverso il quale era possibile creare figure mostruose con diverse combinazioni di colori. Tale giocattolo ha portato alla creazione della serie, conosciuta anche come Creepy Crawlers. Protagonista è il giovane Chris Carter, amante della magia e impiegato presso il Magic Shop del Professor Occhioduro, un ex-illusionista. Chris crea la Macchina della Magia, un oggetto apparentemente inutile che inizierà a funzionare dopo un allineamento di pianeti atteso da mille anni.

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Una volta attivata, la macchina si dimostra in grado di creare mostri di ogni sorta, alcuni benevoli e intenzionati ad aiutare il protagonista. Chris dovrà vedersela con Occhioduro, che impossessatosi del congegno creerà creature a ripetizione per cercare di conquistare il mondo. Tra gli amici di Chris troviamo esseri come Centonodi e Johnny Watt, che oltre all’aspetto mostruoso hanno poteri accomunabili a quelli dei supereroi, incluse la forza sovrumana e la manipolazione degli elementi. Inoltre non gli manca una certa dose di umorismo.


MIGHTY MAX (1993-1994)

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Ennesimo caso dove cartoni e giocattoli vanno di pari passo. Mighty Max è stato lanciato per promuovere l’omonima linea di giochi dedicati ai ragazzi, dove un oggetto mostruoso (un serpente, una mano zombie o anche un teschio) racchiudeva uno scenario in miniatura con elementi mobili e personaggi da spostare. Nati come evoluzione dei Polly Pocket, questi prodotti dalle tinte horror spopolavano tra i giovanissimi. Ora veniamo alla serie, che narra le avventure di Max, classico preadolescente americano con una vocazione per i guai. Un giorno, dopo aver frantumato una misteriosa statua, rinviene un berretto da baseball con uno stemma a forma di “M”. L’oggetto si dimostra in grado di creare portali, permettendo al portatore di viaggiare attraverso lo spazio-tempo.

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Iniziano così le avventure di Max, accompagnato attraverso una moltitudine di dimensioni da due compagni: il saggio Virgil, umanoide somigliante a un uccello, e il guerriero Norman, apparentemente immortale e artefice di imprese che hanno portato alla leggenda di Thor, Lancillotto, Hercules e altri. La missione del gruppo è fermare Skullmaster, doppiato da Tim Curry, ovvero un antico stregone che non esiterà a mandare mostri di ogni stazza contro i nostri eroi. Tra questi non mancano cyborg, teschi giganti e uomini-ragno.

Eccovi un intero articolo dedicato ai giocattoli di MM: ARCHEOSTORIA DEL GIOCATTOLO: MIGHTY MAX E I SET ORRIBILOSI


MUMMIES ALIVE! (1997)

Serie statunitense, durata una sola stagione, che ricorda un po’ le Tartarughe Ninja e gli Street Sharks in salsa egiziana. Partiamo da più di 3000 anni fa, quando il faraone Amenofi regnava saggiamente. Il visir Scarab, assetato di potere, ordì un complotto per assassinare Rapses, figlio del faraone, in modo da ottenere il trono. Il piano ebbe successo e Rapses perì insieme ai suoi quattro guardian. Amenofi, per punire Scarab, lo seppellì vivo. A quel punto arriviamo ai giorni nostri, con un archeologo che apre la tomba in cui era imprigionato Scarab, sopravvissuto grazie alla magia. Determinato a conquistare la vera immortalità, tenterà in ogni modo di catturare Presley, un ragazzo di San Francisco in cui si è reincarnata l’anima di Rapses.

A ostacolare i piani dell’ex-visir entrano i gioco le Mummies Alive, ovvero gli antichi guardiani del principe che, avvertendo il pericolo incombente, si risvegliano per proteggere Presley. Superato lo stupore, il ragazzo arriverà ovviamente a fraternizzare con i quattro guerrieri, che per inciso sono mummie esperte in combattimento e in grado di evocare armature, un po’ come i Cavalieri dello Zodiaco. Abbiamo Ja-Kal, il leader figo del gruppo che ha come animale simbolo il falco, oltre ad ali e frecce di fuoco. C’è Armon, il forzuto dal braccio dorato. È poi il turno di Rath, quello astuto e intelligente che ama i serpenti. Per differenziare il gruppo arrivano le quote rosa ed ecco… Nefer-Tina. Avete capito bene, si chiama Nefer-Tina e, oltre a essere un bel pezzo di mummia, ha un’armatura da gatto con frusta e artigli. La serie si protrae per una quarantina di episodi a forza di spacconate, tra cui la Casa delle Mummie (una sfinge appartenuta a un museo) e veicoli magici che comprendono una moto volante e un sottomarino. Roba da far impallidire Brendan Fraser.


