HER – L’AMORE ARTIFICIALE IN UN FUTURO PROSSIMO

HER

di Alessandro Sivieri

Qualche anno fa da Spike Jonze è arrivata la botta che non ti aspetti. Dopo i brillanti esordi con Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, ci si chiedeva se Adam Spiegel (questo il suo vero nome) sarebbe stato in grado di andare avanti senza le sceneggiature di Charlie Kaufman, intraprendendo un percorso autoriale più autonomo. Ebbene, la conferma è arrivata con Her, che in quanto a originalità e suggestioni emotive ha la forza di un montante in piena faccia. Questa pellicola mi ha lasciato il segno come poche altre, in barba ai due generi tremendamente inflazionati su cui getta le proprie basi: la fantascienza e la storia d’amore. L’opera di Jonze va oltre gli stereotipi del rapporto uomo-macchina, o meglio uomo-intelligenza artificiale, portando il tutto su un piano molto intimo, dove una persona arriva a innamorarsi di una semplicissima voce, un po’ come oggi capita con gli amori virtuali, quando ci si conosce chattando. Proprio questo tipo di approccio “social”, già ben radicato nella società odierna, rende credibili ai nostri occhi le dinamiche che porteranno il protagonista Theodore (Joaquin Phoenix in stato di grazia) a invaghirsi profondamente di Samantha (voce di Scarlett Johansson), il sistema operativo nuovo di zecca che ha il compito di organizzargli la vita. Ma chi è Theodore?

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Theodore è un uomo mite e introverso che vive in una Los Angeles del futuro, precisamente un futuro non troppo distante dal nostro. È reduce da una relazione amorosa finita male e, quando non è occupato nel suo lavoro (scrivere lettere sentimentali per conto terzi), passa il tempo a giocare ai videogame e a guardare film porno. Cerca anche di imbastire relazioni sessuali tramite chat, che a volte si concretizzano con incontri dal vivo, ma raramente vanno a buon fine. Un giorno installa sul suo hardware domestico un sistema operativo di ultima generazione, dal timbro femminile, che si fa chiamare Samantha. Si scoprirà ben presto che questo tipo di OS, come i suoi simili installati in altre migliaia di case, è senziente, e instaurerà un rapporto sempre più profondo con Theodore. Quest’ultimo è ben felice di poter raccontare a qualcuno tutti i suoi problemi, di poter convivere con una personalità che non lo giudica per i suoi comportamenti, che è priva di vizi e isterie, di difetti umani. Dal canto suo Samantha è ansiosa di trascendere la propria natura, di provare emozioni umane, di essere libera. Tra i due scoppierà presto l’amore, ma i limiti della relazione si faranno presto sentire: da un lato l’assenza di un vero e proprio contatto fisico (alla quale si cercherà di ovviare con alcuni espedienti), dall’altro il vero potenziale di Samantha, che rimane un software capace di interfacciarsi con chiunque e portare avanti più rapporti amorosi nello stesso istante. Theodore scoprirà presto che l’esclusività di una relazione è un concetto limitato all’essere umano.

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La genialità di questo film si esprime a piccoli tocchi, primo tra tutti l’ambientazione: una Los Angeles apparentemente più pulita e organizzata, i cui abitanti potrebbero essere i nostri figli o nipoti. Non vi sono eccessi nella messa in scena, nessun bisogno quasi pornografico di stupire e mostrare l’evoluzione della tecnologia. Riusciamo a intuire la società del domani dalle piccole cose: un’evoluzione naturale di Internet, al quale possiamo connetterci ovunque, gestendo il tutto con auricolari; videogame che sono approdati all’ologramma interattivo; sistemi operativi senzienti; cambiamenti nella moda, dove sono spariti accessori come cinture e cappelli. Andando controcorrente, per creare un futuro credibile Jonze ha preferito togliere piuttosto che aggiungere. E soprattutto siamo finalmente davanti a una visione del domani che non giudica, ma si limita a dipingere uno scenario verosimile. Nessun mondo distopico, nessuna conseguenza apocalittica. La società in cui vive Theodore è la perfetta discendente di quella odierna, con i suoi pregi e i suoi difetti (per esempio l’isolamento e l’abuso di Internet). La sceneggiatura tocca veri e propri picchi di profondità, tratteggiando le dinamiche di relazioni interpersonali troppo digitalizzate, chiedendosi con serenità se sia davvero possibile innamorarsi di una semplice voce, e se questo sia salutare per l’essere umano. Troviamo scene dall’alto valore simbolico, come quando Samantha ingaggia una ragazza per avere un surrogato fisico nel suo rapporto con Theodore. La giovane, a metà tra un manichino e un’attrice, interpreta col proprio corpo le parole e le reazioni di Samantha, cosa che metterà a disagio Theodore, e un po’ anche noi. Ma dato che siamo sempre più soli, riluttanti ad aprirci agli altri, non è difficile immaginare una persona che per soddisfare i propri bisogni debba ricorrere a questo strano gioco di ruolo, annullando la propria personalità per colmare il vuoto sessuale in una relazione a distanza tra due estranei. A pensarci bene, è una possibile evoluzione della “cosa a tre”.

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Sfoggiando un immaginario ben codificato e una scrittura sentimentale, Jonze non ci fa rimpiangere le collaborazioni con Kaufman (anzi, grazie a scene come la suddetta arriva a sfidarlo senza problemi), ponendosi come uno degli autori più visionari e sensibili del panorama contemporaneo.  Le interpretazioni dei protagonisti non sono da meno: se Scarlett qui non può sfruttare la propria bellezza, riesce a donare fascino a un computer con la propria voce (doppiata mediocremente da Micaela Ramazzotti). E poi abbiamo Joaquin Phoenix con la sua mimica impressionante, che riesce a trasmetterci senza filtri la fragilità di Theodore. Complici i primi piani generosamente offerti dalla regia, riuscirete letteralmente a leggergli l’anima attraverso gli occhi. Decidete voi se elaborare questa pellicola come una storia d’amore impossibile o una riflessione sulle insidie dell’era digitale, ma in entrambi i casi nemmeno voi riuscirete a vivere senza “lei”.

HER

 

 

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Di Joaquin Phoenix ho adorato anche quest’altro film: https://wwayne.wordpress.com/2013/06/27/guardatelo/. L’hai visto?

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    1. christaub ha detto:

      Provvederemo, grazie per la dritta!

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      1. wwayne ha detto:

        Grazie a te per la risposta, e buona Domenica! 🙂

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