Intervista esclusiva ad Antonio Di Iorio, il co-compositore della colonna sonora di Godzilla e Kong: Il Nuovo Impero di Junkie XL.
di Matteo Berta
Oggi abbiamo avuto nuovamente il piacere di intervistare Antonio Di Iorio, compositore italiano che ha collaborato con Tom Holkenborg (aka Junkie XL) alla colonna sonora di Godzilla x. Kong: Il Nuovo Impero.
È un’emozione indescrivibile osservare il percorso di crescita di un individuo nel corso degli anni, ancora più gratificante quando si tratta di qualcuno come Antonio, conosciuto quasi vent’anni fa grazie a una collaborazione con mio fratello Francesco Berta, in un progetto per cui scrisse la musica. Oggi, questo talentuoso compositore ha scalato vette impensabili, trovandosi al vertice come co-composer per film di Hollywood. In questo articolo desidero esprimere la mia profonda gratitudine verso Antonio per avermi concesso l’opportunità di testimoniare la sua straordinaria crescita professionale.

Siamo entusiasti di parlare della colonna sonora del film “Godzilla x Kong: The New Empire”, una produzione cinematografica che catturerà l’immaginazione di milioni di spettatori in tutto il mondo. Come per il precedente capitolo, siamo sicuri che la sua musica svolgerà un ruolo fondamentale nell’accompagnare e amplificare l’esperienza visiva del film. Ci interessa conoscere il processo creativo dietro la composizione di queste tracce iconiche, i temi musicali che hanno accompagnato i personaggi e come la sua collaborazione con Tom Holkenborg abbia influenzato il risultato finale.
Quando hai iniziato a lavorare sulla colonna sonora di “Godzilla x Kong: The New Empire”, quali erano le tue prime idee e ispirazioni per la musica del film?
Il piano d’azione era ben definito e chiaro. Sia il regista che i produttori avevano l’intenzione di mantenere il linguaggio musicale instaurato nel primo Godzilla Vs Kong, ma con l’obiettivo di portarlo ad un livello superiore, sviluppandolo in modo più articolato. L’idea era di mantenere dei punti di connessione con il precedente film, ma al contempo realizzare una colonna sonora nuova e più ricca che si estendesse su diversi fronti , sia tematici che sonori, oltre al dover creare nuovi colori musicali che caratterizzassero le elettrizzanti ambientazioni mai viste prima.
La presenza di nuovi personaggi fondamentali per la trama mi ha offerto l’opportunità di creare temi musicali completamente nuovi. All’interno del film, avremo circa 4-5 temi mai ascoltati prima, i quali si intrecceranno in base agli eventi e alle interazioni tra i personaggi. Questo approccio aggiunge un elemento fresco e innovativo alla colonna sonora, contribuendo a enfatizzare la complessità della narrativa e l’evoluzione dei personaggi.
Puoi condividere con noi il processo creativo che hai seguito per sviluppare i temi musicali principali del film? C’è stato un personaggio o un’ambientazione specifica che ha guidato il tuo approccio compositivo?
Naturalmente, essendo il seguito di Godzilla vs Kong, ho ripreso i tre temi principali che hanno caratterizzato il primo film. Tuttavia, l’obiettivo di questo secondo capitolo era far interagire il materiale musicale con le immagini, trasformando i temi conosciuti attraverso variazioni nella melodia, nell’armonia, nel ritmo, nella strumentazione, nella produzione, nell’uso di sintetizzatori, nella stratificazione e nel contesto in cui i temi sono inseriti. I processi creativi e tecnici coinvolti nello sviluppo dei temi per questo nuovo contesto sono stati estremamente complessi, rappresentando uno sforzo creativo significativo. Non si tratta semplicemente di un riutilizzo, ma di una vera e propria trasformazione.
Per esempio, per quanto riguarda Godzilla, il personaggio subisce un’evoluzione all’interno del film, e il suo tema associato ha subito una metamorfosi importante, soprattutto a livello sonico, con sperimentazioni elettrizzanti.

Come menzionato precedentemente, ci sono anche 4-5 nuovi temi che accompagnano i nuovi personaggi (e non solo) introdotti nel corso della storia. Questi temi sono stati di fondamentale importanza per i filmmaker nel processo di sviluppo della trama. Un aspetto interessante è stato caratterizzare questi temi anche dal punto di vista ambientale dei personaggi, includendo la scelta degli strumenti e il feeling generale. La flessibilità di questi temi è stata cruciale sin dalla loro creazione, poiché dovevano adattarsi a una varietà di situazioni nel film, da momenti intimi a scene d’azione, da situazioni drammatiche a momenti di grande impatto. Pertanto, ho avuto sempre l’occhio rivolto al “come utilizzerò questo tema nel corso del film”.
