POMI D’OTTONE E MANICI DI SCOPA

il

Angela Lansbury e il musical Disney dimenticato.

di Alessandro Sivieri

La mia infanzia porta il marchio indelebile degli anni ’90. Tra le decine di videocassette originali o registrate dalla televisione, alcune erano decisamente consumate. Da bambino amavo rivedere fino allo sfinimento una manciata di film, che poi sono rimasti tra i miei preferiti e hanno segnato profondamente la mia concezione di cinema. I titoli che mi accompagnano da quasi trent’anni sono Alien, Hook, La spada nella roccia, Chi ha incastrato Roger Rabbit, Jumanji, Toys e il glorioso Pomi d’ottone e manici di scopa, musical fantasy a tecnica mista partorito dalla Disney nel 1971.

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La coppia protagonista è formata da nientedimeno che Angela Lansbury, la celeberrima signora in giallo, e David Tomlinson, il signor Banks di Mary Poppins, altro musical dal quale Pomi d’ottone eredita il regista (Robert Stevenson) e alcune idee inizialmente scartate. Proprio per questo motivo, e per le numerose edizioni tagliate e rimaneggiate nei decenni, il film si porta dietro la nomea di minestra riscaldata, una versione più stramba delle avventure della tata di Julie Andrews. Eppure per il sottoscritto non si tratta soltanto di un classico Disney fondamentale, ma di un’opera addirittura superiore a Mary Poppins. Condizionamento infantile? Forse, ma intanto mettetevi comodi e godetevi il trip di un gruppo di ragazzini a bordo di un letto a due piazze, roba metterebbe in imbarazzo i protagonisti di Trainspotting.

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Siamo nel pieno della Seconda guerra mondiale e il governo britannico decide di trasferire molti bambini nelle campagne per salvarli dai bombardamenti tedeschi che colpiscono incessantemente Londra. Tre di questi, Paul, Charlie e Carrie, vengono dati in affidamento miss Eglantine Price (Lansbury), una donna apparentemente normale. I tre giovani, ritenendo il posto noioso, tentano una fuga, ma dopo aver visto miss Price a cavallo di una scopa decidono di indagare. In breve scoprono che quest’ultima è in grado di usare la magia e sta studiando stregoneria per corrispondenza. Purtroppo il corso si è interrotto in seguito ai bombardamenti e la donna, in compagnia dei tre bambini, decide di recarsi a Londra per rintracciare Emelius Browne (Tomlinson), sedicente preside della scuola magica. Quest’ultimo si rivelerà un ciarlatano che ha ricopiato alcuni incantesimi da un vecchio libro spezzato a metà. Il gruppo si metterà in viaggio per rintracciare la parte mancante del tomo e un antico talismano, vivendo avventure oltre ogni immaginazione e servendosi di potenti incantesimi per combattere un’incursione nazista sulle coste inglesi.

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Oltre a brillare per la scenografia e per i piacevoli segmenti musicali, la pellicola si regge sulla classe dei protagonisti adulti: Tomlinson, già conosciuto per la figura autoritaria del signor Banks, si conferma un caratterista dalla classe inconfondibile nei panni del professor Browne, burbero e cialtrone ma anche coraggioso. A differenza della bambinaia Mary Poppins, praticamente perfetta in tutto, la miss Price di Angela Lansbury è una pasticciona dalla pessima memoria, cosa che trascinerà il gruppo in una serie di spassose disavventure. Ad accompagnare le parti cantate, composte da melodie orecchiabili come Portobello Road, non mancano i momenti dove gli effetti speciali e la sceneggiatura aprono le porte al surreale, specie durante la visita all’isola di Naboombu, interamente abitata da bestie antropomorfe.

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I protagonisti si ritrovano così a interagire con personaggi animati (il cui stile ricorda molto Robin Hood) durante una caotica partita di calcio. Il culmine viene raggiunto nello scontro finale, dove grazie alla magia miss Price resuscita le armature di un vecchio museo per combattere le truppe tedesche, compiendo una sorta di atto di necromanzia. La marcia dei cavalieri fantasma ha una regia e un design sonoro formidabili e, se non fosse per i pur apprezzabili momenti slapstick, non sfigurerebbe in un film horror di stampo burtoniano. Sempre nell’epilogo emerge una sensibile componente di patriottismo inglese, che però risulta allineata al contesto filmico (analogamente ad altri prodotti contemporanei, come Dunkirk). Valori di produzione altissimi e un notevole equilibrio tra spensieratezza e dramma (parliamo pur sempre di guerra) rendono quest’opera un gioiello che merita una seconda giovinezza. Attenzione, non ho detto remake. Capito, Kevin Smith?

Pomi d’ottone e manici di scopa DVD 10,69€

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Conte Gracula ha detto:

    Non so se sia meglio di Mary Poppins, di sicuro è un film adorabile ed è forse il primo film Disney che abbia mai visto.
    Non vorrei dire sciocchezze, ma credo sia stato pubblicato anche il libro, in italiano: chissà quali saranno le differenze! 🙂

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  2. Austin Dove ha detto:

    film molto bello^^
    lo ho visto tanti anni fa, ma mi ricordo che alla fine lei ce l’ha fatta a fare magie grazie alla fiducia in se stessa e in ciò che credeva 🙂

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