ALIEN: COVENANT – COME È NATO DAVVERO LO XENOMORFO?

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di Alessandro Sivieri

Quest’anno il veterano Ridley Scott è tornato al timone della saga che ha fatto la sua fortuna, sfornando un episodio che, nonostante le critiche da più parti, ci ha soddisfatto e ci ha fatto scordare in buona parte l’intreccio confuso di Prometheus. Gli Xenomorfi sono tornati in scena e noi, da bravi mostrofili, gli abbiamo dedicato articoli di approfondimento e dettagliati bestiari.

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Ora che le acque si sono calmate e buona parte di voi ha visto il film, è tempo di lanciarsi in teorie e speculazioni, perché il futuro della saga è ancora incerto e i buchi nella trama, voluti o meno, abbondano. L’uscita di Advent, cortometraggio incluso come extra nell’edizione home video di Covenant, ha ulteriormente nutrito la curiosità dei fan sulle vicissitudini di David (Michael Fassbender).

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Sappiamo che durante il suo esilio l’androide, grazie alla sperimentazione, ha creato i Protomorfi,  antenati degli Xenomorfi che tutti conosciamo. I dettagli del procedimento, così come il ruolo della dottoressa Shaw (Noomi Rapace), restano nell’ombra, ma nel laboratorio e nei disegni di David possiamo scorgere vari indizi. Una teoria reperita su Internet vuole fare chiarezza, analizzando fotogrammi, dialoghi e materiale extra. Cerchiamo di rispondere a questo  sinistro quesito: che schifezze ha combinato David? Partiamo dal principio.

GLI INSETTI

Come affermava David in Prometheus, le grandi cose hanno piccoli inizi. Quindi perché non partire da quegli strani insetti che l’androide osserva al microscopio? Un po’ alla Jurassic Park, questi esseri microscopici che ricordano vespe e zanzare sono imprigionati in una specie di ambra e compaiono anche nei disegni, dove impiantano  il contenuto delle loro sacche ventrali in altre forme di vita. È molto probabile che siano loro le spore emesse dai Pods, gli agglomerati simili a funghi che se calpestati infettando il malcapitato, dando origine ai Neomorfi. Sono abbastanza piccoli da penetrare in un organismo attraverso piccole cavità, muovendosi come uno sciame.

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Si teorizza che questi insetti/parassiti si siano formati in seguito all’azione della Black Goo (la sostanza nera vista in Prometheus) sull’ecosistema del pianeta, magari contaminando qualche specie fungina. Un po’ come lo sperma di Holloway nel film precedente (che darà origine al Trilobite), qualunque composto organico può diventare veicolo di infezione. David afferma di aver testato i piccoli insetti su una varietà di creature, arrivando a creare una moltitudine di Neomorfi, tenuti nel laboratorio come se fossero animali impagliati. Questa particolare scena, che mostra anche esemplari deformi, ci ha ricordato molto la stanza dei cloni in Alien: Resurrection.

LA DOTTORESSA SHAW

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Considerando la Black Goo e le spore da essa derivate come un reagente/collante in grado di mutare l’organismo, le cose diventano interessanti: dall’aspetto spartano del laboratorio di David, sappiamo che il sintetico non ha mai avuto a disposizione apparecchiature scientifiche sofisticate come quelle degli Ingegneri o dei terrestri. Come avrà fatto quindi a creare i Protomorfi se le sue attrezzature sembrano uscite dal 19esimo secolo? Agendo sull’ibridazione, come fece a suo tempo Mendel con le piante. Analizzando gli elementi del film, dell’omonimo romanzo e del materiale extra, possiamo dedurre che David, dopo essere stato ricostruito, ha infettato la dottoressa Shaw dormiente con la Black Goo. Questo giustifica anche l’aspetto mostruoso della sua carcassa, che ha evidentemente attraversato una mutazione. David la definisce il suo esperimento più bello, infatti in un certo senso era legato sentimentalmente alla donna. Ciò che interessava al sintetico era però il suo apparato riproduttivo: come il seme di Holloway, le ovaie di Shaw sono state bombardate di materiale genetico per diventare un uovo fornito di Facehugger. Ma allora perché sperimentare anche sugli insetti e sui Neomorfi, quando la Black Goo era già a disposizione?

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Semplice, parliamo di ibridazione, quindi per ottenere l’amato Protomorfo serviva del  DNA che si mescolasse con quello umano, altrimenti il risultato non sarebbe stato molto differente da un Trilobite qualunque. In Advent osserviamo David prelevare campioni dai Neomorfi morti per unirli, presumibilmente, ai tessuti mutati della dottoressa. Dato che nelle inquadrature sono presenti svariati prototipi, sezionati e catalogati, è probabile che il sintetico sia andato per tentativi, fino a creare l’uovo dei suoi sogni, quello con un Facehugger/Protomorfo abbastanza aggressivo da aggredire altri esseri viventi con il fine di propagare la specie. L’evidenza è nel materiale artistico disegnato dallo stesso David, dove possiamo osservare un Neomorfo e una femmina umana in posizione fetale, trasformati e fusi tra loro. Il DNA di Shaw ha fornito la base e la capacità riproduttiva; il DNA di Neomorfo, ottenuto infettando determinati organismi con gli insetti, è servito a rafforzare l’ibrido, a influenzarlo esteticamente e a renderlo più aggressivo.

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CONCLUSIONI

Una specie si evolve nel tempo, reagendo a fattori ambientali e modificando le proprie caratteristiche, fino a presentare molte differenze rispetto agli antenati. L’essere umano ha compreso da parecchio questo processo, trovandone i segni sulla propria pelle, e l’ha applicato al mondo che lo circonda: basti pensare ad animali domestici e da allevamento, progressivamente modificati attraverso l’ibridazione per ottenere esemplari con delle peculiarità che forse, in natura, non sarebbero mai comparse. David, guidato dalla megalomania, ha fatto la stessa cosa, conducendo degli esperimenti per sviluppare una spietata macchina di morte, utile a uccidere i suoi creatori. Avendo a sua disposizione solamente una femmina umana e la Black Goo, se l’è cavata egregiamente, dando vita a uno Xenomorfo ancora incompleto ma già temibile.

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Per questo viene da tremare se pensiamo a cosa potrebbe combinare ora, con centinaia di coloni dormienti e attrezzature scientifiche avanzate, senza nessuno che lo disturbi. Gli indizi suggeriscono che, effettivamente, è nato prima l’uomo dello Xenomorfo. L’imprevedibilità di David e le lacune narrative però lasciano spazio al dubbio. Alla luce di ciò, nonostante le perplessità, non vediamo l’ora di goderci il sequel e darvi in pasto pagine e pagine di succose speculazioni.

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