GOOSEBUMPS

GOOSEBUMPS Recensione No Spoiler di Matteo Berta

Quel brivido che volente o nolente era portato a percorrermi il dorso è mutato in una dolce nostalgia per una collana di scritti che tenne sveglio il mio piccolo me, con un film che farebbe impazzire il mio dodicenne interiore e che fa sorridere e leggermente divertire il me medesimo attuale. Ricordo il sudare freddo che mi provocarono alcuni di quei piccoli libri basati totalmente su cliffhanger pressoché ignoranti ed essendo un appassionato di mostruosità fin dai primi anni della mia esistenza, trovai terreno fertile in quelle piccole storie scritte da R.L.Stine, considerato come lo Stephen King tascabile dal target limitato (Ma non provate a farglielo notare!).

Questo film si presenta come un grande omaggio allo spirito di quelle avventure, senza entrarvi più di tanto nelle suggestioni, una versione più da intrattenimento che da puramente ed essenzialmente “piccoli brividi”. Proprio come le piccole storie da cui ne trae ispirazione, si tratta di una pellicola che non intende acchiappare troppe generazioni, ma si limita a presentarsi come un lavoro indirizzato a giovani adolescenti e non vuole disturbare ne inorridire i più piccoli o i più maturi. Jack Black interpreta l’autore Stine e si presenta come un personaggio dalle mille sfaccettature e soggetto ad un lapalissiano arco di formazione durante tutta la narrazione e non manca di essere ironico, sarcastico, puramente divertente senza mai sfociare nella pura banalità. I protagonisti sono una coppia di teenager che sarebbero potuti perfettamente uscire dal serial di Hannah Montana e nessuno si sarebbe scandalizzato.

Fin qui abbiamo la mappa di un semplice filmetto per ragazzini senza pretese e onesto con se stesso, ma ciò che innalza decisamente il livello qualitativo sono due fattori importanti. Slappy, per chi è anche un semplice conoscitore della collana da brividi si sarà sicuramente imbattuto nella figura dell’inquietantissimo pupazzo da ventriloquo più trasgressivo di tutta la letteratura per ragazzi. Nella pellicola si presenta come cattivone per eccellenza e nonostante non sfoci mai nella crudeltà più assoluta, viene descritto spesso con sequenze altamente suggestive e ben orchestrate. Il secondo grande fattore che fa la differenza è rappresentato dalla score dell’ottimo Danny Elfman, chi meglio di lui avrebbe potuto musicare un film di questo genere. La Soundtrack è viva, proprio come i mostri che fuoriescono da tutti quei libri, è un commento musicale veramente studiato bene con eleganza e sperimentazione senza abbandonare il proprio stile di composizione.

Non cercate il brivido che sia grande o piccino.

Piccoli Brividi

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