Il Bestiario di SHADOW OF THE COLOSSUS

il

Alla conquista dei giganti di Fumito Ueda.

di Alessandro Sivieri

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Possibile che i videogame siano l’ottava arte? Alcuni membri di questa redazione sono gamer appassionati e avvertono la sensazione che i videogiochi subiscano il medesimo pregiudizio che toccava il cinema degli albori: l’essere visto come un mezzo di mero intrattenimento, senza sfumature o aspetti autoriali. Eppure il gioco costituisce un’espansione ideale della letteratura e del linguaggio cinematografico, ai quali viene aggiunta la componente interattiva. Nulla toglie, a questa presa di coscienza, il fatto che come in ogni ambito vi siano prodotti dozzinali e di qualità. Se realizzati con una visione e curati a livello di scrittura, i videogame possono regalare esperienze uniche e mandare messaggi profondi. È questo il caso delle opere di Fumito Ueda, che tra ICO, The Last Guardian e il succitato Shadow of the Colossus si è affermato per il suo inconfondibile stile. Ambientazioni senza tempo, personaggi melanconici, narrazione rarefatta e brillanti intuizioni di gameplay danno vita una serie di giochi apprezzata da una folta schiera di fan, nonostante i tempi di lavorazione biblici.

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Oltre a offrirci degli spunti “giganteschi” in ambito monster, Shadow of the Colossus rappresenta la summa filosofica di Ueda, che esplora la solitudine, il mistero e il rapporto tra l’uomo e le forze della natura. Il protagonista Wander, un giovane taciturno e senza passato, verrà incaricato da una divinità di uccidere 16 colossi, in cambio della salvezza di una fanciulla. Le creature, di stazza impressionante, sono tutte ben caratterizzate per poteri e apparenza, oltre a essere neutrali nei confronti del protagonista. Come le immutabili rovine che li circondano, vivono tranquillamente la loro esistenza e quando li abbattiamo proviamo un sano senso di colpa. Vero, non manca la soddisfazione, dato che affrontarli non è cosa facile: dinanzi a loro siamo poco più che vermi e rischiamo in ogni momento di essere schiacciati o travolti.

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Dopo aver scoperto il loro punto debole, è necessario scalarli e colpirli in determinate zone del corpo, prima che piombino a terra con un boato. La carta vincente è proprio l’essenzialità del gameplay, poiché oltre ai colossi le uniche attività disponibili sono l’esplorazione dell’esteso mondo di gioco e la caccia ad alcune lucertole che ci garantiranno dei potenziamenti. Tutto è concentrato sull’ineluttabilità dei 16 boss, che ora andremo a scoprire.

Se non verrete schiacciati dalla loro mole, vi aspetta una bella ricompensa nell’ultima parte dell’articolo: foto e descrizione di 8 colossi tagliati!

VALUS – IL MINOTAURO

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Il primo colosso che dovremo affrontare non è una sfida estrema, ma necessita di attenzione. Valus costituisce un’introduzione alle meccaniche del gioco e lo troviamo mentre si aggira pigramente in una vallata. La sua stazza è non è imponente quanto quella di altri colleghi ma rimane pericoloso grazie alla sua mazza. Sfruttando l’ambiente circostante sarà possibile arrampicarsi sulla sua peluria e colpirlo mortalmente.

QUADRATUS – IL MAMMUTH

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Massiccio e dotato di corna, è il primo colosso quadrupede che incontriamo. Si trova in fondo a un a canyon e, similmente agli altri boss, è dotato di una struttura ossea che ricorda un esoscheletro e che si concentra soprattutto sulla faccia. Scalarlo non è una passeggia ma il suo punto debole si trova sotto i piedi, quindi è opportuno colpirlo con l’arco per farlo collassare. Ovviamente cercherà di scrollarsi Wander di dosso, quindi tenetevi forte.

GAIUS – IL CAVALIERE

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Il terzo sfidante si fa più impegnativo. Gaius è bipede ed estremamente alto, oltre a disporre di una massiccia spada che userà per colpirvi. Lo affronterete su una piattaforma di pietra, ispirata a un’arena. Il trucco per sconfiggerlo sta nel farlo colpire a vuoto, per poi percorrere la sua spada, arrivare alla testa e pugnalarlo a morte. Per una sfida più andrenalinica rimanete in piedi sulla spada mentre viene sollevata in aria.

