LEGION – La più bella e sottovalutata serie dell’universo Marvel

Le serie Marvel dell’MCU sono decollate senza però alzarsi mai di quota. Nessuna ha mai convinto, eppure fuori dai radar una ci sarebbe: Legion, serie tanto bella quanto sottovalutata.

di Cristiano Bolla

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Change my mind, recita un popolare meme. Una frase che si adatta bene al contenuto di questa recensione (tardiva) dell’unica serie prodotta da Marvel Television a non far parte dell’MCU, Legion. Per chi scrive, la più bella e sottovalutata serie su un prodotto Marvel mai realizzata: tutti in fila i vari Daredevil e Jessica Jones, ben distanziate tutte le altre (con alcune, tipo Iron Fist, talmente in fondo alla fila da venir superate dalle versioni scrause low budget tipo Avengers of Justice). D’altra parte, change my mind si adatta bene anche al contenuto stesso e al personaggio protagonista della serie, Legione.

Per i neofiti dell’universo Marvel, Legione è il nome da supereroe di David Haller, il cui padre è niente meno che un certo Charles Xavier, il Professore degli X-Men. Questo spiega probabilmente perché Legion, prodotta da Marvel Television, non rientri nell’MCU al pari di un Luke Cage qualsiasi. La prima stagione risale al 2017, prima dell’acquisizione di Fox da parte di Disney/Marvel e quindi della possibile inclusione dell’universo dei mutanti. La sua distribuzione su Fx (canale Fox in Italia presente su Sky) l’ha sicuramente allontanato dal pubblico generalista e di Netflix. Peccato.

David Haller Legion

David Haller, dicevamo. Come il padre è un telepate, con poteri probabilmente più grandi del Professor X stesso, roba da divinità vera e propria. La sua mente è la sua realtà e non c’è cosa che non sia in grado di fare: dalla telepatia al teletrasporto, dite qualcosa ed è probabile che sappia farla. Come controbilanciare drammaturgicamente questo enorme potere per rendere interessante le sue storie? Gli autori Chris Claremont e Bill Sienkiewicz, che crearono il personaggio nel 1985, gli diedero una particolarità: David Haller è schizofrenico e soffre di personalità multiple. Mica male per un dio onnipotente, no?

Come se non bastasse, la storia di David (o di Legione, nome che include tutte le sue personalità) è segnata da due eventi: l’abbandono dei genitori e la possessione da parte del Re delle Ombre Ahmal Farouk, entità psichica che agisce come un parassita e che occupa la mente di David per 32 anni. Sapete, le classiche cose che traumatizzano tutti i neonati.

Ammiraglio Fukyama in Legion

Legion della FX parte da qui: la storia dello schizofrenico David Haller, che prende coscienza dei suoi poteri e cerca di liberarsi del cancro che ha in testa. Attorno a lui, vari e colorati personaggi che sono decisamente di peso minore nell’universo dei fumetti – come Switch – o del tutto inventati – come Ptonomy o l’Ammiraglio Fukyama – ma che in una serie come Legion vengono esaltati alla grande. Sono 2 i punti interessanti della serie, che l’estate scorsa è arrivata alla sua conclusione nell’anonimato più completo dopo 3 stagioni.

Da un lato, Legion è la più bella serie su un supereroe Marvel perché è l’unica che adatta la sua forma al contenuto. Dobbiamo raccontare di un telepate schizofrenico? E allora lasciamo volare la fantasia e gli effetti speciali, facciamo si che l’involucro con cui avvolgiamo la storia rifletta esattamente la natura del racconto stesso. Legion è astrusa, colorata, psichedelica e per questo difficile, contorta e a volte frustrante. Il creatore Noah Hawley ha sacrificato per 3 stagioni la via della linearità, del racconto classico per giocare con la mente di David e col pubblico, riempiendolo di meraviglie che possono sembrare fini a se stesse, sorrentinate addirittura. E quindi via con inserti musicali, lavori di montaggio che alterino il senso del tempo con tagli ed elisioni e tanti trip da acido puro. A Vanity Fair Hawley disse:

Il mio obiettivo è fare qualcosa di estroso, creativo e inaspettato. Non solo perché voglio fare qualcosa di diverso, ma perché mi sembra il modo migliore di narrare questa storia.

Scontro tra David Haller e Ahmal Farouk

Non di sola estrosità però vive questa serie. Qualcosa da raccontare c’è eccome. In tre stagioni: la prima riassumibile in un David vs David, la seconda in David vs Ahmal Farouk (il Re delle Ombre) e la terza con David vs il suo dolore. Una serie piena di effetti speciali si è rivelata avere anche un piano drammatico molto chiaro e toccante. Episodi come Brucia (2×4) e Realtà Parallele (2×6) e il finale stesso della terza stagione, rispecchiano questa intimità mascherata da fuoco d’artificio. Il problema del protagonista, infatti, non è “solo” la schizofrenia o il parassita millenario che gli vive nella testa, no: il problema di David Haller è l’abbandono dei genitori, la ricerca di quell’amore “scontato” e le tracce che tutto questo lascia dentro di sé.

Legion non ha sfondato: ha avuto buone critiche, ma tra il pubblico generalista non sono molti ad averla vista. Chi l’ha fatto forse è rimasto deluso da tanta magnificenza conclusasi in qualcosa di poco scoppiettante, molto intimo e “umano” rispetto al resto. Ma di certo non può essere rimasto deluso dalla fattura generale, dal capire come non c’era modo migliore per raccontare un antieroe come Legione.

Ed è per questo che Legion è la serie più bella su un personaggio Marvel, con buona pace di Daredevil e compagni di merende. Non siete d’accordo? Change my mind. Ma niente trucchi da telepate.

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