LA MOSCA – Piccoli uomini e grossi insetti

La nostra spiegazione dell’iconico body horror targato Cronenberg.

di Alessandro Sivieri

Una volta Chuang-tzu sognò di essere una farfalla, una farfalla che svolazzava, che si sentiva libera e che ignorava l’esistenza di Chuang-tzu. Improvvisamente si risvegliò, ed era nuovamente Chuang-tzu. A quel punto, però, non fu più in grado di sapere se fosse stato Chuang-tzu a sognare di essere una farfalla, o se era stata una farfalla a sognare di essere Chuang-tzu.

Farfalla favola Chuang-tzu

La parabola del filosofo e mistico cinese, tra i fondatori del Taosimo, riflette sull’identità degli individui e sulla fragilità di ciò che consideriamo reale. Si specula sull’esistenza di una dimensione dove gli opposti non sono più rilevanti e l’uomo si annulla in tutto ciò che lo circonda, natura inclusa. Un aneddoto che si connette, in salsa macabra, alle considerazioni di un Seth Brundle (Jeff Goldblum) ormai avviato verso la transizione definitiva in un abominio genetico: “Io sto dicendo che sono un insetto che aveva sognato di essere un uomo e gli era piaciuto. Ma adesso il sogno è finito, e l’insetto è sveglio”. Se nelle parole di Chuang-tzu troviamo un senso di armonia con l’universo, in quelle del protagonista de La Mosca troviamo smarrimento, disillusione, la sconfitta di chi ha perso la propria umanità in nome di un balzo evolutivo, sfiorato per qualche attimo e presto rimpiazzato dalla miseria.

La mosca seth mostro

Non sorprende che uno degli fanta-horror più iconici degli ultimi decenni sia stato forgiato da David Cronenberg, maestro del body horror e inguaribile esploratore della mente umana: nei suoi film i personaggi si ritrovano inermi di fronte alle mutilazioni corporee e alle contaminazioni della realtà percepita. I media si impossessano dello spirito come le macchine della carne, generando un oltreuomo artificiale, pieno di paranoie e in ultima indifeso. The Fly, ispirato alla trilogia anni ’50 de L’esperimento del dottor K, tratta proprio dell’ambizione sfrenata che distorce il progresso scientifico, portando all’autodistruzione chi cerca di superare i propri limiti naturali.

Seth Brundle dentro il telepod

Sethaniel Brundle non è certo una persona portata alla socialità: eccentrico e solitario, ha progettato una coppia di capsule, denominate telepod, capaci di teletrasportare la materia da un punto A a un punto B. Dopo i primi successi con oggetti inanimati, inizia a sperimentare la tecnica su dei babbuini, ottenendo una serie di insuccessi e facendo morire gli animali tra atroci sofferenze. Al pari della tecnologia da lui concepita, non è abituato a rapportarsi con le cose viventi, a comprendere la carne. In un momento di frustrazione decide di provare il dispositivo su di sé, scomparendo in una capsula e riapparendo nell’altra. Sembra tutto andato a buon fine, ma una minuscola mosca si era infilata dentro l’apparecchio, scomponendosi e subito dopo ricomponendosi insieme a lui.

Occhi seth brundle la Mosca

O meglio, dentro di lui. In principio Seth se la passa alla grande: i suoi appetiti aumentano a dismisura, è più forte, più agile, più rapido nei ragionamenti. Il miraggio superomistico ha però vita breve, perché al metabolismo accelerato si accosta lo sfacelo fisico e psicologico. Il dott. Brundle diventa sempre meno riconoscibile, perde i denti, i capelli e assume un aspetto ripugnante. In breve comprende che il suo DNA è stato alterato fino a renderlo una mosca gigante. Proprio nell’epilogo, che culmina in una disperata invocazione di pietà, gli effetti speciali di Chris Walas esprimono tutto il loro potenziale, regalandoci una creatura pulsante e palpabile. Alla stregua de La Cosa di John Carpenter, veniamo colpiti da sfx pratici di grande impatto, che deformano l’organismo e portano a galla le nostre paure. Ma se quello in Antartide era un alieno invasore, la mutazione di Seth è frutto del suo stesso operato.

La cosa john carpenter mostro
L’entità aliena de La Cosa durante lo scontro finale.

“La vita vince sempre”. Ironia della sorte, a pronunciare questa frase è il professor Ian Malcolm di Jurassic Park, un altro iconico personaggio di Jeff Goldblum. Significa che la natura, intesa come sistema complesso, trova sempre lo stratagemma per adattarsi alle nostre manipolazioni e andare avanti. A pensarci bene, il cambiamento di Brundle è naturale, pur se amplificato e declinato in modo perverso. Il ciclo vitale della mosca va dalla larva all’esemplare adulto come ci si aspetterebbe, ma in questo caso la larva è un Homo Sapiens, in primis i tessuti di cui è composto. Il provocatorio Cronenberg compie qualche passo oltre la semplice trasfigurazione da uomo in mostro e la considera il palesamento di qualcosa che albergava già nell’animo.

La mosca seth deforme

Torniamo alla privazione di identità e all’incubo kafkiano dell’introduzione: forse Brundle è sempre stato un insetto in spoglie umane. Lo script ce lo presenta come una personalità egocentrica, dai tratti schizoidi, abituata più ad avere a che fare con le macchine che con i propri simili. La mescolanza genetica nel telepod ha dato solo la spinta a una malattia che può infettarci tutti sul piano metafisico e che in Seth è sfociata in un sintomo estremo. Cosa mai farà scattare quell’interruttore che ci trasforma in involucri del nostro malessere? È peggio ridursi a un frammento di coscienza nella figura ributtante di un moscone o avere un piccolo insetto dentro di noi, che gratta come un tarlo senza darci pace? Entrambe le prospettive sono inquietanti e Seth è diventato, suo malgrado, l’anello mancante tra di esse.

Se volete saperne di più sulla pellicola e sugli altri capitoli del franchise, non perdetevi il nostro Bestiario dedicato:

Il Bestiario della MOSCA

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