PERCHÉ IL NUOVO SPIDER-MAN POLVERIZZA I PREDECESSORI

PERCHÉ IL NUOVO SPIDER-MAN POLVERIZZA I PREDECESSORI

di Alessandro Sivieri

 

DISCLAIMER: ebbene sì, questo 2016 è denso di tizi in calzamaglia e non riesco a smettere di scriverne qui sopra. Abbiate pietà perché in caso di lamentele verrò crocifisso in sala mensa.

In principio era l’Arrampicamuri. Prima che la macchina Disney/Marvel si mettesse in moto, prima che Iron-Man, Captain America e gli Avengers in generale diventassero mainstream e conquistassero fan al di fuori dell’universo cartaceo, c’era lui. L’Uomo Ragno è un’istituzione, chiunque lo conosce, anche chi è da sempre a digiuno di fumetti. Ed è normale che all’inizio degli anni duemila, quando il cinema supereroistico come lo intendiamo oggi muoveva i primi passi, fosse proprio Spider-Man uno dei primi personaggi a compiere il grande balzo. Ma perché piace tanto alla gente? Forse perché sotto al costume attillato si nasconde un ragazzo normale, un po’ nerd e dalla battuta facile, che ha ottenuto poteri straordinari ma rimane con i piedi per terra, combattendo il crimine in virtù di una promessa fatta a se stesso, del rimorso per una morte che non è riuscito a evitare, e che lo ha reso la persona che è oggi. In poche parole, ammettiamolo: quanti di voi, prima del fenomeno Avengers e della iconica interpretazione di Robert Downey Jr., celebravano Iron-Man con altrettanto fervore?

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Nel momento stesso in cui leggete queste righe stiamo vivendo nell’epoca d’oro dei cinecomic, e anche il nostro Arrampicamuri è già passato attraverso varie incarnazioni. Dopo il flop dell’ultimo lungometraggio, la Sony si è vista costretta ad affidare il controllo creativo alla Marvel, che si è metaforicamente riappropriata della sua creatura, inserendola prontamente nel suo universo cinematografico: in Captain America: Civil War abbiamo assistito all’apparizione dell’ultima versione di Spider-Man, interpretata dal giovanissimo Tom Holland. Si possono muovere molte critiche alla Marvel, ma non si può certo dire che non sappia fare centro col casting, infatti il nuovo Uomo Ragno ci è parso semplicemente perfetto, più naturale che mai.

Ragazzi, non c’è davvero partita.

A questo punto, però, è opportuno procedere con ordine e passare al vaglio tutti gli attori che hanno vestito i panni del nostro eroe, e che a nostro giudizio corrispondono anche a un crescendo di qualità:

TOBEY MAGUIRE (2002-2007)

I film di Sam Raimi hanno avuto il merito di sdoganare Spider-Man al cinema, e sono sicuramente prodotti di buona qualità, sebbene un po’ ingenui nella scrittura: il picco si è sicuramente toccato con il secondo episodio, complice un ottimo Dr. Octopus interpretato da Alfred Molina, del terzo invece è meglio non parlare (rimarranno per sempre i traumi di un Peter Parker malvagio con la frangetta e il ballo facile). Ma come se l’è cavata il protagonista? Tobey Maguire, che all’epoca del primo film si avviava già verso i trent’anni, è forse il meno apprezzato dal sottoscritto. Non serve essere dei fanatici con pile di volumi in cantina, basta sfogliare qualche avventura a caso per scoprire che il nostro caro Peter è sì un po’ sfigato, ma non un fesso. E invece, la faccia da pesce lesso di Tobey ci regala proprio un Peter Parker passivo, quasi apatico, che pare persino incapace di allacciarsi le scarpe.

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Per non parlare poi delle scene di pianto o di alcune espressioni da costipato durante gli sforzi fisici più estremi. Ci sono modi e modi di fare commedia (in fondo è un supereroe positivo, e la Marvel di oggi certamente non risparmia siparietti nelle sue pellicole), ma proiettare tonnellate di figuracce da Stanlio e Ollio sul nostro eroe per strappare qualche risata fa sconfinare tutto nel grottesco. E se il costume di Spider-Man non è affatto male, la sua corporatura muscolosa non è del tutto fedele alla più slanciata controparte cartacea. E inoltre, dov’è la parlantina pungente durante i combattimenti? Una cosa che ci mancherà è però il J. Jonah Jameson di J. K. Simmons, semplicemente uno spettacolo.