Hai lavorato in collaborazione con Tom per questa colonna sonora. Ci puoi parlare del vostro processo di lavoro insieme, di come si sia arrivati al lavorarci insieme e di come avete integrato le vostre visioni musicali per il film?
Durante la realizzazione del secondo film, ci sono stati nuovi ostacoli da affrontare rispetto al primo. A differenza del primo film in cui il mio ruolo era accreditato come “additional composer” (anche se ero il solo coinvolto), questa volta Tom ed io siamo arrivati alla medesima conclusione che sarebbe stata la vetrina perfetta per fare quel passo in avanti in più, e difatti ho ottenuto il riconoscimento di “Co-compositore”, accreditato sia nei titoli di testa che di coda. Questo ha implicato una completa responsabilità da parte mia nel prendere decisioni creative e interagire con i filmmaker e il music editor, affrontando incontri cruciali insieme a Tom con il regista e i produttori.
Tuttavia, il mio ruolo è rimasto sostanzialmente lo stesso in entrambi i film. Questo nuovo credito di co-compositore rappresenta il culmine di anni di collaborazione con Tom. Quando ho iniziato a lavorare con lui nel 2016, l’obiettivo era quello di assumere la responsabilità di più progetti da affrontare da solo. In film come The Dark Tower, Tomb Raider, Alita Battle Angel, Mortal Engines, Terminator Dark Fate, Sonic The Hedgehog, Godzilla Vs Kong diciamo che lka figura di additional composer era già stretta, dal momento in cui più volte mi sono ritrovato a lavorar da solo come unico compositore. In alcuni tra i primi titoli invece, sono stato affiancato da alcuni del team di Tom che si occuparono di altri cue.

Pertanto “Godzilla x Kong The New Empire” rappresenta il raggiungimento di questo obiettivo, il traguardo che avevamo pianificato sin dall’inizio.
Nonostante ci siano stati due anni in cui, dopo aver intrapreso progetti personali, non ho collaborato direttamente con Tom ma ho lavorato su altri progetti per diversi compositori, il nostro legame professionale è rimasto forte. Ho avuto il compito di definire il linguaggio musicale del primo film in base alle richieste dei registi, e questa volta è stato naturale continuare su quella strada, portando il linguaggio musicale a un livello successivo come richiesto dai produttori e dal regista.
Quali strumenti musicali o tecniche hai utilizzato per creare l’atmosfera e l’emozione richieste per le diverse scene del film?
Durante la fase iniziale del processo creativo, col mio team (formato da due carissimi colleghi nonché amici, Shwan Askari e Jarrod Royles-Atkins) abbiamo dedicato molto tempo alla sperimentazione e alla ricerca di strumenti unici, specialmente quelli di natura etnica. Abbiamo anche lavorato intensamente sull’assemblaggio di nuovi suoni nel reparto delle percussioni. L’impiego massiccio di synth, sound design e campionamenti appositamente creati per questo film è stato essenziale, motivato dalla trama complessa, dagli sviluppi della storia e dall’introduzione di nuovi personaggi mai visti prima. Il lavorare in team nella musica da film moderna è di cruciale importanza. Se poi lo si fa con amici importanti, il viaggio risulta più leggero.
Ho voluto (sotto richiesta dei filmmakers) contraddistinguere ogni personaggio, ambiente e collettività (il popolo Iwi) distintamente, caratterizzando le loro fisionomie e natura attraverso temi musicali particolari e ricerche sonore uniche. La gamma è ampia, spaziando dal puro sound design con suoni potenti fino a combinazioni insolite come varietà di mallets (marimbe varie e particolari, più altri tipi etnici) accompagnata dal corno, fagotto e diversi synth per la parte melodica. Ho utilizzato synth pesanti ed elettrici, insieme a synth pulsanti che presentano riff distintivi e predominanti, i quali si ripetono in modo significativo lungo l’intero corso del film. I riff stessi contribuiscono in modo sostanziale all’identità di ciascun personaggio.
