MICHAEL GAMBON è stato un pessimo ALBUS SILENTE

Perché il Richard Harris dei primi film era migliore.

di Alessandro Sivieri

Oggi torniamo per qualche attimo in modalità potteriana. Non sono un fanatico della serie, ma ho avuto il mio momento, leggendomi tutti i libri e gustandomi gli episodi cinematografici. Parliamo di una pietra miliare, un franchise che ha letteralmente stregato giovani e meno giovani. Si è avuto un revival recente Animali fantastici e dove trovarli, spin-off sceneggiato dall’autrice originale, J. K. Rowling in persona. Passato qualche anno e metabolizzati gli otto film della saga, sorge spontanea qualche domanda: sono esenti da difetti?

Harry Potter e Albus Silente in scena

Assolutamente no. A pesare sono le pecche registiche di David Yates, subentrato dal quinto episodio in poi: un generale scimmiottamento del lavoro di Alfonso Cuarón per Il prigioniero di Azkaban e poche scelte di rilievo sul piano visivo. Un’altra mancanza, che si avverte proprio a partire dal terzo episodio, riguarda un personaggio principale.

Harry Potter e Albus Silente ne Il principe mezzosangue

Harry Potter e il Preside mezzo scemo.

È un dato di fatto che un libro presenta una complessità che non sarà mai resa al 100% in un lungometraggio, in virtù di tempi narrativi compressi e limiti nella messa in scena, senza contare i vincoli produttivi. Una cosa è fattibile, anche se al livello minimo sindacale: rispettare i personaggi, costruirne una incarnazione fedele, puntando su un casting azzeccato. Purtroppo così non è stato per Albus Silente, preside della scuola di Hogwarts.

Albus Silente di Michael Gambon

Nei primi due film, più ingenui e zuccherosi (in linea con il percorso di crescita dei protagonisti), la questione Silente è filata liscia: a impersonarlo c’era Richard Harris (Marco Aurelio ne Il gladiatore di Ridley Scott), che ne ha reso perfettamente i tratti caratteriali. Albus è il preside di una delle più prestigiose scuole di magia del mondo, un mago anziano, saggio e oltremodo potente, tanto da essere l’unico avversario che il crudele Voldemort abbia mai temuto. Ciononostante appare come una persona modesta, un po’ eccentrica, capace di mantenere la calma nelle situazioni più concitate, anche se nell’ultimo romanzo emergeranno alcune sue colpe del passato. Il classico personaggio che possiede potere e bontà in egual misura. Harris era convincente come simpatico vecchio stregone che tutti rispettavano.

Albus Silente di Richard Harris

Purtroppo Harris è venuto a mancare, e da Il prigioniero di Azkaban in poi è stato sostituito da Michael Gambon, che si è discostato sotto ogni aspetto dal vecchio Silente. Nulla da dire sulle doti attoriali dell’interprete, ma non risulta credibile se accostato ai tratti caratteriali del suo doppio cartaceo. Gambon si distingue da Harris per un piglio più servero e intimidatorio. Nella sua lunga carriera figurano ruoli negativi, legati a figure tiranniche, come il generale Zevo in Toys con Robin Williams o Giorgio V ne Il discorso del re, che è valso l’Oscar a Colin Firth.

Michael Gambon attore

Quest’aura integerrima è stata infusa nel nuovo Silente, che in più frangenti si discosta dai romanzi in modo palese: al preside comprensivo, sempre pronto a dare fiducia a Harry, si sostituisce un individuo dallo scarso autocontrollo. Una scena su tutte? Ne Il calice di fuoco, a seguito dell’inattesa nomina di Potter a quarto campione del Torneo Tremaghi, Silente/Gambon perde platealmente le staffe, arrivando a scuotere con violenza il protagonista per tirargli fuori la verità su una presunta manomissione del Calice. Del tutto diverso il Silente del libro, che tra i presenti è il più rilassato e prende da subito le difese del giovane Harry.

Albus Silente arrabbiato

La situazione non migliora con i capitoli successivi: ci sorbiamo un Album Silente imbambolato durante lo scontro con il crudele Voldemort al Ministero della Magia, senza quel confronto dialogico che aveva reso avvincente la scena nel romanzo. Nemmeno davanti ai flashback del Pensatoio, all’agonia e infine alla morte, ne Il principe mezzosangue, Michael Gambon offre una complessità emotiva paragonabile a quella che ci si aspettava da Silente. A metterci lo zampino una scrittura che deve tenere conto di decine di personaggi con relativo screen time, oltre a una gestione attoriale non proprio brillante.

