ABBIAMO LETTO LA SCENEGGIATURA DI JURASSIC PARK 4

Analisi della sceneggiatura del quarto capitolo di Jurassic Park che non vide mai la luce

di Francesco Berta

“Did you know that I am the most sued person in the history of the world? It’s in th Guinness Book, you could look it up. Prominent law schools devote entire semesters to my malfeasances, regulatory statutes bear my name- not the legacy I had in mind when I started out, but a legacy nonetheless.” – John Hammond

“Lo sapete che sono la persona che è stata citata in giudizio più volte nella storia dell’umanità? È nel Guinness dei Primati, andate pure a vedere se non ci credete. Prestigiose facoltà di legge dedicano semestri interi ai miei misfatti e alle mie infrazioni professionali, disposizoni legislative portano il mio nome – non esattamente l’eredità che sognavo, ma resta comunque un’eredità. – John Hammond

Traduzione libera dell’autore Francesco Berta

Buonasauro, amici lettori di Monster Movie.

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Quest’estate, fra un ghiacciolo e l’altro, ho avuto il piacere di leggere la sceneggiatura di Jurassic Park IV, scritta da John Sayles, nella versione che ormai gira beatamente per la rete, accreditata appunto a Sayles, ma basata anche su spunti di Steven Spielberg e ricamata su una precedente bozza di William Monahan.

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Descritta da Colin Trevorrow come “fuori di testa, nel senso buono”,  la sceneggiatura porta con sé l’ignobile fama di non esser mai stata realizzata. Se ho destato la vostra curiosità ma non avete voglia e tempo di leggerla integralmente, non disperate. Per vostra fortuna infatti, sono qui per raccontarvela.

Procediamo con ordine.

C’era una volta… un campo da baseball.

E un branco di pterodattili, pure, che in un pacifico e soleggiato sabato pomeriggio semina il panico e attacca una squadra impegnata a giocare nel suddetto. Nella scena successiva capiamo, attraverso un notiziario, che gli attacchi da parte di dinosauri sono un pericolo sempre più comune e diffuso.

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Nella stessa scena viene introdotto il mercenario Nick Harris, protagonista del film. Chiamato a colloquio da un anziano e stanco John Hammond, Harris ascolta con attenzione l’ambizioso piano del fondatore di Jurassic Park per controllare ed estinguere la nuova minaccia: creare dinosauri geneticamente modificati (e soprattutto sterili) che possano cacciare ed eliminare quelli che stanno seminando pericolo.

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Avendo nemici ovunque e senza l’approvazione delle Nazioni Unite a ulteriori manovre di clonazione, ad Hammond non resta che ordinare una spedizione presso il Sito A, alla ricerca della bomboletta che Nedry perse nel fango durante l’incidente al Jurassic Park, al fine di ottenere ulteriore materiale genetico per il suo ambizioso progetto. La bomboletta infatti conteneva il codice genetico di numerose specie presenti al Jurassic Park, ed era stata rubata da Dennis Nedry con un contenitore apposito, mascherato da schiuma da barba.

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Alla scena con Hammond segue breve un flashback su Nedry in cui apprendiamo del suo incidente in auto e della sua morte. Alla ricerca della bomboletta troviamo però anche la società Grendel International. John Hammond rivela a Harris di essere sicuro che la Grendel non abbia ancora trovato la bomboletta, altrimenti non lo minaccerebbero costantemente chiedendogli informazioni sulla stessa. Si presume che il loro obiettivo sia simile, ovvero di clonare segretamente altri dinosauri. Sul perché, ancora non si sa nulla.

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Accettata la missione e giunto tempestivamente sull’isola, Nick in breve tempo riesce a localizzare il luogo dell’incidente di Dennis Nedry. Trova il suo scheletro all’interno dell’auto (a conferma che siano passati diversi anni dalla sua morte, e confermando inoltre una svista di sceneggiatura riguardante la bomboletta di cui parlerò più tardi), localizza la bomboletta ma si rende conto di trovarsi nel bel mezzo di un’imboscata dei mercenari della Grendel International.

Per sua fortuna però, il gruppo viene assalito da un branco di raptor, dando a Nick la possibilità di tentare la fuga. Segue una scena d’azione abbastanza lunga e intricata che lo vede sfuggire ai raptor e a enormi dinosauri aquatici, che sfortunatamente fanno a pezzi il suo elicottero. Quando tutto sembra perduto, un trasporto aereo della Grendel International lo preleva, forzandolo poco dopo a restituire la bomboletta.

Nick prende un respiro, strappa la bomboletta dalle loro mani e si getta dall’elicottero, poco lontano da una spiaggia. I bagnanti applaudono, credendo si sia trattato di uno stunt acrobatico, e accorgendosi ben presto di essersi sbagliati. L’elicottero infatti si avvicina pericolosamente a loro, cercando di colpire Nick, che si dirige verso un bar e nasconde la bomboletta in un frigo della Coca Cola, accanto a una dozzina di birre. Poco dopo però Nando, un uomo della Grendel che lo aveva catturato nella scena precedente, riesce a tramortirlo con dello spray, ed è schermo nero per noi.