Tutto ciò è stato integrato nell’utilizzo di un’orchestra titanica, ma la varietà è fondamentale nel nostro approccio. Momenti caratterizzati da synth si alternano a quelli orchestrali, e nel corso del film, queste due componenti si intrecciano sempre di più, creando un’esperienza sonora diversificata e coinvolgente.
Durante l’iniziale processo di composizione, hai avuto modo di vedere scene del film o hai lavorato principalmente sulla base di descrizioni e concept art? Hai lavorato al film in ordine cronologico? E in che modo questo ha influenzato il tuo lavoro?
Prima ancora di vedere il film, sapevo che avrei dovuto creare un soundscape completamente nuovo, focalizzato su elementi etnici, melodici, atmosferici e, naturalmente, su immancabili scene d’azione poderose e massicce. Il processo iniziale si è concentrato sulla ricerca delle librerie sonore adeguate e sulla creazione dei suoni giusti. Un periodo iniziale significativo è stato dedicato allo studio approfondito e all’esplorazione creativa.
Quando è arrivato il momento di comporre per le prime scene richieste, avevo già una chiara visione, grazie alla tavolozza di colori sonori che avevo preparato per il film. Ho iniziato a scrivere direttamente per il film stesso, senza concept art. Mentre la CGI non era ancora completata, ho dovuto immaginare il processo visivo definitivo in molte occasioni, considerando spesso momenti di animazione primordiale e pannelli verdi.
La realizzazione dei cue è stata per la maggior parte cronologica, seguendo il fluire della storia. Poiché la trama evolveva, la musica doveva accompagnarla parallelamente. Ho preferito evitare di saltare da un cue all’altro o da un reel all’altro senza completare il precedente, poiché ogni successivo era condizionato dall’antecedente. Questo approccio è congeniale a me e, in generale, è un modus operandi che adotto spesso nella realizzazione di colonne sonore. A meno che non ci siano specifiche richieste della produzione di affrontare determinate scene prima di altre, come è accaduto nel primo “Godzilla Vs Kong”, dove mi è stato chiesto di comporre per la sequenza della battaglia nell’oceano della Tasmania (Tasman Sea) come prima scena, nonostante la storia fosse già in corso.
In Godzilla x Kong ci sono stati solo due cue di cui mi è stato chiesto di attendere, e cioè i due iniziali, dal momento che la lavorazione dei titoli di testa da parte dei filmmakers era ancora un work in progress. Quindi è stato solo alla fine dell’intero processo compositivo che mi sono ritrovato a scrivere l’opening (Main Title Theme) che conduce ai titoli iniziali e il cue che conduce al panel logo del film. E credo che questo sia stato un bene, dato che ho potuto in questo modo portare tutto il peso della musica scritta fino a quel momento, facendola esplodere nel giusto sviluppo e peso.

Abbiamo visto nei trailer una vasta gamma di ambientazioni, paesaggi urbani, giungla, deserti. Come hai affrontato la sfida di creare musica che si adattasse a questi diversi mondi all’interno del film?
Questa sfida è stata una delle molteplici nel processo creativo. Mi sono impegnato nel conferire a ciascuna ambientazione una conformazione sonora precisa e distintiva, una caratteristica fondamentale nei film a cui Tom lavora. Dal punto di vista sonoro, ogni ambiente è stato dotato di un leitmotiv melodico e sonoro unico.
Per creare l’atmosfera primordiale e minacciosa, ho sperimentato con combinazioni di tamburi di diverse dimensioni e caratteristiche, cercando di generare sonorità che differissero dal film precedente. Ho utilizzato sound design specifici, unici e talvolta ispirati a elementi animali e naturali, per conferire un tocco distintivo e riconoscibile a ciascun ambiente. L’approccio ha incluso l’impiego di combinazioni corali particolari ed etniche, coinvolgendo addirittura 4 cori diversi con timbri distinti.
L’uso dei sintetizzatori, sia in termini melodici che armonici che di riff, insieme a effetti sonori, è stato ampio. L’orchestra ha svolto un ruolo significativo, con una produzione di alta qualità che, seppur importante, è stata sempre funzionale e mai eccessivamente enfatica. Non si tratta semplicemente di sovrapporre suoni, ma piuttosto di utilizzare layer ben definiti e precisi che conferiscono unità e carattere distintivo all’intero soundscape.
C’è una scena o un momento specifico nella colonna sonora di “Godzilla x Kong: The New Empire” di cui sei particolarmente orgoglioso o che ti ha presentato una sfida unica durante la composizione?