TALES FROM THE CRYPTKEEPER (1993-1999)

Una produzione canadese dalle tinte horror e indirizzata ai bambini, oltre che ispirata a Tales from the Crypt. Nel nostro paese è conosciuta come Brividi e polvere con Pelleossa (voglio conoscere l’inventore di questi titoli astrusi), con tanto di sigla cantata da Cristina D’Avena. Nonostante sia priva di gore e violenza per rispettare il suo target, presenta comunque dei momenti suggestivi dal punto di vista mostruoso, tra i quali spiccano le metamorfosi di alcuni personaggi. Abbondano anche i toni da commedia e le gag visive che coinvolgono creature iconiche del’immaginario cinematografico e letterario.

Protagonista della serie è Pelleossa, una sorta di zombie che compare all’inizio di ogni puntata per raccontare una storia. Le parabole hanno ambientazioni e protagonisti variegati, compiendo salti temporali (il medioevo, l’antico Egitto). Al termine della storia Pelleossa ricompare per salutare gli spettatori e fare commenti ironici. Ogni vicenda ha una sua morale. Dalla seconda stagione in poi vennero aggiunti due nuovi personaggi: la Vecchia Strega e il Dottor Tibia. Essi hanno il ruolo di disturbatori, cercando in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote a Pelleossa per diventare i nuovi narratori. Ovviamente lo zombie riesce sempre a uscire indenne dagli agguati dei due.


DRAGON FLYZ (1997)

Serie animata di origini francesi, approdata in Italia con il titolo Sulle ali dei Dragon Flyz. Il setting è un futuro post-apocalittico, intorno al quarantunesimo secolo, dove una guerra atomica (ricordata come “Il cataclisma) ha decimato il genere umano e cancellato quasi completamente il progresso tecnologico. I superstiti si sono rifugiati in un insediamento volante, chiamato “Città D’aria”, una specie di arca di Noè che ospita anche specie animali. La salvezza della città è strettamente legata allo squadrone dei Dragon Flyz, cavalieri che esplorano il mondo in groppa a dei dragoni addomesticati per operazioni di ricerca e salvataggio. La risorsa più ambita dai protagonisti è l’Ambra, che è necessaria per il funzionamento dei generatori che mantengono in volo la città. Tale elemento è reperibile sotto forma di cristalli.

Sulla terraferma abita però il terribile Mente Nera, signore dei draghi rossi, che vuole mettere fuori combattimento i Dragon Flyz per dominare la Città D’aria. I nostri eroi devono quindi confrontarsi con gli sgherri del nemico e viaggiare alla ricerca di un’oasi dove ricostruire la civiltà di un tempo. Sia i buoni che i cattivi si servono di draghi come mezzo di trasporto, e accanto ai normali esseri umani troviamo una razza pseudo-rettiliana. I protagonisti hanno un’organizzazione militaresca e indossano armature altamente tecnologiche, munite di ali che consentono al portatore di planare per brevi distanze. Alcuni avversari possono fare lo stesso grazie alle loro ali membranose. I nomi dei quattro Dragon Flyz principali, imparentati tra loro, hanno a che fare con il cielo o l’altezza, come Zenith o Apex. Scontri mostruosi, un’ambientazione fantascientifica e domatori di lucertoloni alla Dragon Trainer costituiscono un cartone senz’altro interessante.


ROSWELL CONSPIRACIES (1999-2000)

Cartone di produzione statunitense, il cui titolo completo è Roswell Conspiracies: Aliens, Myths and Legends. La serie incrocia fantascienza e misticismo con un tono alla Men in Black. L’origine della storia è il celebre incidente di Roswell, rivelatosi un diversivo organizzato da un’agenzia nota come l’Alleanza. Il presunto UFO schiantato era in realtà un veicolo terrestre, i cadaveri extraterrestri erano manichini e l’Area 51, la struttura segreta in Nevada, è stata costruita con il preciso scopo di attirare l’interesse di curiosi e complottisti. L’opinione pubblica viene tenuta all’oscuro di una grande verità, ovvero la presenza di razze aliene sulla Terra. Alcune di esse si sono stanziate sul nostro pianeta molto tempo fa e corrispondono ai mostri classici come vampiri, licantropi e yeti. La loro esistenza è stata mitizzata dagli umani, portando alla nascita di leggende metropolitane e racconti folkloristici.

