PIACERI LARDOSI – Salva il pianeta, mangia un alieno

Quando il primo contatto con gli extraterrestri si conclude con un buon digestivo.

di Nosferaptor

leslie nielsen presidente alieni

Un anno fa un UFO si è schiantato nel New Mexico. Potrebbe essere stato recuperato un cadavere… beh, c’è stato uno spiacevole equivoco: era il Giorno di Ringraziamento, e il cadavere è stato mandato giù in cucina. Gli hanno ficcato il ripieno nel culo e ce lo siamo mangiato alla cena di Stato. Poi non l’ho più rivisto… no, cancella: ci hanno fatto dei panini il giorno dopo!

Bentornati nella cucina di Piaceri Lardosi, dove intendiamo svelarvi che il Presidente degli Stati Uniti è stato un involontario precursore dell’alta gastronomia. Si sa, il cibo è importante e siamo abituati fin dall’infanzia a ragionare con lo stomaco: da poppanti mettiamo in bocca di tutto, inclusi i componenti non digeribili dell’ultimo giocattolo natalizio, solo per saggiarne la consistenza. Il gusto è rimasto, insieme all’olfatto, un senso particolarmente intimo, del quale la razza umana si serve per comprendere ciò che la circonda. E qui entrano in gioco gli alieni, per i quali nutriamo una certa ossessione.

alieni scary movie 3

Fate qualunque cosa ma non chiedetegli di salutare.

Secondo l’opinione pubblica sono esseri senzienti, tecnologicamente avanzati, l’unica forma di vita che nella sua diversità è paragonabile al nostro grado evolutivo. Come sono fatti? Beh, se avete letto il nostro saggio di ufologia, con ogni probabilità sono stupidi. Che aspetto avranno? Sapranno parlare? Gli piacciono le cene con delitto? Domande alla portata di tutti. Nessuno che salti su a chiedersi se gli extraterrestri abbiano un buon sapore… fortuna che ci siamo noi! E indovinate un po’, tutto inizia da un abboffo smodato di sushi.

sushi alieno monster movie all you can eat

Incontri ravvicinati del terzo piatto.

Parliamo di una gita serale in un all you can eat, uno di quei ristoranti che consentono di ordinare cibo in quantità smodate a un prezzo fisso. Involtini primavera, uramaki, temaki, spiedini di gamberi, seppie alla piastra, tutto pesce a buon mercato che fa insospettire i pensionati e gli amici tradizionalisti, individui profondamente legati alle proprie radici culinarie, sulle orme del “Sì alla polenta, no al cous cous”. Le basi della convivenza civile impongono che ognuno possa mangiare ciò che crede senza ricevere critiche, ma sulla vostra manifesta idea di recarvi al giapponese di fiducia piomberà immancabilmente il “Non sai cosa c’è dentro!” o il “Così ti riempi di mercurio!”. Beh, nelle mie scorpacciate leggendarie ho imparato che bisogna esaminare le due facce della medaglia e che magari c’è un fondo di verità in quei pregiudizi. La questione non è tanto se nel pesce ci sia il mercurio, ma se derivi proprio dagli abitanti di Mercurio!

dottor wu jurassic park sushi

“Voi grigliate i Raptor?”

Avevo prenotato un tavolo con amici al mio covo di grigliatori asiatici preferito, per una serata all’insegna del tuttoavolontà. Era uno di quei posti dove alla pietanza corrisponde un numero, che va poi riferito al personale di sala insieme alla quantità desiderata. Nessuna foglio di carta, nessun tablet, solo un’infinita sequenza numerica da recitare ad alta voce, fino a creare una singolarità nello spazio-tempo e rincoglionire il cameriere, cosa che è prontamente avvenuta. Il garçon nipponico al nostro servizio ricordava paurosamente il dottor Wu della saga di Jurassic Park, tanto da farmi bramare una bistecca di Brontosauro. Oltre all’incredibile somiglianza, aveva le pupille dilatatissime e nere come la pece, qualità che gli conferiva un aspetto inumano. Nell’immaginario comune gli alieni hanno questi lineamenti affilati da asiatico e gli occhioni scuri, quindi BOOM, ecco a voi un dottor Wu extraterrestre strafatto di collirio. Naturalmente toccava a me ordinare per tutti i commensali e la sfida ebbe inizio.

bistecca brontosauro

Rappresentazione artistica di una bistecca di dinosauro.

Mi misi a snocciolare una sfilza di cifre, stando attento a non confondere il codice della pietanza con la quantità. Il cameriere venusiano, spavaldo, segnava gli ordini sul suo apparecchio e annuiva. A un certo punto mi chiese di andare più veloce e io obbedii, parlando in modo così rapido che manco Bonolis a una gara di scioglilingua. In un minuto emerse una quantità di numeri sufficiente per dieci tornei di bingo o per il ricovero di Alan Turing in psichiatria. La mia resistenza era allo stremo, eppure fu il dottor Wu a cedere per primo: si fermò e mi chiese di rallentare. La sua arroganza gli era costata cara. Avevo battuto un asiatico (etnia solitamente infallibile nella matematica) e come diretta conseguenza mi aspettavo che arrivassero fiumi di roba non ordinata. Non rimasi deluso.

xenomorfo arrosto monster movie piaceri lardosi

Un arrosto non offuscato da coscienza, rimorsi o illusioni di moralità.

