THE NIGHT OF – Il crime dell’anno è della HBO

THE NIGHT OF – Il crime dell’anno è della HBO

di Cristiano Bolla

Ci sono serie che non vogliono semplicemente essere guardate dallo spettatore: vogliono conquistarlo interamente per ogni singolo secondo di trasmissione, non lasciarlo scappare ma inondarlo di sensazioni, emozioni, pensieri e soprattutto suspense. In poche parole è questo che fa The Night Of, senza dubbio il crime più bello di questo e molti altri anni.

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Basato sulla serie inglese Criminal Justice, dopo varie peripezie produttive è stato prodotto dalla HBO come mini-serie da otto episodi, sette dei quali diretti da Steven Zaillian (Oscar per la sceneggiatura di Schindler’s List) e co-scritta assieme a Richard Price (Nomination agli Oscar per Il Colore dei Soldi di Scorsese). Originariamente nel cast doveva figurare James Gandolfini, alla cui memoria è stata dedicata questa serie: il suo personaggio è passato a John Turturro e, deo gratias, questa è solo una delle scelte che hanno reso al meglio in The Night Of.

La sinossi di The Night Of è la prima chiave per immergersi completamente nel suo racconto: un giovane ragazzo musulmano di New York viene ingiustamente accusato dell’omicidio di una ragazza. Tenendo a mente questo, si può capire bene perché l’episodio pilota di The Night Of è potenzialmente il migliore mai fatto del suo genere. Il meccanismo è simile a quello del vecchio Tenente Colombo (sempre sia lodato): nei primi minuti della serie che ha fatto storia, infatti, veniva mostrato esattamente chi era l’assassino e come aveva compiuto l’omicidio; l’interesse dell’episodio non stava più, come avveniva e avviene tuttora solitamente nei crime, nello svelamento del killer, ma in come il Tenente avrebbe fatto a scoprire ciò che lo spettatore già sapeva.

screen-shot-2016-07-08-at-1-37-37-pmEcco, nel pilot di The Night Of succede circa lo stesso, con un piccolo twist: Nazir Khan (Riz Ahmed) è davvero innocente. Lo sappiamo perché lo vediamo e per questo ogni singolo dettaglio che ci viene offerto viene interpretato in quest’ottica. Lo spettatore colleziona le stesse prove che sa già verranno poi usate contro o a favore del protagonista. Dura tanto, per un episodio: quasi un’ora e mezza di lenta narrazione secondo per secondo, nessuno sprecato. Un capolavoro di tensione che ha pochi eguali nella storia del crime televisivo e, per molti versi, anche cinematografico.

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Questo, tuttavia, è solo l’inizio: mancano sette episodi alla fine e guai a pensare che tutto quel bendidio emotivo e di suspense venga sprecato. Vengono introdotti gli altri protagonisti: l’avvocato sfigato con l’eczema e quello affermato, il detective prossimo al pensionamento, il procuratore-squalo; vengono anche mostrati i due campi d’azione della storia: il carcere, dove Nazir, aspettando di scoprire se verrà ritenuto non colpevole, dovrà sopravvivere da arabo in mezzo ad una comunità di criminali che ancora non è passata oltre i pregiudizi e la rabbia dell’11/09. Tutto è perfettamente costruito e supportato da una regia, quella di Zaillian, che non è mai banale, accademica né tantomeno noiosa: riflessi, sfocature, lunghi dettagli, tutto in The Night Of concorre a creare un atmosfera di stasi, come se con la vita in libertà di Nazir ci dovessimo fermare anche noi.

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Prima ho detto che lo spettatore sa già la verità e questo probabilmente poteva essere un campo minato: anche Colombo, alla lunga, stancava perché il pattern era sempre lo stesso. Per questo Price e Zaillian hanno scritto qualcosa che ad un certo punto mescolasse completamente le carte, che dicesse “ah sì? Credi di sapere davvero tutto? Ok, vediamo come reagisci adesso!”. E boom: il dubbio, l’incertezza dello spettatore quando in realtà per i protagonisti sta diventando tutto più chiaro; neanche te ne accorgi di questo cambio in corsa, come se a un certo punto avessimo iniziato a sfrecciare in contromano sul percorso. Arrivati alla fine, è davvero difficile capire chi abbia vinto.

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The Night Of va visto per amore del cinema, del seriale e dell’arte in generale: un capolavoro di costruzione narrativa, di svolta nell’arco dei personaggi, di perfetto bilanciamento dei tempi, di gestione dell’attenzione dello spettatore; Zaillian ti tiene in una mano e, se gli va, ti fa pure fare il balletto. Una serie che, come impatto emotivo, non ha niente a che invidiare al fenomeno recente True Detective: ne rappresenta, casomai, una sorta di partner, due crime che vogliono essere anche altro, che superano la concezione del genere e vanno oltre il meccanismo crimine-investigazione-risoluzione e che ambiscono a lasciare qualcosa di profondo, intimo, emotivo, spirituale allo spettatore.

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Ne vogliamo di più, ne vogliamo ancora: di The Night Of, certo, ma pure del Tenente Colombo.

The Night of (ricerca)

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