MEDIOEVO MOSTRUOSO: IL TOPO

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MEDIOEVO MOSTRUOSO: IL TOPO

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di Giovanni Siclari

Cari amici di Medioevo Mostruoso ben ritrovati. Ultimamente in redazione circolano voci sul presunto astio del nostro Direttore nei confronti dei topi e dei ratti. Visto che a volte siamo cinici e barbaramente crudeli, abbiamo deciso di trarre da questo fatto la scintilla da cui far partire il nostro nuovo articolo. Come di consueto dobbiamo calarci nella mentalità dell’Uomo Medievale. Un uomo che non è per nulla sciocco, benché oggi quando si sente parlare di Medioevo, molte persone mal informate, associano ingiustamente questo meraviglioso periodo storico a una fase buia della Storia, segnata da ignoranza, crociate, mancanza di libertà, predominio totale della Chiesa, superstizione ecc.

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Gli uomini medievali che scrivevano in quel tempo, sono molto attenti a descrivere la realtà che li circonda anche se lo fanno in maniera spesso surreale e simbolica. Questo vale anche per i bestiari e la descrizione zoologica, totalmente diversa da quella meramente descrittiva e scientifica dell’età moderna. I bestiari vanno quindi studiati con le categorie medievali e non con le classificazioni scientifiche che oggi utilizziamo. Non ci deve sorprendere allora se, nel parlare del topo, noi di Monster Movie Italia (e anche gli uomini del Medioevo) lo classifichiamo nella categoria degli animali domestici. Oggi naturalisti e zoologi classificano come “domestico” gli animali dominati e controllati dall’uomo ma per l’Uomo Medievale “domestico” significa che vive dentro, fuori e soprattutto intorno alla domus, ossia la casa. Il topo è dunque un animale domestico. Rosicchia un po’ di pane, un po’ di formaggio e, se si trova in un’abbazia benedettina o in un luogo di cultura dove si producono libri, può sperare di rosicchiare qualche codice. Però il formaggio è meglio.

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Illustrazione di Chris Dunn

Iniziamo dunque da questo per fare una rapida carrellata sui vizi del topo. Il topo è un animale altamente vorace, in grado di spazzolare quantità di cibo pari o superiori circa a quaranta volte il proprio peso; e i topi campagnoli sono anche peggio! Si muovono come eserciti per le campagne, distruggendo ogni raccolto. Sono dunque dei fastidiosissimi ospiti e vicini sia in città che in campagna. L’intervento degli uccelli predatori e le scomuniche degli alti prelati servono a ben poco.

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Il topo, a detta dei bestiari medievali, è un animale che delle volte viene classificato nella categoria dei vermi invece che tra i quadrupedi. La cosa simpatica è che gli viene riconosciuta un’origine che potrebbe trovare molto seguito anche oggi: il topo nasce dalla sporcizia e dal marciume della terra. Diversa invece è la credenza, oggi presumo poco condivisibile, che vedrebbe negli escrementi del topo uniti all’aceto, un ottimo antidoto contro la caduta dei capelli…a saperlo prima mi sarei fiondato in qualche esperimento volto a verificare l’efficacia di tale rimedio, ma ormai è tardi.

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Illustrazione di Bayley LuuTomes

Ma arriviamo al vizio dei vizi per cui il topo è noto pure oggi dopo la sua voracità: il topo è sempre alla ricerca di rapporti sessuali. Gli uomini medievali hanno ben chiara questa sua necessità e sostengono che la femmina passi le sue nottate ad accoppiarsi con decine di maschi e partorire cucciolate come se non ci fosse un domani. Il risultato è la messa al mondo di eserciti di topi voraci e famelici. Ecco perché diventa necessario, anche oggi, disinfestare.

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Immagine tratta da La guardia dei topi

Come si procede a disinfestare un luogo abitato da topi, in un’epoca priva di veleni per topi? Ebbene una testimonianza della prima metà del XIV secolo ci viene data dal missionario dei frati Minori (Francescani per intenderci) Odorico da Pordenone che, dopo essere stato in Asia ed essere passato per l’India, afferma come li vi siano dei topi “grandi come dei cani“ che addirittura riescono a spaventare gli elefanti. Ai cani è dato l’arduo compito di cacciare i topi, mentre le donnole e i gatti vengono considerati animali troppo deboli e piccoli per tale compito. Tempo qualche decennio queste idee sarebbero state stravolte: l’arrivo della Peste Nera riesce ad elevare il gatto al ruolo perfetto predatore e nemico giurato del topo. Il motivo di tale cambiamento va ricercato nel cambiamento di posizioni che gli uomini avevano nei confronti dei gatti, spesso considerati animali demoniaci e su cui vi erano molto diffidenze (Medioevo Mostruoso: il Gatto). Con la progressiva domesticazione del gatto, il topo trova l’ambiente della domus molto più pericoloso e vi si tiene relativamente alla larga.

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Anche questa volta il tempo a nostra disposizione è terminato, quindi ci apprestiamo a ritornare nella nostra epoca, onde evitare casini sulla linea temporale. Un caro saluto a voi lettori!

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La Guardia Dei Topi Prima Ristampa 1 Autunno Copertina flessibile

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Immagine in evidenza di Johannes Holm

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