MEDIOEVO MOSTRUOSO: IL LEONE

La stella dei bestiari

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di Giovanni Siclari

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Ben ritrovati cari amici di Monster Movie e pagine annesse. Proseguiamo oggi il nostro itinerario, nell’immaginario e nel meraviglioso medievale, parlando di uno degli animali più noti, conosciuti, ambivalenti e più gettonati dagli autori del tempo, dai Padri della Chiesa, dai re e da molti altri: stiamo parlando del leone.

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Definito da alcuni bestiari come rex animalium (re degli animali) mentre da altri rex bestiarum (re delle bestie selvatiche) entrambi lo collocano al vertice del mondo del mondo animale in qualità di re. Tutti concordano nel riconoscergli il ruolo di animale più forte tra quelli terrestri, scontrandosi con l’unica voce dal coro identificata da quella di Plinio che riconosce tale primato all’elefante, come accennato nel libro VIII della sua Storia Naturale.

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Ma lasciando il mondo profano vediamo come veniva visto il leone all’interno dei testi sacri del Cristianesimo. Anche nella Bibbia vengono costantemente ricordate la potenza e il coraggio del leone, rendendo difficile la sua sconfitta. Tutti i grandi sovrani, forti strategicamente e militarmente spesso venivano paragonati a dei leoni proprio per questo. Nonostante ciò, ricordiamo anche quanto fosse ambivalente la sua simbologia: esiste infatti un leone buono e un leone cattivo.

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Nell’Antico Testamento prevale principalmente la sua pericolosità, la sua crudeltà, l’empietà e la scaltrezza che lo determinano come creatura peccaminosa e appartenente alle forze del male in cui si incarnano i nemici del popolo di Israele nonché tutti i tiranni e i re malvagi. Tali aspetti vengono ripresi anche nel Nuovo Testamento a cui però se ne aggiungono anche altri che ne sottolineano la bontà. Così il ruggito del leone incarna la forza della parola di Dio, il coraggio e la forza rappresentano la rettitudine del buon cristiano dinnanzi alle avversità e alle prove di fede. La dimensione cristologica del leone si innesta all’interno di un’eredità di leggende provenienti da oriente. Ecco così che il leone cancella con la coda le proprie tracce per seminare gli inseguitori così come il Cristo si nasconde incarnandosi nel grembo della Vergine, facendosi mistero e segreto in grado di ingannare persino il Diavolo. Il leone è anche colui che può risparmiare la vita delle proprie vittime come il Signore può manifestarsi nella sua piena misericordia dinnanzi al penitente. Molti altri sarebbero gli esempi, ma riteniamo opportuno riferire anche altre proprietà leonine, più enigmatiche e sulle quali non abbiamo abbastanza fonti per darne un’interpretazione definita.

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Sappiamo infatti che il leone ha timore del gallo bianco, del fuoco e delle ruote dei carri. Timori che potrebbero essere riferiti ad alcune istanze quali: il collegamento del gallo con il tradimento di Pietro, la naturale paura del fuoco che tutte le bestie selvatiche manifestano quando vi si trovano minacciati, il rumore dei carri potrebbe semplicemente rappresentare per la bestia una minaccia ben più pericolosa: l’uomo.

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Un’altra peculiarità molto interessante, che descrive bene e in modo allegorico i rapporti di potere del Medioevo europeo, è la credenza secondo la quale il leone divide le sue prede con gli altri membri del suo branco, così come i re condividono le terre e le ricchezze con i propri vassalli.

Di Particolare interesse è l’evoluzione della figura del leone all’interno della simbologia regale. In uno dei nostri primissimi articoli di Medioevo Mostruoso, quando vi abbiamo parlato dell’orso (MEDIOEVO MOSTRUOSO: L’ORSO), avevamo accennato a questa trasformazione in tale ambito. L’Alto Medioevo è il periodo storico dei re germanici (a qualcuno piacerebbe meglio dire barbarici) e l’orso probabilmente rappresentava ciò che per i germani rappresentava le virtù che i capi dovevano avere: forza, brutalità, ferocia ecc. L’orso quindi era il candidato perfetto. Soltanto con il passaggio di millennio il leone si inserisce nella simbologia regale portandosi dietro tutte le virtù cristologiche sopracitate, entrando a far parte dei soprannomi (Riccardo Cuor di Leone ne è l’esempio più lampante) dei re e dei principi virtuosi. Anche le architetture romaniche e gotiche sono riccamente decorate di figure leonine così come tutti gli emblemi e i blasoni araldici manifestano, gli storici dicono per un buon 15%, dei leoni.jurassic_world_fallen_kingdom_lion_tyrannosaurus_by_giuseppedirosso-dcb272hJurassic-World-Fallen-Kingdom-TV-spot-700x300.jpgjurassic_world_fallen_kingdom_lion_tyrannosaurus_by_giuseppedirosso-dcb272h

Il leone quindi è davvero la grande star dei bestiari, delle rappresentazioni e delle curiosità degli uomini. Non poche sono le testimonianze di circhi itineranti che, nel seguire i mercanti più famosi, portavano seco creature curiose come uccelli esotici, animali feroci e ridicolizzati come accadeva agli orsi ammaestrati e i leoni provenienti dalle terre d’Africa o dal Medio Oriente.

Anche questa volta terminiamo il nostro viaggio nel Medioevo Mostruoso, vi auguriamo una buona continuazione fino al prossimo articolo!

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