Silente seduto in Harry Potter

Anche il miglior attore può fare poco se non riceve un buon materiale di partenza e sufficienti input dagli addetti ai lavori. Ancora oggi viene da chiedersi perché, a seguito di un casting per molti versi inattaccabile, i produttori siano scivolati in modo così eclatante su una versione al vetriolo di uno dei personaggi più amati della serie. Eppure il dado è tratto, quindi non resta che passare la palla a Jude Law nella saga di Animali fantastici, dove troviamo un Silente ringiovanito.

Oltre alla bacchetta di Silente, non perdetevi il nostro confronto tra Grindelwald e Voldemort, i due cattivi principali della saga. Infine potreste trovare interessante la nostra teoria sulla pazzia di Harry Potter!

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. lucia ha detto:

    io credo che il personaggio non lo faccia solo l’attore. Spesso l’attore si “piega” anche a delle direttive, imposte (forse) da un diverso regista che diversamente interpreta e plasma i personaggi sulla scena. Non a caso Columbus ha diretto solo i primi due film.

  2. Federico Paccani ha detto:

    Mah, che tristezza vedere cosa si arriva a pubblicare per ottenere qualche click in più.

    Detto con pacatezza, scrivi un articolo da blog(non penso si possa chiamare editoriale) e ci piazzi come titolone “GAMBON è STATO UN PESSIMO SILENTE”, poi uno apre l’articolo e cosa trova? Il nulla a sostegno della tua tesi, solo acqua calda sul fatto che Harris avesse dei tratti e un’espressione che lo rendeva più fedele a Silente, cosa risaputa e appurata, e la famosa scena del Calice di Fuoco. Non hai altre scene con cui puoi motivare che “Gambon ha ucciso Silente a livello interpretativo”? Ma LOL. In 5 film.

    Scena uscita da cani non certo per colpa dell’attore, che ha fornito ad ogni film un’interpretazione più che soddisfacente, ma di sceneggiatori idioti che troppo spesso hanno ignorato i caratteri originali dei personaggi dei libri.
    E a questo punto allora si potrebbe scrivere un articolo su tantissimi attori della saga di HP, magari anche con qualche argomentazione in più.
    Gambon è stato una delle colonne più solide delle trasposizioni di Harry Potter, ma non nego che Harris poteva fare meglio.

    1. Monster Movie ha detto:

      Il fatto che un lettore possa rimanere più o meno soddisfatto di ciò che trova all’interno di un articolo spesso può sfuggire alle nostre logiche strutturali. Capisco ti fossi trovato di fronte, cliccando sull’articolo ad una pagina soffocante dove decine di pop-up inglobavano ogni tipo di contenuto e lo stesso fosse solamente emarginato in due stringette accompagnate da dieci link di affiliazione, ma come puoi notare, attualmente non abbiamo attivo nessun servizio di AD e quelle centinaia di visite ad articolo non ci porterebbero nemmeno a ripagarci le spese di gestione. Gli autori di Monster Movie non hanno velleità dominatrici ed edoniste, quindi posso capire se sei rimasto deluso e avresti preferito delle esplicazioni più corpose e può essere un’osservazione da tenere in considerazione, ma scrivere termini come “tristezza” o declassare metaforicamente la forma di questo pezzo ci pare ingiusto e non doveroso. Fin da Gutenberg si stampavano titoli accattivanti, per attirare nuovi lettori o acquirenti, ma la linea sottile da non oltrepassare sta sempre nel buon gusto e nell’onestà intellettuale: qualità che contraddistinguono ogni autore di questo portale. Ci spiace che ti sia intristito nel leggere il pezzo, speriamo che un altro dei nostri approfondimenti possa invece essere stimolante.

  3. Sirius Bau ha detto:

    Riguardo alla scena del Calice di Fuoco che non rispecchia quella del libro, non vedo cosa c’entri l’attore in sé.
    L’attore è obbligato a seguire il copione e, se il copione diceva che in quella scena Silente doveva mostrarsi irrequieto, quello doveva fare.
    Se ci fosse stato Harris avremmo assistito alla stessa scena se il copione fosse stato uguale.

    1. Monster Movie ha detto:

      Per quanto in una produzione ci siano delle figure che si occupano della gestione attoriale (in particolare il regista stesso), viene ingaggiato un attore anche per il suo tipo di interpretazione, il portamento e la mimica. In poche parole, ha un certo margine per mettere in scena le azioni descritte nel copione. Gambon ha un piglio arcigno e autoritario che ha sfruttato anche in altre pellicole (vedi Il discorso del re) ed è stato scelto per sostituire Harris, che purtroppo è venuto a mancare. Dubito comunque che con uno come Harris avremmo avuto il medesimo effetto sulla scena, perché le modifiche nell’atteggiamento di Silente si sono percepite fin dal terzo capitolo, quando è avvenuta la necessaria sostituzione.
      – Ale

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