COWBOYS & ALIENS – LA SBORNIA FANTAWESTERN

007 alza il gomito e finisce nel deserto con gli scarti di Independence Day.

di Alessandro Sivieri

Jon Favreau non è un prestanome sprovveduto. Parliamo di colui che, insieme al carismatico personaggio di Robert Downey Jr., ha dato inizio all’Universo Cinematografico Marvel con il primo Iron-Man. Sempre suo è il remake in live action de Il libro della giungla, con effetti digitali sorprendenti e un cast vocale d’eccezione; un tale successo di critica e box-office ha convinto la Disney ad affidargli un’operazione analoga con Il re leone, che vedrà la luce entro il 2019.

jon-favreau-variety-home-entertainment-hall-of-fame.jpg

Peccato che nella carriera di ogni regista sia previsto un pesante scivolone e il suo è avvenuto nel “lontano” 2011. Un giorno a lui e al produttore esecutivo Spielberg, probabilmente dopo aver svuotato la vetrina dei liquori, è venuta l’idea folgorante: adattare per il grande schermo la graphic novel di Scott Mitchell Rosenberg, che parla di improbabili incontri ravvicinati tra gli extraterrestri e i pionieri del vecchio West. Ad aver preso una sbronza ancora peggiore è il team di sceneggiatori, che comprende nomi come Alex Kurtzman, Roberto Orci (i due del reboot di Star Trek) e Damon Lindelof. Sembra quasi che il semplice concetto di accostare alieni e pistoleri basti a giustificare l’esistenza della pellicola, senza prendersi la briga di concepire una storia decente. Tenendo presente il minestrone di Prometheus, è probabile che ad aver fatto più danni in tal senso sia proprio Lindelof. Ora facciamoci del male e scendiamo nei particolari.

 cowboysaliens2.jpg

Nel cuore dell’Arizona tre cacciatori di taglie incontrano Jake Lonergan (Daniel Craig), risvegliatosi nel bel mezzo del deserto con un’amnesia. Ricorda solo frammenti della sua vecchia vita e al polso porta un misterioso bracciale, tecnologicamente troppo avanzato per essere di fattura umana. Anche se smemorato, Jake sa alternare cazzotti in faccia e frasi da macho con una facilità disarmante, e lo dimostra neutralizzando i tre sconosciuti, prima di imbattersi nella cittadina di Absolution. Il prototipo incarnato da Craig esiste fin dagli albori del genere western: dal John Wayne di Ombre Rosse in poi ci siamo ritrovati con degli outsider senza passato, dei fuorilegge che dal deserto vengono e nel deserto ritorneranno, dopo aver regolato i conti con qualche malcapitato.

12a19a704c81ee369cd8c50bd547a7e5.jpg

L’espressività, l’impianto dialogico e persino lo stile di combattimento del protagonista non differiscono da un qualunque episodio recente di 007, dandoci l’impressione che James Bond si sia teletrasportato nel West dopo una nottata trascorsa al pub. Nemmeno i comprimari che vivono nella cittadina riescono ad aggiungere un po’ di brio: Olivia Wilde è un’avventuriera enigmatica con cinturone e vestitino, Sam Rockwell (ora fresco di Oscar) è il tipico barista passivo-aggressivo e Paul Dano è il viziatissimo rampollo del latifondista locale, un Harrison Ford strafatto di farmaci per la prostata.

 olivia-wilde-actress-wallpapers.jpg

I cattivi e i meno cattivi sono costretti ad allearsi quando una flotta di navicelle aliene attacca la città, seminando distruzione e rapendo persone con il lazo, tra cui il figlio del colonnello Dolarhyde (Ford), che forma un sodalizio con il protagonista per fronteggiare la minaccia. Quest’ultimo ricorda progressivamente il proprio passato di fuorilegge e scopre che il suo bracciale è una potente arma al plasma, estremamente utile dato che i proiettili non hanno effetto sul nemico. Il design degli extraterrestri è anonimo quanto il loro scopo: sono venuti sulla Terra per raccogliere oro e vivisezionare qualche umano, tra cui la moglie di Lonergan, che giustamente giura vendetta.

26d3e839c4b2b30e3d4488f46f9ce806.jpg

Gli elementi che risulterebbero interessanti, come l’assurdità del contesto e la disparità tecnologica tra le due fazioni, vengono annacquati da una scrittura monocorde e da personaggi che non riescono a lasciare il segno: il barista Doc diventa un duro per salvare la moglie, Dolarhyde è un veterano che si riscopre padre e Walton Goggins capita sulla scena per fare la spalla comica. Appesantiscono l’atmosfera delle trovate poco esaltanti, come l’allenza con gli indiani (gli Ewok di turno), Olivia Wilde che risorge dalle ceneri e Craig che porta dei fiori a una casa distrutta. Abbondano le trovate da commedia, piazzate sulle spalle dei caratteristi, ma a mancare è l’autoironia vera e propria, che avrebbe motivato un giudizio più indulgente. A riprova del fatto che non basta un bel team di produzione a garantire il successo, Cowboys & Aliens riesce nell’intento di non essere né un western né uno sci-fi.

Cowboys & aliens 8,49€

81kL8z5x+lL._SL1500_.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...