PHAEDRA – IL CAVALLO

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Potete incontrare il quarto colosso in una radura, al cui centro sorge un edificio sotterraneo. Phaedra ha l’aspetto di un equino e quattro zampe appuntite, con le quali tenterà di trapassarvi. Dopo aver attirato la sua attenzione, saltate nel tunnel e aspettate che provi a colpirvi, incastrandosi con le punte nel terreno. A quel punto avrete un margine di tempo per appendervi alla sua coda e scalarlo.

AVION – IL FALCO

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Il primo colosso volante che affronteremo, sullo sfondo di un lago dove sorgono delle rovine. In piedi su una piattaforma, dovrete tirargli una freccia per attirare la sua attenzione. A quel punto il rapace oversize scenderà in picchiata per catturarvi, e dovrete sfruttare l’occasione per appendervi alla sua peluria. Agendo troppo tardi o troppo presto subirete ingenti danni, senza contare che non sarà uno scherzo rimanergli in groppa, dato che vola ad alte velocità. Una volta trovato un appiglio stabile, potrete dare il via alla mattanza.

BARBA – L’EREMITA

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Oltre una foresta e un deserto, in fondo a una caverna, possiamo trovare delle rovine sotterranee. Esplorandole risveglieremo Barba, che dopo aver oltrepassato due gigantesche porte ci darà la caccia. Continuerà a inseguirci infrangendo muri e facendo tremare la terra per stanarci. Se ci nasconderemo dietro dei pilastri, si chinerà per vedere dove siamo finiti, e questo è il momento giusto per attaccarsi alla sua lunga peluria facciale e arrivargli dietro la schiena, dove potremo colpirlo.

HYDRUS – IL SERPENTE MARINO

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Una delle battaglie più insolite è quella contro un colosso subacqueo, di aspetto serpentesco, che dimora in lago. Se decidete di farvi una nuotata, salirà in superficie per attaccarvi. Dispone di tre punte dorsali in grado di emettere scariche elettriche, quindi l’unico modo per raggiungerlo è evitarle e attaccarsi alla sua coda. Hydrus a quel punto si immergerà e dovrete resistere sott’acqua, sperando che riemerga. Dopodiché potrete procedere a colpire i suoi sigilli.

KUROMORI – LA LUCERTOLA

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In un’arena alta svariati piani troverete ad aspettarvi una bella lucertola sputafuoco. Sebbene non sia enorme, la sua ferocia e la sua velocità vi daranno del filo da torcere. Si arrampicherà sulle pareti per individuarvi e arrostirvi, quindi l’unica soluzione è attirarlo in trappola e farlo cadere. Una volta precipitato sarà a pancia in su come uno scarafaggio e avrete qualche secondo per colpirlo al ventre. Ripetere la procedura stando attenti alle palle di fuoco.

BASARAN – LA TARTARUGA

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Lenta ma inesorabile, da una caverna emerge la tartaruga gigante. Come Kuromori è in grado di sputare fiamme, sotto forma di tre proiettili molto pericolosi per rapidità e raggio d’azione. Servendovi di Agro (il vostro cavallo), dovrete evitare i suoi attacchi e attirarlo su uno dei geyser presenti nell’area di gioco. Per via dei getti di vapore il colosso si solleverà leggermente, dandovi l’occasione di colpirlo sotto i piedi. A questo punto si ribalterà parzialmente, consentendovi di arrampicarvi sul suo corpo.

DIRGE – IL SERPENTE DELLA SABBIA

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Giunti in una caverna ricoperta di dune sabbiose, vi troverete faccia a faccia con un colosso che ha qualcosa in comune con i Tremors. Iniziato lo scontro, vi conviene balzare in groppa al vostro cavallo e mantenere le distanze mentre il serpentone vi insegue. Quando sarà il momento giusto, il suo volto emergerà dalla sabbia, permettendovi di mirare agli occhi con il vostro arco. Se colpito finirà a pancia in su come i suoi simili, dandovi modo di scalarlo e colpirlo nei punti vitali.

