PIRATI – POLANSKI HA ISPIRATO JACK SPARROW

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di Alessandro Sivieri

Le commedie di scorribande e bucanieri rappresentano un genere con pochi, memorabili precedenti, che è diventato mainstream nei primi del 2000. La strada era già parzialmente spianata. Ricordiamo con piacere un capolavoro videoludico degli anni ’90 chiamato Monkey Island e il film I Muppet nell’isola del tesoro, con un Tim Curry in stato di grazia a fare Long John Silver. Ora è il momento della saga di Pirati dei Caraibi, con i suoi alti e bassi, che ha lanciato uno dei personaggi più efficaci di Johnny Depp: il capitan Jack Sparrow, pirata eccentrico e dalla battuta pronta. Ma in pochi ricordano che se non fosse per un film di Roman Polanski del 1986, probabilmente l’amata serie di videogame di Ron Gilbert e le avventure oceaniche di Depp non sarebbero così. Pirati, con un mostruoso Walter Matthau nei panni di Capitan Red, ha dato il via alle storie piratesche fatte di umorismo e personaggi assurdi. Un gioiello dove le cacce al tesoro e i saccheggi incontrano il grottesco.

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La trama inizia con Capitan Red e il suo primo ufficiale Ranocchio (Cris Campion), giovane e sognatore, alla deriva a bordo di una zattera, prossimi a morire per la fame e la disidratazione. Per un colpo di fortuna vengono raccolti da un galeone spagnolo, che guardacaso trasporta un prezioso carico: il trono dorato di un sovrano azteco. Capitan Red, preso dall’avidità, organizzerà un ammutinamento e attraverserà mille peripezie per impossessarsi del manufatto, mentre Ranocchio si innamorerà della bella Maria-Dolores (Charlotte Lewis), nipote del governatore di Maracaibo. Esotismo, azione e romanticismo si amalgamano in quella che potrebbe passare per una pellicola d’avventura impostata sui canoni di qualche decennio prima, sapientemente girata, con costumi e scenografie notevoli. A dare quel tocco in più è la strana combinazione di cinismo e risate in cui Polanski incastra i suoi personaggi.

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Ovviamente il catalizzatore è Matthau, pirata un tempo temutissimo e ora ridotto a una macchietta, accecato dall’avidità e dal bisogno di resuscitare la sua leggenda. Rozzo, irriverente e senza un soldo in tasca, Capitan Red nasconde però un fondo di bontà che raramente viene alla luce. Memorabile anche lo strano rapporto che condivide con Ranocchio, giovane avventuriero con ideali ben diversi dai suoi. Una combinazione che darà vita a parecchie scene comiche, come quella in cui Red tenta di mangiarsi il ragazzo in un impeto di cannibalismo, o il disastroso interrogatorio a un governatore spagnolo con la gotta. L’avventura è sempre ben dosata e non mancano battaglie campali, che si alternano a scenari suggestivi, con un’impronta registica di stampo europeo. Quasi 20 anni prima della saga Disney, Polanski ha dimostrato che i pirati sanno strappare delle grasse risate, anche senza Kraken, uomini-pesce o creature marine varie (che noi, da buoni mostrofili, apprezziamo moltissimo).

PIRATI di Roman Polanski

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