Una pioggia di antipasti fritti, spaghetti di soia e verdure in pastella invase la tavolata, mettendo a dura prova gli ospiti, i quali erano indecisi se rimandare indietro le porzioni, incolpando il cameriere, o accettare l’invito alla guerra. Le due dozzine di polpette di riso e formaggio furono la cosa più tosta, e mangiandole venni colto da allucinazioni mistiche. Tra un crampo allo stomaco e l’altro iniziai a pensare, a riflettere sulla grande distribuzione degli alimenti. Era davvero sostenibile tutto questo?

ET extraterrestre arrosto

La verità è per chi ha il coraggio di affrontarla.

All you can eat, sagre estive, concorsi culinari e supermercati pieni di ogni ben di Dio. Non è scontato che il cibo basti per tutti, in special modo quello di origine animale, se contiamo che oltre alle polpette, quella sera, avevo rischiato di sterminare la popolazione di gamberi dell’Atlantico. Molti attivisti consigliano di ridurre la carne e propongono soluzioni alternative come la soia, il tofu, il seitan, il muscolo di grano (sì, vi giuro che esiste); ingredienti dai nomi oscuri e dal sapore indecifrabile. La proliferazione di cibi ecologici, unita alle dichiarazioni ambigue della NASA e alle più folli teorie del complotto, mi convinse che ci stiamo mangiando gli alieni.

alieno xenomorfo dal kebabbaro

“Picanto? No picanto? Metto scebolla? Tentaculi? Salsa ascida?”

Certo, in veste di visitatore intergalattico, uno si aspetterebbe un’accoglienza in pompa magna, ma in questi tempi bui è facile atterrare nel posto sbagliato e fare una brutta fine. Provate a perdervi nelle campagne di qualche paese sperduto e a dare per scontato che il vostro primo incontro sia una persona amichevole e non un maniaco sessuale, una setta satanica o una famiglia di cannibali pronta a incaprettarvi. È facile immaginare una spedizione aliena che si smarrisce in luoghi incivili e viene in contatto con una comunità di buzzurri affamati. Il resto vien da sé: agguantare il visitatore, magari scambiandolo per uno strano animale, e scoprire che è fenomenale come fidanzata; il passo successivo è farne uno stufato che si scioglie in bocca.

marzianchef joe bastianich

“Che cos’è questa medha? Mi hai proprio diluso. Io volio un piato degno di MarzianChef!”

Alla stregua del taglio di capelli di Conor McGregor o di una serie coreana di successo, l’abitudine si diffonde a macchia d’olio e sempre più categorie sociali scoprono che i marziani hanno effettivamente un buon sapore. Che ci sia di mezzo una tratta segreta degli alieni o una frequenza di incontri fortuiti, le multinazionali hanno a disposizione tonnellate di carne UFO per rimpolpare le scorte alimentari globali, ricoprirci di prodotti cruelty-free (e ‘sti cazzi, ma che male vi avrà mai fatto E.T.?) che hanno i nomi dei personaggi di Dragon Ball e assicurare la continuità dell’offerta ittica dei tuttoavolontà. I pochi individui consapevoli dell’inganno tengono la lingua e freno e le ganasce aperte, elettrizzati dall’idea di papparsi un essere evoluto senza soffriggere il vicino o impanare la suocera. O forse, rielaborando semplicisticamente le credenze tribali, tu sei quello che mangi, come il cacciatore che acquisisce la forza della preda divorandone il cuore e i testicoli. Poi non è che abbia tutta questa ansia di somigliare a un marziano o al dottor Wu facendo rosolare le sue palle, ma contenti voi…

alieno in pentolone piaceri lardosi

Buffo come i film abbiano contribuito, ancora una volta, a fornirmi indicazioni su questa teoria, dimostrandosi lo specchio distorto della realtà: negli action fantascientifici veniamo puntualmente invasi da marziani interessati alle nostre risorse naturali (Independence Day), a usarci come fertilizzante (La guerra dei mondi) o a mangiarci senza tanti fronzoli (Signs). Ironia della sorte, i visitatori si sconfiggono da soli con l’acqua e due colpi di tosse, capovolgendo la battaglia a nostro favore. Può darsi che la situazione più credibile sia quella di District 9 di Neill Blomkamp, dove i gamberoni vengono ghettizzati, nutriti a cibo per gatti, derubati della loro tecnologia e perfino sfruttati per la prostituzione interspecie. Addirittura un trafficante nigeriano si mette in testa di mangiare un braccio alieno. Insomma, un gran film che riaccende la mia voglia di crostacei.

gamberoni district 9 piaceri lardosi

“Ehilà, Gamberone!” “Bella, Earl!”

Cari visitatori, un accorato appello: se venite sulla Terra, siete fottuti. Letteralmente. E se vi invitano a un buffet, è probabile che l’ingrediente principale siate voi. Davvero volete ridurvi a rovistare nei rifiuti con i gamberoni, in attesa che un Bastianich qualunque muova delle critiche alla cottura di vostro cugino? Tutto può essere partito da un tamponamento a catena nella periferia di Roswell, dove un povero extraterrestre è stato sottratto al pronto soccorso per beccarsi un chilo di ripieno nel culo ed essere divorato da politici benestanti, proprio come diceva Leslie Nielsen. Intanto il popolo non comprende l’origine di ciò che ha nel piatto e si indigna per i conservanti e i prezzi in rialzo, senza sospettare che il tonno in scatola sa parlare e proviene dalla galassia di Andromeda. È solo un delirio da indigestione? Sapremo la verità solo al momento del dessert, quindi… pancia mia, fatti astronave.

piaceri lardosi poster hot dog

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