Senza dubbio, il momento di cui vado più fiero riguarda la sequenza in cui viene svelata una creatura imponente, meravigliosa e di cruciale importanza, destinata a conquistare il cuore del pubblico. La sua presenza è così grandiosa, angelica e mistica che il tema musicale creato per essa è nato in modo spontaneo, dimostrandosi estremamente flessibile e plasmabile per i suoi successivi sviluppi.

Questo tema viene anticipato in alcune sequenze precedentemente, in momenti cronologicamente anteriori, quando vengono scoperte le prime tracce della creatura. Ho disseminato in modo sottile alcuni indizi in queste fasi preparatorie. Tuttavia, il tema esplode in modo trionfante quando la creatura si rivela completamente. Nelle scene d’azione successive, questo tema risuona e si scontra con gli altri temi in gioco, creando un dinamismo coinvolgente e un’esperienza sonora avvincente.
Considerando che il regista ha accennato a diverse scene focalizzate esclusivamente sui Kaiju protagonisti, potresti condividere con noi quale sia stato il tuo approccio musicale per sostenere e amplificare l’impatto emotivo di queste scene? in particolare nel contesto del film, ogni Kaiju sembra avere una sua identità distintiva. Hai sviluppato temi musicali specifici per ciascun mostro, seguendo un approccio simile a quello di Bear McCreary per “King of the Monsters”?
Certo, ogni Kaiju è dotato di una sua identità tematica unica, creata appositamente per caratterizzarli. Nel processo creativo, l’attenzione si estende anche all’aspetto sonoro sperimentale, un elemento fondamentale nei film guidati dalla visione di Tom. Non ci limitiamo a creare una semplice linea melodica che si adatti perfettamente alla natura del personaggio, ma ci immergiamo anche nella ricerca del tipo di suono più appropriato.
L’approccio varia notevolmente, spaziando dal puro sound design fino all’impiego di synth che generano impatti emotivi ed epici, combinati con l’orchestra. Alcuni Kaiju possono essere caratterizzati da ottoni gravi con l’aggiunta di resample, mentre altri potrebbero richiedere l’uso di sintetizzatori e sound design potenti ed elettrici. La diversità nell’approccio sonoro contribuisce a definire in modo unico ciascun Kaiju, enfatizzando la loro individualità e presenza nel contesto del film.
Generalmente, i Kaiju sono accompagnati da temi musicali grandiosi e maestosi. Tuttavia, il film presenta anche momenti di fragilità e sensibilità, specialmente con i personaggi di Jia e Kong. Hai adottato un approccio simile nella rappresentazione musicale di Suko (mini Kong), creando temi più semplici e intimi per rifletterne la vulnerabilità?
Il tema di Suko si è rivelato uno dei momenti più cruciali e significativi per il film, con i filmmakers che ne hanno immediatamente sottolineato l’importanza come una delle massime priorità. Mi è stato richiesto di creare una mini-suite dedicata a questo personaggio, esplorando timbri sonori unici per renderlo distintivo. Date le sue caratteristiche, ho adottato un approccio molto intimo e delicato, utilizzando mallets particolari, resamples e combinazioni sonore di corno, fagotto e due synth per la parte melodica.

Quando ho presentato questa suite, la reazione dei filmmakers è stata straordinaria. Mi hanno comunicato che stavo apportando al film quella sottile ma potente spinta che lo avrebbe elevato. Ho un legame affettuoso con questo tema e con gli accorgimenti sonori e di arrangiamento che lo rendono unico. L’emozione e l’epicità che emergono quando questo tema è inserito anche nelle sequenze d’azione sono notevoli. Inizialmente concepito come un tema intimo, fragile e introspettivo, averlo potuto usare poi in modo esposto e maestoso in scene d’azione mastodontiche crea un’esplosione di emozioni, lasciandomi letteralmente con la pelle d’oca, e questa è la speranza più grande che nutro per il pubblico.
Alla fine, questo rappresenta il vero scopo del compositore.
Non siamo qui solo per creare musica, ma per suscitare emozioni genuine in chi ascolta, in chi guarda il film, in modo che sia consapevolmente o inconsciamente travolto dalla ondata sonora musicale da noi concepita.
Non c’è nulla di più magico, meraviglioso e appagante di questo.
Ringraziamo Antonio per la disponibilità che ci ha concesso, di seguito trovate il link per ascoltare la colonna sonora completa di Godzilla vs. Kong!