CELOSIA – IL TORO

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In questo caso non affrontiamo un boss di stazza impressionante, ma la sua pericolosità è alta, complice il limitato spazio di manovra per sfuggire ai suoi attacchi. Celosia è pesantemente corazzato e vi caricherà a vista. Troverete momentanea salvezza in cima a uno dei pilastri che ospitano delle torce. Il colosso inizierà a caricarlo, facendo cadere un tizzone che voi raccoglierete. Sventolandolo davanti a lui, vi accorgerte che teme il fuoco, e questa sarà la vostra arma per spingerlo in una trappola e privarlo della corazza. Buona corrida.

PELAGIA – L’ANFIBIO

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Nuotando in un bacino d’acqua dove affiorano alcune rovine risveglierete Pelagia, un colosso acquatico di ragguardevoli dimensioni. Sconfiggerlo è abbastanza complesso. Innanzitutto è bene evitare i fulmini che vi scaglierà contro, riparandovi dietro i blocchi di pietra. Mentre si riprende tra una scarica e l’altra è il momento ideale per nuotargli attorno e arrampicarsi sul suo capo. Lì non troverete dei sigilli ma delle piccole corna che, se colpite, vi consentiranno di manovrarlo! Tramite questo espediente lo guiderete verso la rovina più alta, per poi ripararvi al suo interno. Pelagia inizierà a cercare di colpirvi, appoggiandosi all’edificio e scoprendo lo stomaco, dove risiede il suo punto debole.

PHALANX – IL DRAGONE

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Nel bel mezzo del deserto, uno dei colossi più grandi emergerà dalla sabbia. Si tratta di Phalanx, un boss in grado di volare. È dotato di una serie di sacche ventrali che dovrete colpire con il vostro arco. Dovete essere rapidi, in quanto si rigenerano col tempo, quindi è meglio spostarsi a cavallo. A questo punto il colosso scenderà di quota, falciando il terreno in volo radente. Questa è l’occasione propizia per saltare sulle sue ali e colpire i sigilli sulla schiena. Fate attenzione nel caso gli venga in mente di rituffarsi nella sabbia.

CENOBIA – IL CERBERO

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Fratellastro di Celosia, è un altro quadrupede corazzato che vi caricherà senza esitazioni. Lo affronterete in mezzo ai resti di un’antica cittadella e dovrete sfuggirgli arrampicandovi su una serie di strutture, che lui continuerà a colpire. Infine vi rifugerete su un pilastro, che lui caricherà in risposta alle vostre provocazioni (qualche freccia ben assestata). Dopo aver ripetuto il processo con altre costruzioni, riuscirete a fargli crollare addosso parte di una piattaforma, azzerando la sua corazza. A questo punto dovrete saltargli in groppa e dargli una bella batosta.

ARGUS – IL GORILLA

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Un bipede alto e armato di mazza, simile ad alcuni avversari incontrati in passato. Lo affronterete in un’arena rettangolare, facendogli demolire l’edificio con i suoi attacchi. Una volta colpiti, i soffitti crolleranno, fornendovi una scorciatoia per i piani più alti. Correndo in mezzo a un ponte potrete saltargli sulla testa, per colpirgli i sigilli. Uno dei punti deboli si trova nel palmo della sua mano, quindi sarete costretti a fargli perdere la mazza indebolendogli il braccio.

MALUS – L’EDIFICIO VIVENTE

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Il boss finale è eccezionalmente alto ed è in grado di sparare palle di fuoco ad alta velocità che possono tracciarvi. Buona parte della sfida consisterà nel trovare copertura, evitando che la vostra barra della salute si azzeri. Dopo aver attraversato tunnel e sfruttato barriere architettoniche, avrà inizio la scalata, cosa non semplice dato che Malus è praticamente un obelisco vivente. Se lo colpite ai lombi cercherà di scacciarvi via con le mani, alle quali dovrete appendervi (sono pelose). Inizierà un lungo gioco al massacro con le sue spalle e infine con la sua testa, dove si trova l’ultimo sigillo. Alla fine Malus crollerà e potrete gustarvi l’epilogo del gioco.

