VENOM: LA FURIA DI CARNAGE – Il Deadpool di riserva

Abbiamo visto in anteprima il sequel di Venom (2018), ecco cosa ne pensiamo.

di Manuel Bestetti

Prima dell’inizio del film ci vengono mostrati due video, uno di Andy Serkis (regista del film) e uno di Tom Hardy (protagonista) che ci chiedono gentilmente di non fare spoiler su quello che vedremo e, soprattutto, di goderci il divertimento che questa pellicola, a detta loro fatta per i fan, vuole trasmettere. È davvero triste pensare che davanti alla prima richiesta qualcuno se ne sia fregato e abbia comunque fatto girare online la scena post credits e che varie testate l’abbiano descritta nei minimi particolari pur di accaparrare qualche click in più. In questa recensione accetteremo molto volentieri la prima richiesta del duo: non leggerete nessuno spoiler e potrete farvi un’idea della qualità del film senza inficiarne la visione. Per la seconda richiesta… beh, per chi l’ha visto è stato più difficile del previsto.

venom e carnage simbionti

Venom vs. Carnage è come Mr. Hyde contro un Mr. Hyde peggiore.

Partiamo, però, dall’inizio: Venom. All’uscita del primo capitolo del Sony’s Spider-Man Universe (all’epoca chiamato Sony Pictures Universe of Marvel Characters) il pubblico sembrava diviso: c’era chi aveva adorato e apprezzato la versione molto simpatica e ironica del personaggio e chi invece non lo vedeva di buon occhio, preferendogli il lato più oscuro mostrato in altri contesti. Il botteghino, però, diede ragione a chi aveva lavorato al film: più di 850 milioni di dollari alla conclusione della sua corsa. Nonostante le reazioni non proprio complessivamente entusiaste, il film era un successo e la scena dopo i titoli di coda che mostrava il Cletus Kasady di Woody Harrelson aveva interessato anche gli spettatori più critici.

venom vs carnage poster del film

Eccoci dunque all’arrivo del sequel, presentato con dei trailer che promettevano tutto ciò che c’era nel primo film ma portato all’estremo. Quello che si vede sullo schermo è proprio questo: l’estremo. Le battutine che nel primo capitolo erano una parte prominente ma bene o male contenuta qui sono continue, infilate a forza in qualunque situazione. Gli effetti speciali sono due passi avanti rispetto a quelli del primo capitolo, i quali all’inizio faticavano a risultare convincenti. La sceneggiatura è più coerente, forse meno solida ma comunque appagante nel suo complesso. Tecnicamente non siamo di fronte a un film che si potrebbe dire essere uscito nel 2021, ma non risulta troppo imbarazzante da risultare fuori tempo massimo.

carnage cletus kasady film

La scelta del cast, di nuovo, è molto azzeccata. Questa versione di Eddie Brock è perfetta per dare a Tom Hardy la possibilità di interpretare il ruolo della persona in crisi, spaesata e che non ha idea di come portare avanti questo suo nuovo modo di essere. Esattamente come nel primo film, il simbionte e Eddie battibeccano in continuazione, seguendo la pista di un buddy movie, e il tutto è finalizzato a farli rappacificare. La trasposizione visiva di Venom, poi, è più convincente che nel precedente capitolo. Più volte viene mostrato nel dettaglio in scene alla luce e quasi mai risulta poco credibile. Il cast di supporto rimane invariato sia per la sua composizione sia per l’effetto che ha nella trama: Michelle Williams, Reid Scott e Peggy Lu mantengono la loro risicata importanza all’interno della pellicola, risultando importanti solo per l’evoluzione del (dei?) protagonista (i?) principale (i?).

andy serkis regista venom 2
Andy Serkis, regista di Venom 2 e pioniere della motion capture.

Discorso a parte per i due villain del film: il Cletus Kasady di Woody Harrelson e la Shriek di Naomie Harris. Harris si ritrova tra le mani un personaggio sicuramente marginale ma che, esattamente come per i personaggi secondari associati a Eddie Brock, risulta importante ai fini dell’evoluzione del villain principale. Kasady, invece, viene trattato davvero con i guanti e tutta la sua storia (con annesse tragedie e simili) viene raccontata e mostrata durante tutta la pellicola. Per chi conosce già il personaggio sarà un piacere scoprire che non è stato edulcorato, per chi non lo conosce sarà interessante scoprire quali sono motivazioni e esperienze che lo hanno creato. Ma il personaggio visivamente più interessante è sicuramente Carnage: reso davvero bene, la sua entrata in scena è d’impatto e la sua voglia di carneficina non rimane insoddisfatta: non aspettatevi sangue e violenza troppo espliciti ma il numero di cadaveri che vedrete è veramente elevato.

eddie brock venom nel film

Eddie Brock, il suo simbionte e la loro idea di McChicken.

In conclusione siamo di fronte a una pellicola che spera di risultare il più d’intrattenimento possibile cercando di richiamare in sala quei fan non del fumetto ma del primo film. Tom Hardy lo ha definito “il migliore del franchise fino ad ora” e da un certo punto di vista si può dire che sia un passo avanti, il problema è capire dove il proprio gusto voglia vedere avanzare la pellicola. Se avete apprezzato il primo capitolo e ne volete di più allora lo adorerete, se avevate riserve e siete incuriositi allora potreste apprezzarlo ma se non vi siete divertiti nel 2018 difficilmente lo farete ora. Venom – La Furia di Carnage è Venom (2018) all’ennesima potenza, quel tipo di cinecomic che imbrocca il filone dell’ironia alla Deadpool: gli addetti ai lavori si sono divertiti molto a farlo, la speranza è che chi entrerà in sala riuscirà a capirne le intenzioni e che si lascerà trascinare anch’esso dall’intrattenimento offerto.

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