MEDIOEVO MOSTRUOSO: LA COLOMBA

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di Giovanni Siclari

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Salve cari lettori, rieccoci con un nuovo articolo che ci catapulterà nell’immaginario, nel reale e nel metareale del Medioevo. In questo nostro appuntamento vi parlerò di uno degli animali più apprezzati nei bestiari medievali perché carico di un significato simbolico altamente legato al divino: stiamo parlando della candida colomba.

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Animale positivo già per il suo colore bianco, condiviso tra l’altro con l’Agnello, e che richiama la purezza di spirito, la colomba si pone in netta antitesi con gli uccelli dal piumaggio scuro come il corvo, nero come i colori infernali.

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Non è un caso che questi due animali siano messi l’uno come antitesi dell’altro proprio perché entrambi, nella cultura cristiana e nel testo biblico, condividono un ruolo molto importante: sono messaggeri. Questo ruolo viene messo ben in evidenza nella vicenda biblica dell’Arca di Noè, quando questi decide di inviare il corvo e la colomba per avere notizie sulla fine del Diluvio. Soltanto la colomba tornerà da Noè con il ramo d’ulivo portando pace e speranza e diventando così la messaggera di Dio.

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Dolcezza, fedeltà, innocenza e purezza sono dunque le virtù di questo messaggero divino, che arriva addirittura a simboleggiare lo stesso Spirito Santo proprio durante il battesimo del Cristo sulle rive del Giordano.

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Non è un caso dunque che questi animali venissero utilizzati come mezzo di comunicazione a lunga distanza. Ovviamente questi non potevano essere addestrati a raggiungere più destinazioni ma soltanto una: quella della propria colombaia d’origine. Le colombe/piccioni venivano quindi prelevate/i dal proprio colombaio di origine e portate/i in un altro dove poi sarebbero state/i liberate/i per mandare un messaggio verso il luogo di provenienza. Ora non entrerò nel merito dei metodi con cui questi tornavano indietro, lasciamo che siano gli esperti a parlare. Quello che noi possiamo dire è che pare questi animali si servissero di una sorta bussola interna che, sfruttando il magnetismo terrestre, permettesse loro di spostarsi in modo qualificato. Altri studiosi tirano in ballo il riconoscimento visivo del paesaggio o lo sfruttamento della posizione del sole…noi non entriamo nel merito.

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Ma torniamo alla nostra colomba perché la condivisione dei valori positivi di questo animale la si può ritrovare anche nelle opere degli uomini di Chiesa come il canonico e teologo francese del XII secolo Hugues de Fouilloy, il quale scrisse il De avibus ossia un aviario dove dedica fiumi di inchiostro e una moltitudine di pagine a lodare le virtù di tale animale. Secondo il nostro Hugues la colomba rappresenta niente di meno che la Chiesa stessa, con in suoi fedeli e coloro che predicano l’Evangelo.

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Ma se sulla “divina” colomba (columba) non troveremo mai alcuna maldicenza all’interno dei bestiari, ben diversa è la situazione quando si parla del piccione (columbus). Animale che ama molto mangiare (“piccioni grassi” direbbe il direttore della Banca d’Inghilterra) copulare in modo altamente focoso e insistente (a tutti penso sia capitato di vedere i piccioni durante la stagione dell’amore). Proprio questa sua libidine lo porta a compiere anche atti di adulterio contro la sua compagna; tuttavia la giustizia non tarda ad arrivare e gli altri membri lo bloccano beccandolo fino alla morte.

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A metà strada tra la santa colomba e il piccione peccaminoso si trova invece la tortora, modello ideale per le donne del basso Medioevo a cui possono far riferimento. La tortorella infatti pur non essendo rivestita di santità conduce una vita votata alla fedeltà verso il proprio compagno (modello per tutti i peccatori adulteri), tant’è che una volta rimasta vedova non si accoppia più, inoltre essa protegge con cura il proprio nido e la covata tra le palme, luogo sicuro e di nutrimento nonché pianta legata al Cristo.

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Cura della famiglia, rispetto del proprio compagno, devozione al Signore e rispetto della vedovanza sono i valori a cui le donne possono tranquillamente accedere per essere delle brave cristiane, brave madri, brave mogli e brave vedove.

A FERAL PIGEON ('Columba livia') in Madrid (Spain).

L’uomo e la donna medievali si trovano dunque in bilico tra queste tre figure: una colomba santa difficilmente raggiungibile, un piccione che porta direttamente alla Selva Oscura con la sua libidine e la tortora squisitamente terrena e “umana“.

Per oggi è tutto e al prossimo articolo!

Plush & Company 15826 – Claude Le Pigeon

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