LOGAN – Il duro addio di Hugh Jackman

L’uscita di scena senza fronzoli di un veterano dei superhero movie.

di Alessandro Sivieri

Ci voleva Hugh Jackman al capolinea per tirar fuori un film su Wolverine con i controcazzi. Gli ingredienti sono un setting post-apocalittico, uno script che prende molto da Little Miss Sunshine e il lusso del rating vietato ai minori. Ebbene, siamo all’epilogo delle gesta del mutante canadese (di questa sua incarnazione, si intende), all’estremo saluto di uno storico interprete che dà il meglio di sé ed esce di scena col botto. Viene quasi da chiedersi come abbia fatto James Mangold a toppare con Wolverine – L’immortale e a sfornare un terzo atto così valido. A fare la differenza è l’atmosfera crepuscolare, insieme a un intreccio lineare ma coinvolgente, che nasce dall’intento di sperimentare e non da un riciclo di escamotage narrativi.

logan-jackman-wolverine

Logan non è propriamente un film di supereroi, è un prodotto che sconfina in diversi generi. Molto western, un po’ di lande selvagge alla Fury Road, azione ben dosata e dramma familiare. In un futuro prossimo e verosimile, dove i mutanti si sono estinti, veniamo catturati dalle performance di Jackman e di Patrick Stewart, nei panni di un Professor Xavier quasi centenario, in preda a una malattia neurodegenerativa che tira fuori il lato peggiore dei suoi poteri. Wolverine è l’ultimo degli X-Men, tutto ciò che è rimasto della leggenda, e veglia sul suo ex-mentore come un figliastro.

Hugh Jackman Patrick Stewart in Logan

La prova di Jackman è spettacolare, grazie all’età matura e al desiderio di chiudere in bellezza con i nodi irrisolti del personaggio. Chi ha seguito la saga cinematografica fin dall’inizio e chi ha letto fumetti come Wolverine: The End e Old Man Logan avrà fin troppe occasioni per emozionarsi. Siamo di fronte a un Logan che non ce la fa più. È un guerriero vecchio, dolorante e disilluso. I suoi poteri stanno svanendo e nel corso del film assistiamo al suo sfacelo fisico e psicologico. Le imprese eroiche sono un lontano ricordo, sostituite dall’abuso di alcolici, da un corpo martoriato e dal desiderio di farla finita. Il protagonista vive in quel tipo di purgatorio dove non si cerca una redenzione.

Hugh Jackman Logan funerale

A portare ulteriori guai (e una piccola scintilla di speranza) arriva Laura, aka X-23, bambina clonata da Wolverine e interpretata dalla giovane Dafne Keen, la quale dimostra un talento notevole: ai momenti di mutismo e introversione alterna episodi di rabbia sanguinaria, ponendosi come la perfetta copia genetica di suo “padre”. Con quell’aria strana da Mercoledì della Famiglia Addams, la ragazzina è credibile come emarginata cresciuta in laboratorio, privata della sua infanzia, lontana dai costumi e dalle passioni della gente comune. Ma dietro la sua diffidenza nasconde un gran bisogno di affetto. Perfino quando ha appena squartato un poveraccio riesce a risultare adorabile. Che dire, sarebbe da adottare.

Dafne Keen X-23 Wolverine

A titolo personale lo incoroniamo come il miglior film sugli X-Men, avendo il coraggio di essere crudo e spietato con la sua stessa mitologia: viene mostrata la falsità dei supereroi attraverso la denigrazione dei fumetti, colpevoli di aver evocato nelle menti più influenzabili un passato glorioso ma, a conti fatti, artificiale. I bambini non escono indenni dalla malvagità degli adulti come in un film natalizio, beccandosi calci negli stinchi, pallottole e sporcandosi le mani per portare a casa la pelle.

Logan e X-23 film

Se la storia tira dritto come l’autostrada di un road movie, con dei villain quantomeno dimenticabili (incluso lo stronzetto militare di Boyd Holbrook), a incantare sono i rapporti tra i personaggi, il passaggio di testimone tra generazioni. I vecchi compiono l’ultimo, disperato sforzo per essere gli eroi che i loro discendenti hanno sognato per anni. Logan riporta ogni cosa al punto zero, espiando metaforicamente i peccati dei suoi predecessori, trascendendone la confusionaria timeline e sconfinando in inedite suggestioni. Grazie di tutto, Jackman. Ora ai reboot spetta la prossima mossa.

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