ANDREW GARFIELD (2012-2014)

Dopo il disastroso Spider-Man 3, in casa Sony si è reso necessario un reboot, ed ecco arrivare la saga The Amazing Spider-Man con Marc Webb (500 giorni insieme) al timone e Andrew Garfield (già interprete del co-fondatore di Facebook in The Social Network) nei panni del nuovo Peter Parker. Se i cattivi sono un po’ sottotono rispetto alla trilogia di Raimi, ci sono alcune cose che funzionano meglio: innanzitutto abbiamo uno Spider-Man che finalmente si crea i lanciaragnatele da solo, scherza un po’ durante i combattimenti e ha quel fisico magro che rende credibili le sue rapide acrobazie.

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Funziona poi benissimo l’alchimia con l’incantevole Gwen Stacy di Emma Stone, più apprezzabile della Mary Jane di Kirsten Dunst. Quali sono i problemi? A parte una storia d’origine ri-raccontata in modo più scialbo e villain futili, questo Peter Parker è ancora imperfetto: se quello di Tobey era troppo fesso, quello di Andrew è troppo figo, più simile a uno skater alla moda che a un intellettuale. Dopo la tiepida performance del secondo episodio, il pallino è finalmente tornato alla Marvel, anche se Garfield verrà comunque ricordato con piacere (girava addirittura una petizione per evitarne il recast).

TOM HOLLAND (2016-il più a lungo possibile)

Ora Spider-Man è tornato a casa e il suo nuovo episodio stand-alone, in uscita l’anno prossimo, si chiamerà – ironia della sorte – Spider-Man: Homecoming. Il nostro beniamino è però già parte del cast di Captain America: Civil War, nelle sale in questo momento, e la sua inclusione in questa sorta di royal rumble di supereroi ha alimentato non poco le attese per il film, che si sta confermando un successo di critica e botteghino. Perché se questo nuovo Uomo Ragno rimane in scena per un tempo limitato, sono bastati trenta minuti in una pellicola non sua per distruggere tutto ciò che è venuto prima: Tom Holland, che ha una ventina d’anni e un certo talento attoriale e acrobatico, incarna perfettamente un Peter Parker ancora liceale che ha ottenuto i poteri da pochissimo tempo, ed è desideroso di farsi valere. Indossa un costume (per gentile concessione di Tony Stark) che richiama molto il passato, compie mosse spericolate, sfodera la sua parlantina irresistibile e, sopratutto, è già parecchio forte.

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Nei panni quotidiani di Peter si rivela ugualmente convincente: è quel ragazzino nerd, impacciato ed entusiasta che abbiamo sempre immaginato, che si eccita facilmente e non tiene la bocca chiusa nemmeno per un secondo; le sue motivazioni, però, sono già ben mature (e ci si chiede se nel suo film verrà mostrata di nuovo la morte dello zio Ben). Che dire, la Marvel ha riavvolto il nastro e per l’occasione ha scelto un giovane da crescere in casa propria. Vi è poi una chicca aggiuntiva che non può che deliziare i maschietti: l’inclusione dell’affascinante Marisa Tomei nei panni di una zia May piuttosto milf. Non stupisce l’atteso ritorno di Tony Stark anche in Homecoming, probabilmente nelle vesti di mentore paterno per Peter e fervente ammiratore della zia…

Captain America Civil War (Blu-Ray)

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12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Michele Dal Poggetto ha detto:

    D’accordo su tutta la linea. Con gli Amazing mi hanno non poco rovinato la saga Ultimate ma era sempre ok. Questo é perfetto.
    Ps. JK Simmons si é detto disponibile a reinterpretare JJJ anche in homecoming

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    1. christaub ha detto:

      JK Simmons farà il commissario Gordon per la DC, difficile poterlo rivedere anche in Spiderman, anche se sarebbe molto gradito!

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  2. Peter ha detto:

    Assolutamente il nuovo spiderman non polverizzerà i suoi predecessori. E’ irrealistico ed è sciocca l’idea che un super eroe dai super poteri come spiderman possa avere un mentore. Nella realtà attuale esiste il super eroe ed è italiano. Firmato: Spiderman

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  3. Raffwizard ha detto:

    Prima di tutto Maguire ha recitato bene (anche se è vero, ha una faccia da pesce lesso) anche se a a me piaceva più Garfield, meglio aderente al personaggio originale.
    Quanto a Holland non è malaccio, sta nel mezzo, vedremo poi, anche se in Civil war Spider-man come personaggio è completamente stravolto rispetto al fumetto: in quest’ultimo è infatti dalla parte di Captain America, non è un adolescente imbranato ma uomo ormai fatto e sposato a Mary Jane Wartson (Gwen la sua seconda findazata è morta da un pezzo uccisa da Goblin).

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