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Nick si sveglia in un’elegante camera da letto con muri di pietra, riprendendo i sensi al lontano suono di uno Yodel. Si rende conto di trovarsi in un castello medioevale, fra le Alpi Svizzere. Ai piani inferiori incontra un vecchio amico, Adrien Joyce, e attraverso un terrificante spiegone ci viene illustrato come Joyce sia stato assunto da un uomo chiamato Baron von Drax, e di come il castello sia stato adibito a quartiere generale della Grendel International Corporation. Joyce chiede a Nick dove si trovi la schiuma, e Nick dice di averla riposta in un luogo sicuro. Procediamo con ordine:

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Nick e Adrien Joyce si dirigono verso un’enorme caverna di pietra posizionata sotto il castello. Joyce è intenzionato ad offrire un lavoro a Nick come istruttore di dinosauri, ma prima ha intenzione di mostrargli tutto ciò di cui la Grendel è capace, al fine di stupirlo, e convincerlo.

Nick fa la conoscenza di Maya, una scienziata che spiega come stiano creando dinosauri in grado di essere controllati in remoto attraverso l’utilizzo di protesi neuro-regolatrici. Maya mostra a Nick X-1, un Deinonychus che ha chiamato Spartacus, e i suoi simili X-2 e X-3, chiamati rispettivamente Orestes e Perseus. Nick apprende che questi dinosauri sono ibridi, creati anche con l’aiuto di DNA canino e umano, per aumentarne l’obbedienza e il problem solving. Inoltre, è stata loro fornita l’abilità di mimetizzarsi con l’ambiente circostante.

La Grendel International Corporation ha bisogno come non mai di ulteriore DNA per continuare i loro audaci esperimenti genetici, ma senza la bomboletta di schiuma da barba (e la cooperazione di Nick nel rivelare dove è stata nascosta) l’impresa è ardua.

Nick e Joyce salgono su una Land Rover e si dirigono verso una struttura di addestramento. A Nick viene mostrata una situazione di salvataggio di un’ostaggio, in questo caso una ragazzina, glissando sfortunatamente sui motivi per cui dei dinosauri sarebbero più efficaci di un personale addestrato.

Fra parentesi, questo a mio parere è un secondo, grosso problema di questa sceneggiatura. Non ho problemi a credere a dinosauri geneticamente modificati e a castelli svizzeri se la storia sta in piedi con decenza, i personaggi hanno motivazioni plausibili, e l’arco narrativo ha coerenza con se stesso e con i film precedenti.

Non spiegare passaggi importanti e non sistemare sviluppi di questo genere sulla carta, prima di girare il film, non crea altro che problemi. Una delle principali critiche a Jurassic World, per esempio, fu quella dell’implausibilità di utilizzare i raptor sul campo di battaglia, e di come questi potessero essere superiori ad armi chimiche, droni, o resistere delle settimane senza essere spazzati via dal primo colpo di cannone di un tank.

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Tornando allo script, dopo le dimostrazioni Nick accetta il lavoro, seppur pieno di dubbi e non del tutto convinto del suo ruolo. I Deinonychus vengono mostrati scovare delle mine, resistere al suono assordante di mitragliatrici a salve e portare a termine con successo difficili percorsi ad ostacoli.

Durante una cena viene finalmente introdotto l’eccentrico personaggio di Baron Von Drax, mente (e DNA) dietro l’intera operazione.

E…

Ero tentato di continuare e rivelare anche il finale (non che ci sia molta concorrenza, ad ora siamo l’unica testata in Italia ad aver parlato della sceneggiatura) ma ora tocca a voi andare a caccia di questo script per i meandri “dell’internet” e cimentarvi nella lettura del terzo atto.

Pensavate che vi avrei dato la pappa pronta?

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E ora, passiamo a una riflessione.

ERRORI DI SCENEGGIATURA (E DI SCHIUMA DA BARBA)

Ricordiamoci che lo script, nella versione che circola per la rete, è comunque ancora una bozza, per cui eventuali errori e sviste di sceneggiatura possono essere presenti. Il più vistoso e difficile da correggere, a mia opinione, riguarda la scelta di inserire nella narrazione il recupero del contenitore di schiuma da barba dato a Nedry da Dodgson nel primo film.

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In Jurassic Park ci viene ricordato come il contenitore di schiuma Barbasol tenesse gli embrioni sottozero per un periodo limitato, di poco superiore ad un giorno. La possibilità che sia sopravissuto così a lungo sull’isola prima di essere recuperato è un’evidente mancanza di riguardo e grossolana svista verso il primo film.

Per chi ha avuto la fortuna di giocare lo splendido (e decisamente sottovalutato) Jurassic Park: The Game di Telltale Games (disponibile per Xbox 360, PlayStation 3, Microsoft Windows, iOS e Macintosh) si ricorderà sicuramente la parte dedicata agli impiegati BioSyn Nima Cruz e Miles Chadwick, alla ricerca del sopracitato barattolo di schiuma. Ricerca contro il tempo, avviata la stessa notte della scomparsa di Nedry, per evitare che gli embrioni si scongelassero.

IN CONCLUSIONE

Per una volta concordo con Colin Trevorrow. Lo script, nella sua forma attuale, riesce nell’incredibile compito di conglomerare supercattivi Svizzeri, spietati mercenari, dinosauri-soldato e castelli medievali. Il risultato è inizialmente spiazzante, ma la sensazione lascia il passo alla curiosità di vedere in scena il tutto, magari leggermente rifinito sui dialoghi (alcuni scambi fra personaggi risultano piuttosto grezzi e amatoriali).

I paragoni e similarità con Jurassic World e Fallen Kingdom, infine, sono stati discussi fino all’inverosimile e non sono lo scopo di questo nostro articolo. Nel caso vogliate approfondire, questo articolo di Screen Crush è un buon punto di partenza

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