I Nuovi Mostri degli Abissi

di Francesco Berta

Nuove incredibili scoperte marine sono state catalogate dalla Okeanos Explorer poche settimane fa durante l’operazione chiamata “Laulima O Ka Moana: Exploring Deep Monument Waters Around Johnston Atoll.

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La nave si trovava ad esplorare un’area di mille miglia a ovest rispetto alle isole Hawaii, con lo scopo di esaminare i fondali marini, raccogliere dati per la missione CAPSTONE  e scoprire nuove forme di vita in aree protette dagli Stati Uniti. Fra le nuove specie scoperte dalla spedizione ne ho scelte cinque, e nel caso vorreste approfondire a fine articolo troverete il link al report completo della spedizione.

DISCLAIMER: Se soffrite di talassfobìa e/o aracnofobia, questa è la vostra chance per chiudere la tab del browser.

RAGNO SPILUNGONE

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Preso di peso da un set di Ridley Scott, questo artropode (insetto con esoscheletro, ndr) è stato scoperto a 1,495 metri di profondità (e farà parte dei miei incubi nelle prossime settimane).

ANGUILLA PREDATRICE

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A 1,840 metri troviamo invece questo esemplare di anguilla (nome americano: cusk-eel) aggirarsi in prossimità del fondale marino dove notoriamente si trovano.

IL GIRINO DEGLI ABISSI

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Sui liparidi sappiamo ben poco: si trovano in acque profonde dell’Artico e dell’Antartico e sono dotati di ghiandole sensoriali poste in fronte. Questo esemplare è stato fotografato per un soffio nel momento in cui si è avvicinato ai fasci luminosi dei ricercatori, prima di tornare velocemente nelle profondità dell’abisso.

DENTI DI LEONE

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A 2.530 metri un’altra esaltante scoperta: un invertebrato marino della famiglia Siphonophorae, che si nutre con sottili tentacoli simili alla rete di un ragno. Le estremità lo aiutano inoltre a tenere sospeso il corpo centrale.

IL NUDIBRANCO

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Uno degli animali più inusuali scoperti durante la spedizione è sicuramente un nudibranco di dieci centimetri di lunghezza, trovato ad una profondità inconsueta per il tipo di creatura. Spesso confusi per dei molluschi, i nudibranchi sono vistosamente colorati, con molte diverse forme e accomunati dalla caratteristica di liberarsi dai loro gusci una volta terminata la fase larvale.

Report fotografico completo spedizione

Immagini su cortesia di NOAA Office of Ocean Exploration and Research, 2017 Laulima O Ka Moana.

 

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