Compito dell’Alleanza è proteggere gli abitanti della Terra da specie minacciose che vorrebbero annientarla, oltre a preparare il terreno per una futura convivenza. I protagonisti sono Nick Logan, cacciatore di taglie, e Sh’lainn Blaze, una Banshee fuggita dal suo popolo. I due decidono di fare squadra e diventano agenti dell’Alleanza, andando in missione in giro per il globo. Si innamoreranno l’uno dell’altra e incapperanno in rivelazioni scottanti, fino a confrontarsi con un nemico che richiederà la collaborazione di più razze per essere sconfitto. Nick è inoltre alla ricerca di suo padre, scomparso vent’anni prima. Nella serie appaiono creature portate in auge dalla letteratura horror, insieme a figure mitologiche come ciclopi, golem, sirene e minotauri. Un campionario che non sfigurerebbe nei nostri Bestiari.


COUNT DUCKULA (1988-1993)

La sola cosa peggiore di un papero vampiro è un papero vampiro totalmente innocuo. Dalla fine degli anni ’80 arriva la serie Count Duckula, prodotta in Gran Bretagna dalla Cosgrove Hall Films e conosciuta da noi come Conte Dacula. Ispirandosi al ben più celebre Paperino di disneyana memoria, questo cartoon si presenta come una parodia della mitologia vampiresca e delle pellicole horror. Ambientata in un castello della Transilvania, la storia ha come protagonista Dacula, discendente di una dinastia di vampiri che per secoli hanno seminato terrore e devastazione nei territori circostanti. “Discendente” non è la parola esatta, poiché il giovane succhiasangue è in realtà la reincarnazione dei suoi antenati. Ogni volta che un conte Dacula muore (spesso grazie ai raggi del sole o a un palo acuminato nel petto), viene eseguito un rituale per farlo rinascere. Il redivivo non ha alcuna memoria delle vite precedenti e ha una personalità totalmente diversa.

Dacula è la pecora nera della famiglia, in quanto mostra alcun segno di crudeltà e non è interessato a salassare i cittadini transilvani. Gli piacerebbe piuttosto diventare famoso e girare per il mondo. Inoltre, per via di un incidente durante il rituale di resurrezione, il giovane vampiro è immune alla luce solare. Mentre la cattiva fama dei suoi antenati gli impedisce di diventare amico di tutti, grazie a una bara magica può teletrasportarsi in ogni angolo del globo insieme al proprio castello. Le sue maldestre avventure diventano il fulcro della serie e si concludono sovente con un fallimento. Ad accompagnare Dacula troviamo Igor, fedele e responsabile maggiordomo che rimpiange i bei tempi andati, e la Tata, una gigantesca e goffa gallina che si occupa delle faccende domestiche. Non manca il Van Helsing di turno, ovvero Von Crapotten, determinato a catturare Dacula. La sua cocciutaggine gli impedisce di accorgersi che il vampiro è in realtà di buon cuore. Sembra che sia psicologicamente instabile, poiché discorre spesso con un assistente immaginario (Heinrich) e costruisce delle bizzarre invenzioni che fanno inevitabilmente cilecca.


SKELETON WARRIORS (1993-1994)

Cartone statunitense a tinte dark e fantascientifiche, andato in onda nella prima metà degli anni ’90 su Italia 1 e mai più replicato. La serie venne accompagnata da una linea di giocattoli, prodotta dalla Playmates, che purtroppo non registrò vendite soddisfacenti. La storia si svolge sul lontano pianeta Luminaire, dove il Cristallo di Luce, fonte di energia principale della città di Lumincity, viene spezzato in due. Il crudele Baron Dark, determinato a controllare il potere del cristallo, riesce a ottenerne metà. La magia della pietra lo trasforma in uno scheletro vivente e gli consente di donare un aspetto analogo a chi possiede un animo malvagio. In questo modo si forma una fazione di cattivi con sembianze piuttosto inquietanti.

A difesa di Lumincity e dell’altra metà del Cristallo troviamo la Legione della Luce, capitanata dal Principe Lightstar (Justin Steele). Egli, insieme ai fratelli Jennifer e Joshua e allo zio Ursak, combatte le armate di Baron Dark nel tentativo di restituire integrità alla pietra. Anche i buoni dispongono di una serie di poteri: Justin può emettere onde di energia dalle mani, Jennifer può volare e Joshua muta in un morto vivente simile a Baron Dark, con la capacità di viaggiare attraverso le ombre. Assume così il nome Grimskull. In questo cartone il design dei cattivi è di gran lunga più interessante di quello degli eroi: tra gli scagnozzi del Barone troviamo Shriek, scheletro banshee al femminile, Dagger, di sembianze piratesche e armato di ascia, e il temibile Aracula, munito di sei braccia. Il dottor Cyborn ha invece componenti robotiche e ricorda molto Terminator. Le action figure erano di pregevole fattura, specialmente gli accessori, i monili e i dettagli delle ossa.


