STAR WARS: THE FORCE AWAKENS

STAR WARS: THE FORCE AWAKENS

Recensione SPOILER di Matteo Berta.

Difficile definire spoiler questo articolo, dal momento che basta riguardarsi “A New Hope” per scoprire le linee guida di questo nuovo capitolo della saga. Non è semplice da ammettere, ma questo non è Guerre Stellari, almeno per come lo abbiamo conosciuto, ammetto che era difficile ritornare alla magia di quando lo vidi in VHS noleggiata all’ancient monument Blockbuster, ma ritengo altrettanto difficile andare così distanti. Nonostante ripercorra la struttura narrativa del primo film, questo risveglio della forza non è così percepibile, esso viene oscurato dalla grande menzogna del “avremo dei real set” (forse due), dalla banalità di molti dei dialoghi (forse peggio di alcuni dei prequel), dalle troppe poche motivazioni costruite addosso ai personaggi (un antagonista in conflitto con se stesso già dopo due minuti di film), all’estrema voglia di riportare sul piedistallo un glorioso passato che non vede l’ora di andare per la propria strada (vedi Lucas sul redcarpet che esclama “mollami figa!” nei confronti di J.Jar “Strizzatina” Abrams) e da tutta quella paura che si percepisce nel regista stesso, che preoccupato di non accontentare tutti, rischia di non accontentare nessuno del tutto.

John Williams, uno dei principali motivi che mi ha spinto a precipitarmi in sala, sembra essere rappresentato da un povero vecchietto che cerca di stare dietro ad un giovane ansioso che cammina freneticamente per la città, ovviamente la score necessita di un secondo ascolto (come il film dopotutto) ma sembra esserci poco di ciò che siamo stati abituati a “sentire” dal connubio Williams-Lucas, sembra essere costretto a spiattellare forzatamente i classici leitmotiv e riempire con superficialità e quasi a mo di “esercizio di stile” tutto il resto del minutaggio, e se rischia di toppare uno dei più grandi musicisti viventi, non è decisamente un bel segno (anche quando Williams è sottotono, compone comunque la migliore colonna sonora dell’anno). Ovviamente non sono mancati i momenti emozionanti, ma sembrano essere rari all’interno di un oceano di aspettative deluse.

Anche quando vengono proposte buone idee, esse si sputtanano da sole, come l’abbastanza struggente distacco tra Leia (decidetevi o Leila o Leia) e Han (decidetevi Ian o Han) per via del figlio in crisi adolescenziale, giocato dopo mezz’oretta di film; se vuoi proprio riproporre un “Sono tuo padre” (o meglio un “ricordati che sono tuo padre”), giocatelo nel finale! Ficcagli la spada e svelaci il vero legame. Un’altra buona idea (forse) dissolta è quella del nuovo maestro Sith (dovrebbe essere Plagueis dalle fattezze) presentato come gigante in una sala oscura si svela essere solamente un ologramma, ma a me piace pensare che sia abnorme. La mia più grande paura infine si è avverata, la possibilità che ci buttassero in una storia senza un credibile espediente che colleghi con la trilogia precedente si è concretizzata. Dopo la pace e la democrazia in tutta la galassia arrivano un gruppo di nazisti rifugiati che con quattro cannonate ritornano al potere, cioè Coruscant a fare in chiurlo così?. Abrams, elimini quasi del tutto i flare ma aumenti le strizzatine, tre pianeti che sembrano il clone di Hoth, Endor e Tatooine, la versione più giovane di Tarkin, il cosplayer di Vader (anche se nel complesso non mi è dispiaciuto il Kylo) con qualche problema di rabbia (“ma perchè spachi tuto cazo dai cazo, io qua lavorare ventiquattro ore al giorno cazo dai cazo!”). Dal punto di vista sonoro ci sono state delle buone scelte con cambiamenti abbastanza radicali anche nel duello con le spade e l’eliminazione del riciclo di molti suoni dei precedenti film. La scena finale sembra diretta da uno studente del primo anno di regia, dove vediamo Luke in vacanza (citando l’amico Giovanni) in Cornovaglia.

La nuova eroina, non solo creata per aggiungerla alle altre principesse Disney, sembra funzionare, un personaggio pulito e onesto (forse l’unico tra tutti). Finn sembra più comparsa, un altro già in conflitto dopo due minuti di film, comunque abbastanza irrilevante. Harrison Ford è stanco.

Un film divertente, a volte emozionante, ma difficilmente stellare.

Star Wars – Il Risveglio Della Forza (Blu-Ray + Disco Bonus)

 

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