Spiegazione del finale di HELLBOY

Finale e scene dopo i titoli di coda. Il remake di Hellboy può essere il prequel di The Shape of Water?

di Matteo Berta

Hellboy è uscito da pochi giorni nelle sale e già si sta trascinando quintali di fango per via dei rumors non smentiti sui problemi di produzione e sull’effettiva qualità e coerenza dell’opera (qui la nostra recensione: HELLBOY: l’Estetica del Brutto), che preannuncia un pesante flop al botteghino e quindi annulla la possibilità di vederne un sequel. Ma se per qualche miracolo cinematografico, si decidesse di continuare questo nuovo universo mostrifero, sicuramente avremo un nuovo interessantissimo personaggio nel secondo capitolo. Questo articolo contiene spoiler.

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Nel finale del film, ci troviamo all’interno di una missione sconosciuta del team di Hellboy all’interno di una base di presunti cattivoni. Dopo aver sconfitto tutti i soldati, i nostri eroi si imbattono in una mega capsula colma di acqua, contenente un essere e con una targhetta che riporta la scritta “ICHTHYO SAPIEN“. La concentrazione dei protagonisti viene destata dalla mano rettiliana che si stampa sul vetro, prima della chiusura del film.

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I dubbi sono veramente pochi, la mano palmata squamosa appartiene ad Abraham Sapien, conosciuto come Abe e soprannominato anche “Blue“. È uno dei personaggi del fumetto e dei precedenti film di Hellboy. Si tratta del migliore amico mostrifero del nostro “protagonistone” rosso demone.

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Capiamo un po’ l’origine di Ichthyo. In epoca vittoriana, Langdon Everett Caul, avventuriero ed esploratore dell’occulto, viene trasformato in creatura anfibia simile ad un tritone chiamato Ichthyo Sapien, dopo essere venuto a contatto con una divinità mostrifera simile a Medusa. Venne catturato e rinchiuso in una vasca di acqua sigillata in un ospedale di Washington, e con un pezzo di carta trovato sulla capsula datato al giorno dell’assassinio di Abraham Lincoln (da lì nasce la commistione dei due nomi Abraham e Sapien – Abe Sapien). Abe è un essere intelligente e dotato anche di poteri psichici non indifferenti, per queste ragioni viene preso nella squadra della caccia al soprannaturale dove Hellboy è l’arma principale.

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Straordinaria la somiglianza tra Abe e il mostro de La Forma dell’Acqua (THE SHAPE OF WATER – I MOSTRI COME PIACCIONO A NOI) ed è proprio per questo che già prima dell’uscita di questo remake, in molti avevano ipotizzato un collegamento diretto o almeno della stessa famiglia di specie tra le due creature mortifere, nate dalla mente conturbante di Del Toro. In redazione abbiamo fantasticato sulla possibilità che il mostro apparso nel finale del film sia Abe, ma anche un appartenente a quel tipo di Antro-Anfibi di cui fa parte il protagonista del primo film di mostri a vincere l’oscar come miglior film ( Aprite la porta della fantasia e lasciate che entrino i mostri), e che per qualche strana ragione, abbia viaggiato nel tempo fino a raggiungere una realtà passata e parallela come quella di Baltimora negli anni sessanta. Stiamo esagerando? Forse un pochino… in ogni caso a entrambi piacciono le uova. Coincidenze? Io non credo…

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Passiamo ora parlare delle scene post credits. La prima riguarda il padre di Hellboy, il professore Trevor Bruttenholm, morto per mano della strega Nimue. Hellboy si ritrova devastato dall’alcol al cimitero a piangere sulla sua tomba. Improvvisamente arriva Lobster Johnson, il supereroe fumettistico presentato durante il film come il cazzuto cacciatore di nazisti, presente il giorno della nascita di Hellboy. Il nostro demone rosso si mostra come un fanboy (fan-hell-boy) nei confronti del supereroe aragosta e ascolta con gioia un suo discorso motivazionale. Johnson appare a lui come uno spettro, dal momento che poi nell’allontanarsi attraversa la tomba del padre di Hellboy. Può darsi che Lobster rimanga come mentore in stile fantasmi starwarsiani, o sia semplicemente una trovata carina per una scena dopo i titoli di coda.

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La seconda scena si presenta decisamente più dark e suggestiva, dal momento che capiamo che Baba Yaga è decisa a prendersi l’occhio che le spetta. Hellboy non ha rispettato il patto stretto durante la fantastica sequenza del secondo atto, ma la strega bavosa non ha intenzione di mollare, quindi decide di rivolgersi a un nuovo alleato, stringendo un nuovo patto per far rispettare il primo. Sì, in effetti, quando sei confinata in una casa dalle zampe di gallina, devi trovarti qualche hobby.

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La famosa strega derivante dalla tradizione russa offre allo sconosciuto la possibilità di garantirgli la morte (con tutto quello che puoi chiedere… ) se riuscirà a recuperargli uno dei due bulbi oculari di Hellboy. Sono molte le teorie che impazzano sul web sulla possibile identità del misterioso interlocutore, c’è chi dice che si tratti di Frankenstein (la versione del fumetto), ma è molto più probabile che sia Koshchei The Deathless, uno schiavo di Baba Yaga che è impossibilitato a perire, dal momento che la sua anima è staccata dal corpo.

Non ci resta che attendere un improbabile sequel di questo film!

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