Il capolavoro di Spielberg navigava in acque oscure, eppure è emerso per lasciare il segno.
di Matteo Berta
Abbiamo giusto parlato del cinquantesimo compleanno di Bruce, e ora è arrivato il momento di gustarsi un documentario che ne mostra i retroscena produttivi. “Jaws @ 50: The Definitive Inside Story”, disponibile in Italia su Disney+ dall’11 luglio, è molto più di un semplice documentario celebrativo: è il racconto crudo, onesto e sorprendentemente intimo della nascita di uno dei film più iconici della Storia del cinema. Tra tutti i documentari realizzati su Lo Squalo, questo è quello che scava più a fondo, restituendo una visione completa non solo della produzione, ma anche dell’impatto culturale e personale che il film ha avuto sul suo creatore, Steven Spielberg.

La produzione di Jaws è entrata nella leggenda per quanto fu ostica e disastrosa. All’inizio si trattava di un piccolo film horror tratto dal romanzo di Peter Benchley, da girare in 55 giorni con un budget di 3,5 milioni di dollari. In realtà, le riprese durarono più di cinque mesi (quasi 160 giorni) e il budget triplicò, arrivando a sfiorare i 9 milioni. Le difficoltà nacquero principalmente dalla scelta di girare quasi tutto in mare aperto al largo di Martha’s Vineyard, una decisione estremamente coraggiosa ma logisticamente devastante. Il famoso squalo meccanico “Bruce“, progettato per essere realistico, si guastava di continuo a causa dell’acqua salata, al punto che molte scene furono riscritte per suggerire la presenza dello squalo invece di mostrarlo, una scelta narrativa che si rivelò poi geniale.

Nel documentario, Spielberg racconta con grande vulnerabilità come questa esperienza l’abbia segnato profondamente. Ogni giorno si svegliava convinto che quello sarebbe stato il suo ultimo sul set, e la pressione lo portò a un crollo psicofisico: ebbe veri e propri attacchi di panico, con sintomi simili a un infarto, e per anni fu tormentato da incubi legati al film. All’epoca non si parlava ancora di PTSD, ma oggi lo stesso regista riconosce che quello fu un trauma vero e proprio. Nonostante tutto, il risultato fu rivoluzionario: Lo Squalo uscì nell’estate del 1975 e divenne il primo vero blockbuster della Storia, inaugurando il concetto di “film evento” estivo e battendo ogni record al botteghino. Per molti anni fu il film con il maggiore incasso di sempre.

Ma il documentario non si limita a raccontare un successo artistico: analizza anche le conseguenze, spesso trascurate, che il film ebbe sul piano sociale e ambientale. Dopo l’uscita, crebbe enormemente la paura degli squali tra il grande pubblico, e con essa aumentò la caccia indiscriminata, portando a un drastico calo di alcune popolazioni marine. Lo Squalo contribuì involontariamente alla demonizzazione dello squalo bianco, e innescò una vera e propria moda di pesca sportiva mirata a “imitare” i personaggi del film. Ancora oggi il commercio illegale delle pinne di squalo è una delle piaghe ambientali più gravi, e il documentario lo ricorda senza sconti, evidenziando quanto il cinema possa influenzare anche inconsapevolmente il rapporto dell’uomo con la natura.

Tra le rivelazioni più affascinanti presenti in Jaws @ 50 ci sono aneddoti e testimonianze mai raccontate prima. Greg Nicotero, regista e maestro degli effetti speciali, racconta come uno dei modelli originali dello squalo fu ritrovato, restaurato e infine donato al Museo dell’Academy, dove oggi è visibile al pubblico. Il documentario esplora anche aspetti tecnici, come la scelta di girare con cineprese manuali su barche instabili per restituire un effetto più realistico. E viene finalmente approfondita la nascita di una delle battute più celebri della storia del cinema, “You’re gonna need a bigger boat”, improvvisata sul set in un momento di frustrazione e diventata, contro ogni previsione, una delle firme del film.

“Jaws @ 50 The Definitive Inside Story” non è soltanto un dietro le quinte: è un racconto emotivo, tecnico e culturale che dimostra come il capolavoro di Spielberg non sia nato da un piano perfetto, ma dal caos, dalla paura, dal coraggio e dall’invenzione. È un documento indispensabile per comprendere davvero l’eredità de Lo Squalo, un film che ha cambiato Hollywood, la carriera di Spielberg, e persino il modo in cui guardiamo il mare.
Sapevo che Jaws avesse avuto un percorso un po’… “accidentato”, ma non sapevo del trauma di Spielberg.