MOSTRI CLASSICI: Dracula

Recensione dell’importante trasposizione del libro di Bram Stoker con Bela Lugosi protagonista.

di Matteo Berta

“Just a moment, ladies and gentlemen! A word before you go. We hope the memories of Dracula and Renfield won’t give you bad dreams, so just a word of reassurance. When you get home tonight, and the lights have been turned out, and you are afraid to look behind the curtains — and you dread to see a face appear at the window — why, just pull yourself together and remember that after all, there are such things”

Abrahm Van Helsing

Ho deciso di iniziare questo articolo con il discorso finale di Edward Van Sloan che accompagnava le prime proiezioni del film al cinema. L’attore che interpretava il famoso Van Helsing infatti appariva dal nulla e cercava inizialmente di tranquillizzare il pubblico, per poi suggestionarlo e infine lasciarlo tornare alle proprie dimore con un filo di terrore. Il suo discorso terminava con una frase che nel cinema contemporaneo di mostri è stata trasposta in diverse versioni (Kong Skull Island, In the Heart of the Sea…), in particolare con l’espressione: “Monsters exist!“.

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Raro fotogramma del discorso finale di Edward Van Sloan

Il Dracula del 1931 nasce come adattamento dell’omonimo spettacolo teatrale di Broadway, dove gli stessi Lugosi e Sloan avevano già interpretato i loro personaggi fin dal 1927. Il film è diretto da Tod Browning e da Karl Freund, entrambi arrivati dal cinema muto, ed è per questo che vi sono molte sequenze senza dialoghi, un po’ per abitudine e un po’ per timore nei confronti della nascente tecnologia del sonoro applicato al cinema. Questo film, oltre a essere conosciuto per aver reso Dracula l’icona principale dell’horror, possiede anche diverse peculiarità. È privo di musica extra-diegetica, con esclusione dei titoli di testa, dove si sente una rivisitazione del “Lago dei Cigni” di Tchaikovsky. I produttori avevano timore che, non essendo ancora in voga l’utilizzo di colonne sonore originali, lo spettatore rimanesse confuso e non capisse da dove provenisse la musica, non essendovi convenzionalmente abituato (in questo articolo della nostra rubrica “Musica per Mostri” parliamo di questo film MUSICA PER MOSTRI LA UNIVERSAL NEGLI ANNI ‘30 (PARTE 1) ). Nel 1994, per un’edizione speciale del film, venne ingaggiato Philip Glass per comporre la colonna sonora (nel cofanetto che trovate in fondo all’articolo è presente la pellicola con la possibilità di visione con o senza la musica aggiunta).

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Un’altra singolarità interessante è rappresentata dal doppio girato per due pubblici diversi: il set del film ospitava sia la troupe per la distribuzione americana-inglese sia una troupe per il mercato sud-americano, infatti Bela Lugosi & company giravano durante il giorno, mentre la produzione ispanica lavorava durante la notte. I cultori del cinema di mostri classico dicono che la versione spagnola sia migliore di quella anglofona per la presenza di effetti speciali migliori e costumi non “censurati”, infatti la sensualità è molto più marcata e credibile della versione “latina” (entrambe le versioni sono presenti nel cofanetto in fondo all’articolo).

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Nonostante l’importanza storica della pellicola, credo che questo lavoro sia il peggio realizzato tra gli otto capostipiti dei mostri della Universal. La storia incespica spesso, i problemi di narrazione dovuti all’impronta registica “silenziosa” sopracitata sono numerosi e dal mio punto di vista, quest’opera non rende onore alla fantastica storia narrata da Stoker nel 1897. Gli straordinari interpreti e le scenografie da urlo (mix di esterni e interni reali e fondali costrutti) non riescono a sopperire alle problematiche narrative che rendono il tutto molto confuso, e spesso si perdono motivazioni e giustificazioni di personaggi per strada. Se i primi due articoli di questa nuova rubrica parlavano di due film che non sono per nulla “invecchiati” dal punto di vista qualitativo, per quanto riguarda Dracula è veramente difficile immedesimarsi nel pubblico che uscì estasiato dalle proiezioni nelle sale, perché oltre allo stupore effettistico e di genere, non è semplice trovare degli elementi che aiutino la contestualizzazione critica.

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Questo Dracula rimane un pilastro iconico del cinema di Mostri per molte motivazioni, ma forse non ha superato la prova del tempo, e dove in altri titoli si percepisce un’autorialità e una volontà di intenti, qui si fatica a scovare delle suggestioni positive.

Consigliamo questo cofanetto dei principali film dei mostri classici della Universal, il più completo. Non preoccupatevi, sono presenti sia l’audio che i sottotitoli in italiano, pur essendo un’edizione estera.

Universal Classic Monsters: The Essential Collection

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