ABERTH – IL RAGNO

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Progettando il gioco, Ueda pensò di inserire ben 48 colossi, una cifra poco attuabile. Il numero scese a 24 e infine a 16, con gli 8 colossi tagliati reperibili negli artbook e negli screenshot online. Alcuni sono dei prototipi di esemplari visti nel gioco definitivo. Qui parliamo di Aberth, un ragno gigante che avrebbe potuto essere l’incubo degli aracnofobici. Dotato di sei zampe e di quattro appendici più sottili, usate probabilmente per difendersi, avrebbe affrontato il protagonista in un’area parzialmente allagata. Per sconfiggerlo era necessario colpire le sue zampe fino a farlo collassare, per poi entrare nella sua bocca e colpire il relativo sigillo.

PHOLUX – IL GARGOYLE

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Relativamente piccolo ma rapido e violento, è munito di ali e avrebbe richiesto un approccio stealth durante la battaglia. Wander avrebbe dovuto nascondersi nell’eba alta e aggirarlo, per poi arrampicarsi sulle sue spalle. È probabile che parte dello scontro avvenisse in volo, con Pholux intento a scrollarsi di dosso il protagonista.

ROC – LA VIVERNA

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Simile ad Avion, è un volatile dal collo allungato, simile ad alcuni rapaci ma anche a un rettile. Le sue ali sono sottili, vicine a quelle di un pipistrello. Il suo corpo è in buona parte ricoperto di spine. Si ipotizza che per batterlo servissero arco e frecce, oltre alla velocità del fedele Agro.

KYOS – IL GRIFONE

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Un colosso dalla forma insolita. Stando ai documenti di produzione, le ali sono solo decorative, mentre la sua corazza liscia avrebbe reso molto difficile rimanergli in groppa. Oltre alla rapidità superiore alla media, si parla di una sua vulnerabilità al fuoco. Pare che sia stato tagliato per la sua abilità nel disarcionare Wander, che avrebbe reso lo scontro frustrante.

MONKEY – LA SCIMMIA

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Dal design molto incompleto, sembra che abiti in una zona sotterranea, appeso al soffitto. Avrebbe attaccato Wander piombandogli addosso, o facendogli cadere sopra delle stallattiti. Sparando frecce sulle punte ghiacciate o direttamente contro di lui, sarebbe stato possibile farlo cadere.

SIRIUS – IL CINGHIALE

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Simile a Celosia e Cenobia, sembra a tutti gli effetti un cinghiale. Al contrario dei suoi cugini non dispone di armatura, quindi presumiamo che i suoi punti deboli, insieme alla pelliccia, fossero esposti durante l’intera battaglia. L’ostacolo principale si limitava a saltargli in groppa, facendolo incastrare in mezzo a delle formazioni rocciose.

PHOENIX – LA FENICE

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Dotato di ali e dalla pelle rugosa, sembra che Phoenix sia stato rimosso perché troppo potente, senza contare che la natura dei suoi attacchi avrebbe richiesto un’ambientazione estesa. Negli screenshot non si nota traccia di peluria sul suo corpo, quindi ipotizziamo che la chiave per sconfiggerlo fosse farlo precipitare nell’acqua. Oltre ad avere la pelle ardente, in particolare le ali, pare che fosse in grado di sputare fiamme contro Wander.

DIONIN – IL VERME

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Un altro verme del terreno, simile a Dirge e ai famigerati Tremors. Sembra che il suo punto debole fossero le fauci e la gola, che ricorda il bulbo di un fiore. È uno dei colossi più misteriosi e non sappiamo molto di lui. Stando agli sviluppatori, è stato rimosso perché troppo difficile da uccidere.

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Tutte le avventure hanno una fine e anche questa volta, dopo essere stati schiacciati, divorati e bruciacchiati, abbiamo completato la lista di Colossi fantastici e dove trovarli, includendo alcuni esemplari tagliati dal gioco definitivo. Se qualcuno di voi ha provato una vampata di nostalgia, vi consigliamo di recuperare la versione remastered per PlayStation 4. Chi invece non l’ha mai provato dovrebbe rimediare al più presto, perché rischia di perdersi una delle più nobili espressioni del gaming, per non parlare della componente monster: se ci pensate, Wander non brilla per carisma, mentre sono proprio i colossi a essere i protagonisti. Qui in redazione restiamo in fervente attesa di un’altra opera “titanica” di Ueda.

PS: vi immaginate i colossi contro gli Jaeger di Pacific Rim?!

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