SWAMP THING (1992)

Serie televisiva animata frutto di una collaborazione tra la DC Comics e Time Warner, conosciuta da noi con il titolo “Cosa c’è nella palude?”. È basata sul personaggio fumettistico Swamp Thing, in origine Alec Holland, uno studioso il cui laboratorio viene distrutto dallo scienziato pazzo Anton Arcane (nella versione italiana il Dottor Mortimer) con l’aiuto dei suoi scagnozzi. Arcane ha l’ossessione dell’immortalità ed è deciso a sfruttare il cosiddetto Geno-fluid per ottenerla. Grazie alla sostanza si trasforma in un aracnide e muta i suoi sgherri in un branco di mostri, gli Un-Men. Holland diventa invece Swamp Thing (nell’adattamento nostrano viene chiamato Uomo Pianta), acquisendo il potere di controllare le forze della natura e proteggendo la sua palude dalle forze del male. Abigail, la figliastra di Arcane, farà squadra con Holland e tenterà di aiutarlo a ritornare umano.

Lo show, prodotto in Canada, debuttò su un canale della Fox ma ebbe uno scarso riscontro di pubblico e venne cancellato dopo soli cinque episodi. Non potendo prevedere il flop, già nel 1990 vennero creati giocattoli ed elementi di merchandise per la serie, tra cui action figure con veicoli e scenari, per un investimento complessivo di 6 milioni di dollari. Venne anche sviluppato un videogame per il NES e il Game Boy. Nemmeno oggi l’eroe melmoso gode di molta fortuna: una serie live action è recentemente uscita sul servizio di streaming DC Universe, salvo venire immediatamente cancellata per problemi burocratici e di budget.

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Eccoci all’epilogo del nostro elenco di cartoni del tempo che fu. L’animazione nel frattempo si è evoluta, inglobando tematiche e generi un tempo estranei a prodotti considerati infantili. I cartoon mostruosi, pur se lontani dai nostri standard e a volte privi di mordente, esistono tutt’oggi, ma speriamo che una fetta di memoria collettiva resti fedele a questi esponenti degli anni novanta, che occupavano i nostri pomeriggi a colpi di zanne e artigli. La loro tamarraggine è un’arma a doppio taglio e ogni giorno temiamo che vengano snaturati da un adattamento contemporaneo, seguendo la tendenza del remake al politicamente corretto. Però ci resta una punta di curiosità: gli Street Sharks funzionerebbero in un live action a tinte dark?

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lettrice Assorta ha detto:

    C’è un cartone animato su un mostro…Bem il nemico del male. Mi terrorizzava parecchio!

    Piace a 1 persona

    1. Conte Gracula ha detto:

      Era un cartone giapponese 😉
      Indimenticabile, complice anche la sigla italiana cantata da Fidenco.

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      1. Lettrice Assorta ha detto:

        Bello ma pauroso. Quando finiva non riuscivo a muovermi. La sigla ancora la ricordo. Con quella mano grigia che spuntava dalla terra…

        Piace a 1 persona

  2. Conte Gracula ha detto:

    Molti di questi cartoni sono arrivati un po’ fuori tempo massimo, per me, tranne uno: Gargoyles!
    È ancora oggi uno dei miei preferiti e trovo sia un vero peccato che a controllarlo sia la Disney, che se ne disinteressa da molto tempo (forse perché qualche bigottone che manco ne ha visto una puntata fa molto rumore, sostenendo che abbia elementi di satanismo o altre fregnacce).

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  3. ouija852 ha detto:

    Bell’articolo.
    Non mi ricordavo nemmeno di Skeleton warriors, quanti ricordi.
    Alla lista aggiungerei altri 2 cartoni: Cosa c’è nella palude? (Swamp Thing) e Quackula.

    Piace a 1 persona

    1. Monster Movie ha detto:

      Grazie per il consiglio, abbiamo infine aggiunto Swamp Thing. Il Conte Quackula è invece un prodotto degli anni ’70, quindi leggermente vecchio per apparire nella lista, senza contare le notevoli somiglianze estetiche con il Conte Duckula!
      Continua a seguirci e se ti vengono in mentre altri cartoni, diccelo subito!

      Mi piace

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