LA SAGA DI ALIEN – TEORIE SUL FUTURO

Cosa farà la Disney con gli Xenomorfi?

di Alessandro Sivieri

Da anni ricopro il ruolo dell’alienofilo di Monster Movie. Sono cresciuto con la saga e ho un culto per l’originale di Ridley Scott che rasenta l’ossessione. Lo Xenomorfo, nato dalla mente di H. R. Giger e dall’ingegno di Carlo Rambaldi, è a mio parere il predatore perfetto per l’essere umano, rappresentandone le paure inconsce. Negli anni la mia creatura preferita ne ha passate di tutti i colori, tra sequel più o meno riusciti, schermaglie trash con i Predator e i prequel diretti da Scott stesso, ritornato in posizione per raccontare le origini del mostro (per una carrellata esaustiva delle sue mutazioni, date un’occhiata ai nostri bestiari).

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Nonostante Prometheus non mi sia piaciuto per via della scrittura traballante, gli riconosco il merito di aver spostato l’attenzione sul mistero degli Ingegneri, alieni tecnologicamente avanzati che sono indirettamente responsabili della nostra nascita. In Alien: Covenant vengono reintrodotti gli Xenomorfi, in modo quasi svogliato, da Scott, che come riportano le interviste era più interessato all’intelligenza artificiale e alle dinamiche del sintetico David (Michael Fassbender). Quest’ultimo è senz’altro il personaggio più riuscito dei prequel e il perno centrale degli eventi. Anche Covenant adotta parecchie scorciatoie narrative ma si dimostra un prodotto apprezzabile, offrendoci uno splatter ben dosato, le forme primordiali degli Xeno e chicche come la scena del flauto, che a livello registico ricorda uno Scott che non vedevamo da tempo.

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L’epilogo di Covenant consiste in un cliffhanger di ampia portata e presagisce i disastri che David, ambiguo per natura, potrebbe combinare con gli embrioni alieni in suo possesso. Il problema è che, dato l’umore tiepido della critica e gli incassi non entusiasmanti, già l’anno scorso Scott era scettico sul proseguimento dei prequel, cambiando continuamente idea sul numero di episodi realizzabili. Poi questa estate è arrivata la bomba: la sottoscrizione di un accordo multimilionario grazie al quale la Disney ha acquisito la maggior parte delle proprietà intellettuali della Fox. Questo significa che, oltre ai Fantastici Quattro e agli X-Men, Topolino si è comprato gli Xenomorfi. Una notizia che ha scosso i fan, perché se da un lato Alien potrebbe uscire dal limbo produttivo, dall’altro si teme la solita standardizzazione di storie e personaggi per rientrare nel politicamente corretto. Gran parte del lavoro disneyano si focalizza, per forza di cose, sull’intrattenimento per famiglie, e c’è il rischio che agli Xeno vengano metaforicamente limate le zanne. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un reboot PG-13 o di un Alien vs. Paperinik. Facciamoci forza e andiamo a speculare sui possibili sbocchi futuri per il franchise.

ALIEN: AWAKENING

Supponiamo che Scott sia ancora interessato a proseguire la storia dei prequel e che la Disney supporti il progetto, mantenendo un rating vietato ai minori. Verrebbe realizzato il terzo episodio sulle origini degli Xeno, che secondo voci di corridoio si chiamerebbe Awakening. Grazie al film verremmo a conoscenza delle macchinazioni di David all’interno della Covenant e del destino di Daniels (Katherine Waterston).

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In questo scenario la produzione sarebbe in linea all’era pre-accordo, preservando le atmosfere a cui siamo abituati.

REBOOT PG-13

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In base a questa ipotesi, vi sarebbe un azzeramento totale degli eventi, con la Disney intenzionata a rilanciare uno Xenomorfo vietato ai minori di 14 anni. Resta da vedere se tale operazione coinvolgerebbe solo i prequel, bloccati a tempo indeterminato, o tutta la timeline della saga. E se i nuovi padroni di casa avessero l’intenzione di iniziare un’avventura alla Ripley, impostata secondo i propri gusti? Ragionando in quest’ottica, della serie originale rimarrebbero solo la creatura e l’impronta estetica, con un gruppo di millennials a bordo di un’astronave che incontrano gli Xeno per la prima volta. Questa opzione non ci entusiasma.

ALIEN 5 CON BLOMKAMP

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Il talento dell’autore di District 9 ed Elysium è indiscutibile. Il sudafricano Neill Blomkamp ci ha abituato a futuri distopici dominati dalla criminalità e da una tecnologia “sporca”. L’anno scorso ci era giunta notizia di un ipotetico Alien 5, immaginato proprio da lui, che avrebbe fatto da sequel diretto all’Aliens di James Cameron, ignorando gli altri episodi. Nella visione del regista, sarebbero tornati Sigourney Weaver e il caporale Hicks di Michael Biehn, in un’operazione simile a quella del prossimo Terminator di Tim Miller, che si colloca dopo Il giorno del giudizio. Blomkamp sembrava entusiasta della cosa e non è escluso che la Disney si muova in una direzione diversa da Scott, riesumando il progetto.

SERIE TV

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Riferimento ironico ad Alien Nation

Secondo le ultime voci, dati gli incassi non entusiasmanti dei prequel ci sarebbe l’idea di adattare la saga per il piccolo schermo, producendo un serial per mitigare i costi ed esplorare nuovi orizzonti narrativi. Non si sa molto altro, ma non siamo sicuri che gli Xenomorfi siano adatti a questo format, a meno che non abbia toni adulti e un ritmo eccellente. L’ipotesi circolava in casa Fox e non sappiamo se anche la Disney stia valutando la cosa.

NUOVO MONSTERVERSE

Non è chiaro cosa racconterà il nuovo The Predator di Shane Black, che potrebbe ridare lustro agli Yautja con ottimi incassi o affossarli del tutto. Non è escluso che, potendo sfruttare entrambe le proprietà intellettuali, la Disney metta in piedi un universo condiviso, immaginando più in grande il concetto di Alien vs. Predator. Nemmeno qui riusciamo a credere in un successo senza un’impostazione matura, una scrittura convincente e, soprattutto, un regista che sappia il fatto suo.

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Alternando la nostalgia ai timori per il cambio di gestione, abbiamo passato in rassegna diverse ipotesi sul futuro cinematografico degli Xeno. I prequel, pur con i loro difetti, stavano intavolando un discorso coinvolgente e c’è da sperare che la Casa di Topolino porti rispetto per la “nostra” creatura, con o senza Scott al timone. Se un franchise non ha più nulla da dire, è meglio concedergli il meritato riposo piuttosto che un accanimento terapeutico. In caso di un’idea vincente (che non è affatto scontata), siamo pronti a uscire nuovamente dalle fottute pareti per andare al cinema.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    ma è comica questa notiziona xD

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  2. vitospassions ha detto:

    Complimenti per l’articolo. Molto interessante.

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