LA GUERRA DEL FUOCO – IL REALISMO PREISTORICO

“Ron Perlman, dammi la clava!”

di Alessandro Sivieri

Jean-Jacques Annaud è un autore celebrato per le sue opere altamente evocative: ambientate nei più disparati periodi storici, aggiungono un’impronta europea al classico intrattenimento di stampo hollywoodiano. Troviamo due esempi lampanti in Sette anni in Tibet e Il nemico alle porte, senza contare Il nome della rosa, trasposizione che rende in parte giustizia all’omonimo mattone di Umberto Eco. Eppure, tirando indietro le lancette agli albori degli anni ’80, scopriamo che Annaud ha gettato il seme che ha permesso ai vari Apocalypto e The Revenant di sbocciare. Cosa c’è stato prima della violenza precolombiana di Mel Gibson e dei latrati di Leonardo DiCaprio mentre combatte orsi e divora carcasse? La risposta è La guerra del fuoco, un film incentrato sulle gesta di un manipolo di cavernicoli a cavallo tra l’Uomo di Neanderthal e l’Homo Sapiens, intenti a battersi con altre tribù per ottenere il fuoco, visto come una forza salvifica in un mondo privo di tutti i comfort a cui siamo abituati.

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Tra i protagonisti, oltre a Everett McGill, troviamo Ron Perlman al suo esordio sul grande schermo, ovviamente nei panni di un primitivo. Grazie alla sua morfologia facciale, il ruolo gli calza a pennello e il trucco è quasi un accessorio. Ostentando dei tratti rozzi e una gestualità impareggiabile, Perlman è un antenato che Fred Flintstone spostati, in grado di offrire reazioni genuine e siparietti comici ben riusciti. Fortunatamente, tutto ciò che lo circonda non è da meno.

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Partiamo dalle ambientazioni, che spaziano dalla Scozia al Canada e al Kenya. Ogni inquadratura è impostata in modo da presentarci un territorio selvaggio, oltre che esteticamente folgorante. Sul fronte registico il film sembra girato negli ultimi anni. Il piatto forte sono però i personaggi, suddivisi in varie tribù: il trucco non è mai esagerato o caricaturale, dando vita a cavernicoli perfettamente credibili. Stesso discorso per come si muovono e per come comunicano tra loro attraverso urla e suoni gutturali. I Neanderthal di Annaud, basati su scrupolose ricerche scientifiche, bucano lo schermo e incarnano una società di transizione, in grado di utilizzare utensili ma ancora priva di conoscenze e costumi che oggi diamo per scontati. Oltre al ritmo abbastanza dosato, l’assenza di dialoghi può tramutarsi in ostacolo per gli spettatori meno pazienti: essendo il sound design assolutamente nella media, l’azione viene accompagnata solo dalle valide musiche di Philippe Sarde e dai versi inarticolati degli attori. In sintesi, la pellicola funzionerebbe tranquillamente come film muto, essendo la comunicazione verbale una componente superflua (infatti era appena agli inizi!).

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Lungo il cammino alla disperata ricerca del fuoco, i nostri poco eroici primitivi faranno la conoscenza di popolazioni ben diversificate, tra cui Homo Erectus che ricordano Il pianeta delle scimmie e cannibali che rimandano al cult di Ruggero Deodato, Cannibal Holocaust, con tanto di scene splatter verosimili e ben contestualizzate. Non manca l’incontro illuminante con tribù più civilizzate, per mezzo di una Donna Sapiens interpretata dall’affascinante Rae Dawn Chong. Quest’ultima sfoggia le sue vesti adamitiche per tutto il film e insegna ai protagonisti alcune attività evolute, come la risata, l’uso delle frecce e la posizione del missionario. Per la gioia dei mostrofili non mancano gli incontri con alcune bestie: oltre a lupi famelici, orsi grigi e tigri coi denti a sciabola, troviamo un momento quasi mistico dove il personaggio di McGill fa amicizia con un branco di Mammuth. Se siete in cerca di un tuffo nel passato, La guerra del fuoco è il precursore su pellicola di Far Cry Primal, un’esperienza viscerale che vi proietta indietro di 80.000 anni, risvegliando i vostri istinti ancestrali. Questa poetica antropologica, asservita al realismo, può risultare indigesta a chi predilige ritmi narrativi più serrati. Se la noia dovesse assalirvi, prendetelo come un documentario altamente cinematografico.

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