IN THE HEART OF THE SEA

IN THE HEART OF THE SEA (No Spoiler) di Matteo Berta

 

Il binomio Uomo-Mostro ha caratterizzato la narrativa fin dai tempi più remoti, per poi diventare estremamente rilevante e universalmente riconosciuto in casi iconici come quello della caccia alla Balena Bianca di nome Moby Dick dello scrittore Herman Melville, di cui questo film ne trae molta della sua linfa vitale.

La tragedia della Essex, che ci importi o meno, diventa l’espediente principale per buttarci a capofitto nelle suggestioni (soprattutto visive) di questo incontro tra l’uomo, in particolare il protagonista primo ufficiale Owen Chase e il grande mostro, mostratoci esteticamente come un mastodontico capodoglio carente di melanina. Ebbene si, la grande bestia non ci viene spiattellata nel suo grande manto bianco come vive nell’immaginario comune, ma sembra quasi la sua versione più verosimile: obbiettivo principale di questa storia. Il mostrare “il dietro le quinte” della storia di Melville non vuol dire buttarsi di prepotenza in un prodotto documentaristico, ma come sempre il vecchio Ronny Howard, ci romanza e condisce una storia che cerca di accontentare un po’ tutta l’audience. Abbandonare il cinemascope e impregnare la fotgrafia con scelte estreme, sono solamente due dei molti accorgimenti visivi di questa pellicola che, nelle parti puramente action, si mostra in tutta la sua grandezza, abbandonandosi in panoramiche altamente suggestive alternate a “macro” rappresentazioni di virtuosismi visivi e logiche altamente moderne. Spicca una “Whale-Cam” in diverse situazioni, dove sembra quasi che si possa vivere le varie vicende attraverso il punto di vista della balena, per non parlare dei continui “passaggi di mondi”, dove la camera simula il movimento del remo o semplicemente dello “sballonzamento” delle scialuppe e ci mostra a ritmo di ondate, il mondo superiore caratterizzato da uomini spesso arroganti e disumani e un mondo inferiore composto da maestosità semplici.

Questo film è un contenitore di molte idee, o di non idee se pensiamo alla colonna sonora di Banos, facilmente dimenticabile (non mi sarei mai aspettato di pensarlo, ma forse il vecchio Ronny ha abbandonato un po’ troppo presto il vecchio Hans); questo lavoro ci riporta alla luce quei vecchi conflitti divenuti storici, ma spesso fin troppo attuali.

Una bella storia, forse quasi inaspettata.

Si prevedeva un grande Monster Movie, ma ci si trova di fronte ad una lotta per la sopravvivenza, anche se in dieci secondi di sequenza di sguardi, posso ritrovarci il riassunto delle cinquanta pagine della mia tesi, intitolata appunto: Monster Movie.

Heart Of The Sea – Le Origini Di Moby Dick

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...