MEDIOEVO MOSTRUOSO: IL GRIFONE

MEDIOEVO MOSTRUOSO: IL GRIFONE

di Giovanni Siclari

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Amici mostruosi rieccoci qui di nuovo con le mani in pasta nella media aetas tanto cara a chi sta scrivendo. È passato tanto tempo da quando abbiamo iniziato questo viaggio, il cui riscontro è sempre molto positivo, e per questo ho deciso di premiarvi oggi, parlandovi di una delle bestie fantastiche più famose, nonché di uno degli animali più iconici dell’araldica e della simbologia medievale: il Grifone.

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Il Grifone, com’è nota dalla sua iconografia, è una bestia ibrida, composta da testa, zampe anteriori e ali, tipicamente dell’aquila, mentre il resto del corpo è tipicamente leonino. A queste caratteristiche basilari, solitamente si aggiungono dettagli non particolarmente importanti quali una sorta di barbetta e delle orecchie appuntite.

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Come abbiamo detto prima, egli è una bestia composita, frutto dell’incrocio tra un’ aquila e un leone, animali molto particolari perché legati sicuramente alla nobiltà, all’autorità e alla regalità. L’aquila e il leone sono anche animali legati alla simbologia positiva del Cristianesimo, basti pensare al fatto che due  dei quattro evangelisti sono legati simbolicamente a questi animali: San Marco con il leone e San Giovanni Battista con l’aquila.

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Questa nobile e regale creatura proviene, dal Vicino Oriente, come attestato dai riscontri storico-archeologici quali le monete d’argento della polis di Abdera (Tracia) del IV secolo a. C, un sarcofago rinvenuto nella penisola anatolica, non molto lontana da Smirne, datato al V secolo a.C.

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Curioso notare come nelle fonti più antiche come quelle sumere del IX secolo a.C o quelle egizie del periodo predinastico, il Grifone compaia diverso, infatti non reca ancora le sue fattezze aquiline anzi, è molto più ferale come ben lo dimostra un’incisione su pietra rinvenuta nel tempio di Ninurta nell’odierno Iraq (zona che più di un millennio fa era nota come Mesopotamia) dove viene rappresentato Anzû, divinità minore dominatore delle tempeste e dei temporali.

Torniamo però al nostro Medioevo occidentale, dove si pensava che il nostro Grifone fosse nato da un incrocio tra un’aquila e un leone. Ebbene la fusione tra questi due nobili animali, il suo ingegno, la sua astuzia e la sua forza sovrannaturale (il mercante veneziano Marco Polo famoso per il suo resoconto del viaggio in Oriente, sostenne di averne visto uno in Oriente prendere e sollevare un elefante) fanno del Grifone una bestia invincibile a cui Dio ha demandato il compito di difendere le montagne a Oriente dove sono custoditi i beni dati dalla terra: oro e pietre preziose; diventerà per questo poi l’icona del guardiano di ogni tesoro presente in Oriente.

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Eppure qualcuno pare essere riuscito ad uccidere questa bestia o quantomeno a incontrarla di persona (o ciò che ne restava). Si diceva infatti che a Oriente venissero prodotte coppe magiche utilizzando gli artigli di questa bestia; gli uomini del tempo pensavano infatti che gli artigli possedessero la facoltà di sanare qualsiasi liquido versato in queste coppe. In un’altra fonte, The Travels of Sir John Mandeville del XIV secolo, il nostro John (il quale dice di essere un cavaliere inglese) ci racconta di come venissero costruiti degli archi pesantissimi (non bastavano tre persone a sollevarli) e letali, attraverso l’uso delle ali della bestia.

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Finisce anche oggi questo viaggio attraverso il Medioevo Mostruoso, in compagnia di questo simpatico pennuto campione del Signore e dotato di grande animo nobile, tanto da essere uno degli animali più gettonati nella meravigliosa disciplina dell’Araldica…ma questa è un’altra storia. Quello che è sicuro, è che adesso ci penserete due volte prima di mettervi a caccia di tesori tra le montagne del Vicino Oriente.

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Un caro saluto e al prossimo articolo!

The Travels of Sir John Mandeville

Grifone Safari

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