Severus Snape and the Marauders

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Severus Snape and the Marauders

di Matteo Berta

Questo lavoro è il classico fan-made che ti aspetti. Parliamo di uno spin off su Piton, il protagonista di questo cortometraggio realizzato da appassionati del mondo nato dalla penna di J.K.Rowling. Quando scrolli la lista dei fan-film su youtube ti trovi di fronte ai classici lavori amatoriali onesti realizzati per il puro divertimento e poi ti trovi di fronte a quegli arroganti progetti caratterizzati da venticinquemila paratesti (teaser trailer, trailer, intervista con il regista, con il produttore, con l’attore, con la troupe, b-roll….) che nella stragrande maggioranza dei casi sono finanziati da papà fin troppo generosi e scritti da figli che si credono degli dei (a quindici anni già con in mano una camera da 10.000 sacchi). Questo lavoro è difficile da collocare, esso si presenta come un ibrido tra le due categorie generalizzate presentate in precedenza, si vede chiaramente l’amore dei realizzatori per il mondo di Harry Potter, ma nello stesso tempo si nota chiaramente la presenza di un budget abbastanza rilevante sperperato in modo inconsapevole.

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Noi di Monster Movie Italia siamo attualmente impegnati in una produzione di un fan-made e ciò che ci ha spinto verso una scelta del genere è proprio l’amore verso una saga di film da omaggiare e con il chiaro intento di non voler scimmiottare.Il problema principale di questo tipo di prodotti non è assolutamente il budget (ovvio che fa la differenza), ma la componente più economica: la storia. Questi film si presentano in continuazione come un ammasso di duelli fine a se stessi e chiaramente pretenziosi, senza preoccuparsi minimamente della possibilità di stupire il pubblico aggiungendo qualcosa di nuovo al posto che il semplice ricalcare. Caso emblematico è “Darth Maul: Apprentice” rilasciato in rete qualche mese fa e osannato come un fantasmagorico fan made amatoriale su Star Wars: prima di tutto c’è da ri-connotare la parola amatoriale se si intende una produzione che comprende una Red Camera, un cast di professionisti, una troupe di professionisti e un’attrezzatura valutabile attorno ai 50.000 euro. Parliamo della storia, non c’è storia è un duello magistralmente orchestrato, punto.

Torniamo a Piton, questo film è frutto di passione, non di competenza. Inquadrature stranianti fine a se stesse, attori sopra le righe, effetti speciali non credibili e ahimè storia discutibile. Nonostante questo ci si diverte è carino, non si può sparare a zero contro dei colleghi che magari ci hanno impiegato tanto impegno, tempo e ricariche del telefono per portare a termine questo lavoro, ma ogni tanto mi piacerebbe vedere anche un minuto di cortometraggio onesto e con un senso, tutti questi fan made vanno bene, ma non aggiungono nulla di nuovo.

 

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