Il Grande Goblin. (Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato)

Il Grande Goblin. (Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato) di Matteo Berta

La saga fantasy nata dalla penna di Tolkien vanta una serie smisurata di straordinarie creature, sia benevole che maligne. Come dimenticare l’epico scontro “volante” tra Gandalf il grigio e lo spaventoso Balrog, per non parlare della raccapricciante Shelob, aracnide feroce nel regno di Mordor, fino ad arrivare ai maestosi olifanti e a tutte le straordinarie creature di quella grande storia.

Sotto l’effetto della “sindrome di George Lucas”, il buon vecchio Peter Jackson, dopo i non troppo “Amabili Resti” e l’autodistruzione psicofisica per quella meraviglia di Kong, ritenne doveroso ritornare alla famosa saga che lo rese celebre (e notevolmente ricco) decidendo di trasporre “Lo Hobbit” una delle prime fatiche di Tolkien del filone della Terra di Mezzo.

La trilogia cinematografica estrapolata da quel libro (raccontabile benissimo in un cortometraggio), non riscosse lo straordinario successo come quello ottenuto dalla trilogia originale, ma fece comunque la sua sporca figura e per quanto ci riguarda, ci offrì molti nuovi mostruosi spunti.

Nel primo film dei tre troviamo un personaggio interessantissimo. Il grande Goblin, nei romanzi originali è trattato come personaggio secondario, descritto semplicemente per l’essere orrendo e abominevole, ma nel film vi troviamo una descrizione molto più ironica, come se fosse una trasfigurazione aberrante di una ventina di vizi degli uomini. Oltre a risultare come il più grande è schifoso tra i goblin, ci appare come una figura che sarebbe calzata a pennello in qualche girone dantesco. Il grande Goblin, lo incontriamo per la prima volta quanto la compagnia di Thorin Scudodiquercia, diretta verso Erebor, si ferma a riposare in una caverna tra le montagne, cadendo inevitabilmente in una delle trappole poste dai goblin e quindi in prigionia del possente grande supremo, definito dai suoi sudditi come il Re. Questo personaggio è interepretato in motion capture da Barry Humphries, noto ai più come attore di teatro e ricordato al cinema come doppiatore per il film “Alla ricerca di Nemo”. Il re dei Goblin è grottesco, imponente, avido e si dimostra estremamente codardo nel momento in cui la compagnia di nani mostra le spade forgiate dagli elfi, spade estremamente nemiche per goblin e orchi.

Le scelte visive decise per quell’epico scontro tra la compagnia dei nani e il grande Gobiln assieme ai suoi subordinati sono estremamente efficaci, si passa da primi piani raccontati con la camera a mano, fino a piani lunghi digitali che ricordano le avventure di videogames in due dimensioni. Il re dei Goblin non partecipa allo sconto, egli interviene solamente una volta per dare qualche “mazzata” per poi essere spedito al di sotto di uno dei piani in legno della grande caverna dei goblin.

Questo grande antagonista verrà eliminato dal provvidenziale intervento di Gandalf e con preciso fendente gli aprirà lo stomaco e il possente re si dichiarerà sconfitto in modo teatrale.

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