Serie di Mostri: LORE

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Recensione dell’antologia dell’orrore targata Amazon Prime

di Matteo Berta

Dopo le incertezze iniziali relegate allo scarso numero di contenuti nel catalogo, la poca praticità della gestione dell’applicazione e i contenuti originali ridotti all’osso, Amazon Prime Video si sta imponendo alla grande e può essere considerato solamente ora come principale alternativa o avversario di Netflix.

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Sinceramente, Amazon, mi ha conquistato definitivamente proponendo la serie The Terror nel catalogo, serie prodotta da Ridley Scott e disponibile in altissima qualità sulla piattaforma (qui la nostra recensione: Serie di Mostri: THE TERROR), per poi colpirmi allo stomaco infantile nostalgico caricandomi sui server la serie animata di Magica Sabrina! e infine suggestionandomi con, appunto, Lore.

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Questa serie commistiona dinamiche documentaristiche e drammatizzazioni alla perfezione senza far perdere mai l’interesse allo spettatore e mantenendo sempre vivo quel brivido sulla schiena per tutta la visione degli episodi. Ci imbattiamo in territori tutt’ora inesplorati sempre in bilico tra il razionale e il lato oscuro della vita, sempre nell’impossibilità di credere velata dal dubbio.

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Personalmente ho trovato i due episodi finali i più azzeccati, dedicati rispettivamente al licantropo e al bambolotto, dove il primo contiene dei parallelismi tra la bestia e la natura umana, tema tanto caro nei nostri ragionamenti mostrofili e il secondo va a ricondursi a teorie come quella dell’Uncanny Valley, personalmente di grandissimo interesse.

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La narrazione in stile podcast (tra l’altro la serie è tratta da degli episodi vocali stessi), il ritmo ben gestito, le musiche azzeccate e le tematiche ben espresse fanno si che questa serie sia una delle più funzionanti di questa annata e nonostante sia un genere diverso dalla semplice narrazione seriale per episodi, non ha nulla a che invidiare con altre serie che vogliono raggiungere lo stesso obbiettivo: ovvero tenere lo spettatore incollato alla poltrona fin quando non termina questo ciondolante racconto dell’orrore.

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