Il Nome della Rosa: qualche considerazione di uno storico

Il Nome della Rosa: qualche considerazione di uno storico

di Giovanni Siclari.

Ogni tanto anche uno storico sente il bisogno di staccare la spina dai libri, dalle raccolte di fonti, documenti e qualsiasi altra cosa. La scelta migliore per una serata rilassante risiede sicuramente nella visione di un classico che non stanca mai, stiamo parlando de Il nome della rosa, film del 1986  tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco del 1980.

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Come sempre il mio invito è quello di leggere il libro perché arricchito di dettagli, che consentono una lettura “ a strati “ a seconda del grado di curiosità del lettore e che fanno del Nome della rosa un testo per tutti: un testo per chi si avvicina al genere, per chi il genere lo conosce e per chi fa della storia medievale il suo mestiere.

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In ogni caso, non è del libro che vogliamo parlare oggi ma del film. Film che io inserisco nella classifica dei miei 3 preferiti perché è in grado di soddisfare qualsiasi tipo di persona, cosa oggi non sempre riscontrabile.

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Ebbene il film è davvero un calderone dove possiamo trovare di tutto: streghe, eretici, omosessuali, assassini, inquisitori, superstizione…tutte parole che rimandano a un Medioevo molto lontano ed esotico e che forse tenderebbero a confermare l’esistenza di un pregiudizio ingiusto che etichetterebbe i mille anni di Medioevo come un “ periodo buio “, cosa ovviamente sbagliata. Quali altri elementi allora possiamo trovare in questo film che potrebbero risollevare questo periodo  dall’ingiusta etichetta? Sicuramente la grande produzione e arte dei manoscritti benedettini, la presenza di una produzione culturale libraria nuova che si fonda però sulla riscoperta e rielaborazione dei trattati di filosofia e della commedia antica, le tensioni interne ad un’ordine rivoluzionario quale quello dei frati Minori (i francescani per intenderci, nato nella prima metà del XIII secolo da Francesco d’Assisi) che vede al suo interno un frattura tra chi ricerca l’inserimento dell’Ordine nell’ortodossia cattolica, pena la minaccia di diventare eretici, e la corrente più radicale degli spirituali che ricercano un ritorno alla vera povertà evangelica, voluta e ricercata dallo stesso Francesco.

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Filo conduttore però di questi elementi è l’arte di saper pensare e di avvalersi della cultura come strumento per risolvere le diverse difficoltà della situazione, gli enigmi e sopravvivere ad un libro che ogni volta che viene letto provoca la morte di qualcuno. Ma perché un libro dovrebbe essere così pericoloso e una minaccia per qualcuno? Il libro risulta essere una minaccia, per via del suo contenuto totalmente eversivo atto a mettere in discussione tutto l’ordine del mondo medievale del XIV secolo, e questo ce lo spiega bene il Venerabile Jorge “ il riso resta lo sfogo dell’uomo volgare, ma cosa succederebbe se per colpa di questo libro, gli uomini saggi andassero affermando che è possibile ridere di tutto: possiamo ridere di Dio? Il mondo precipiterebbe nel caos “.

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Oltre ai contenuti e ai messaggi culturali presenti in questo film, non possiamo non parlare del fatto che per la prima volta, e in modo compiuto, vengono dati sentimenti “ umani “ agli uomini del medioevo, che non sono tutti buzzurri, ignoranti, vili e corrotti ma anche profondamente umani. Pensiamo all’amore che si instaura tra la giovane contadina e il giovane Adso da Melk, o alla richiesta che quest’ultimo fa a Guglielmo da Baskerville, dove gli chiede di “ ascoltare la sua confessione “ ma il buon maestro preferisce ascoltare “ le confidenze di un amico “, iniziando così dell’amore e della donna come oggi si farebbe con un caro amico e confidente.

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Cosa dire allora di questo film? Le cose da dire sono tante e su alcune non ho le competenze per esprimere un parere utile. Sul piano squisitamente storico, posso affermare con tranquillità, che vi è una totale fedeltà al contesto in cui la storia si sviluppa, facendo dei bellissimi richiami ad eventi e persone relegate sullo sfondo ma che contribuiscono a rendere il film molto solido e convincente…poi sentite c’è il gobbo Salvatore che urla “ penitenziagite “, che cosa volete di più?

Il Nome Della Rosa

 

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