X-MEN: APOCALYPSE. Pasticcio Egiziano.

X-MEN: APOCALYPSE. Pasticcio Egiziano.

Una Recensione di Matteo Berta.

Si spengono le luci in sala, parte il trailer del nuovo Tarzan e poi inizia X-Men: First Class. Con tutti sti “Future Past” ci poteva stare una cosa del genere, ma dopo qualche minuto, l’amico Cristiano fa notare il leggero sbaglio agli addetti di sala. Parte il trailer del nuovo Tarzan e poi inizia X-Men: Apocalypse.

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A volte nella vita c’è bisogno di essere didascalici.

  • Partiamo dal presupposto che Singer ha deciso di cancellare i primi tre film della saga inventandosi una forzata camminata nel passato per salvare il presente e siccome ci piace la linea giovani, restiamoci in questo passato che inevitabilmente ha cambiato il futuro, perché fare un remake come tutti è fin troppo mainstream.
  • Teniamo presente che la qualità delle colonne sonore è sempre rimasta molto alta, nell’alternarsi Ottman, Powell e ancora Ottman.
  • Ricordiamoci che Wolverine è ormai entrato nella fase della vita in cui si comincia ad invecchiare la faccia e a sviluppare i bicipiti.
  • Teniamo ben presente il potenziale della scena post-credits del capitolo precedente, dove l’idea di un potentissimo bambino mutante al posto di giocare con i lego, costruisce piramidi.
  • Ricordiamoci che abbiamo lasciato Fassbender che solleva cose in volo con le braccia aperte.

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In fin dei conti Singer si è confermato nella sua scelta di aggrapparsi al passato per costruire un nuovo presente fatto di volti giovani freschi che strizzano gli occhi ai vecchi passati con un inserto notevole che non vuole proprio saperne di lasciare il posto ad uno Zack Efron con gli artigli. Ottman ha sicuramente bisogno di un secondo ascolto, ma così a caldo, sembra essere intervenuto con personalità solamente in un paio di circostanze, ma quando le colonne sonore passano dall’essere belle a interessanti, non è mai un buon segno.

Il cattivone che stavamo tutti aspettando non è altro che un personaggio escluso dal film Dragonball Evolution che tenta in tutti i modi di iniettare in vena della popolazione modiale la filosofia dogmatica di un Dio onnipotente che governa gli altri o fa evolvere gli altri o annienta gli altri, insomma che fa “casino”.

Ma è decisamente difficile essere discorsivi con questo film, torniamo all’elenco puntato.

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  • Dieci minuti di titoli di coda dedicati solo all’elenco degli addetti agli effetti speciali, ma il loro lavoro appare abbastanza ridicolo, poco credibile e solamente nella scena del Quicksilver sembrano dare il meglio di loro stessi.
  • Oramai abbandonata da tempo la logica di imbastire una storia da poter seguire con passione e affezione nei confronti di una scrittura dei personaggi oligarchica, ci troviamo nel perfetto prototipo da filmone commercialotto di nuova generazione, ovvero una serie di scene d’azione intervallate da pause per far dire frasi scontate e d’effetto a personaggi fin troppo caratterizzati.
  • Jennifer Lawrence è la solita tosta ma con il passato tormentato, ma paladina della giustizia.
  • La necessità di rivalutare la figura di Jean Grey (personalmente mi bastava la crescita drammatica descritta magistralmente nel terzo film) ha portato i responsabili del casting alla scelta di una figura già oramai popolare nel mondo della nuova generazione dei “nerd” e ri-nobilitare la sua connotazione narrativa portando un’odiosa Sansa Stark piena di sfighe ad una nuova eroina, che però rischia di apparire solamente come una redhead senza troppa personalità con la sindrome da crocerossina per i casi disperati e che ha un eccessivo bisogno di far sfoggio dei suoi poteri, anche attraverso il gesto delle dita portate alle tempie. Mi vien male a paragonarla a quella Fenice che una volta aizzata da Magneto diventava una sorta di dea della morte suggestiva con attimi di lucidità in cui chiedeva di essere uccisa, che da bambina era un’emarginata in stile lord Voldermort e adesso me la vuoi far vedere che si sveglia di notte nemmeno fin troppo scossa per aver visto la fine del mondo.

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  • Nel processo di voler rivalutare alcuni personaggi a giudizio di molti “sputtanati”, utilizzando l’espediente perfetto della nuova linea temporale, a mio modesto avviso si è incappati in versioni peggiori dei precedenti, “l’angelo mutante” è qualcosa di poco sensato, un lontanissimo parente di quello che si voleva raschiare via le ali sempre nel terzo film, Tempesta sembra essere la sorellina ribelle di quella versione pacata della trilogia iniziale e qui non ci si può nascondere dietro la differenza d’età, perché primo non c’è un’enormità da tenere conto e poi parliamo proprio della poca complessità di come sono stati scritti.

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Qualche tempo fa scrissi un articolo sulle migliori idee sprecate al cinema, in questo caso non possiamo parlare di un progetto dalle potenzialità geniali assurde da declamare come spreco da parte di un becero, ma se le premesse potevano in qualche modo interessare e stuzzicare un non-fin-troppo appassionato di cinecomics come me, si poteva sfruttare meglio questa azione di contropiede. 

X-Men: Apocalypse (Original Motion Picture Soundtrack)

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