I DRAGHI PIÙ ICONICI DEL CINEMA

Da Dragonheart a Lo Hobbit, i rettili sputafuoco più fighi dei film.

di Alessandro Sivieri

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Compaiono nella mitologia di svariate culture e in centinaia di opere di fantasia. Volano, sputano fuoco, hanno la pelle dura e un temperamento suscettibile. I rettiloni dall’alito infiammabile, simbolo di ferocia e di potenza sovrannaturale, hanno conosciuto il cinema come antagonisti, ma anche come alleati inattesi. Si pensi per esempio ai cartoni animati, dove c’è una bella differenza tra Malefica con sembianze draghesche e il simpatico mostrone verde di Elliott il drago invisibile (con tanto di remake recente). A queste imponenti creature ha dedicato un approfondimento il nostro storico Giovanni Siclari, con la rubrica Medioevo Mostruoso. Ve ne consigliamo la lettura: MEDIOEVO MOSTRUOSO: Il Drago.

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Come potevamo noi, da bravi mostrofili, esentarci da un catalogo che riunisse gli esemplari più importanti apparsi sul grande schermo? Dall’avido Smaug al simpatico Sdentato, i lucertoloni aspettano solo di cuocere gli spettatori a puntino. Indossiamo la tuta ignifuga e gettiamoci a capofitto nell’impresa. Ecco la Hall of Fame dei draghi secondo Monster Movie.


DRACO – DRAGONHEART (1996)

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Non poteva mancare il co-protagonista draghesco di uno dei fantasy più celebri degli anni ’90, doppiato ottimamente da Sean Connery nell’originale e da Gigi Proietti nel doppiaggio nostrano. Un’opera pregna di nostalgia e sentimentalismo, dove il cavaliere Bowen (Dennis Quaid), cacciatore di draghi per vendetta, si allea con il saggio Draco, ultimo della sua specie, per porre fine al regno spietato del giovane Einon (David Thewlis), salvato anni prima proprio grazie a metà del cuore di Draco.

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Rispetto a molti colleghi più animaleschi, Draco si presenta antropomorfizzato ed espressivo. Non è malvagio per natura e possiede un marcato senso dello humor. Si pone come alleato degli umani e fonte di saggezza, nonostante soffra immensamente per la trasformazione malvagia di Re Einon, al quale donò parte della propria essenza vitale. Ciò significa che le loro esistenze sono profondamente legate, e che se uno muore, anche l’altro farà una brutta fine. Possiede tutte le peculiarità dei draghi, come il volo, la capacità di sputare fiamme e la pelle coriacea. Tutto ciò, insieme al suo intelletto e a presunte capacità magiche, lo rende un avversario temibile, anche se tra le sue scaglie, proprio all’altezza del cuore, è presente un punto debole.

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UNGARO SPINATO – HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO (2005)

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Tra le numerose bestie della saga partorita da J. K. Rowling non potevano certo mancare i draghi. E non parliamo del cucciolo Norberto, appartenuto a Rubeus Hagrid (Robbie Coltrane), ma del ferocissimo spinato, affrontato dal giovane Harry (Daniel Radcliffe) durante la prima prova del Torneo Tremaghi, nel quale viene inserito come quarto concorrente per via di un complotto. Certo, qualunque mago quattordicenne preferirebbe giocare a Quidditch o ammazzarsi di pugnette piuttosto che affrontare una belva sputafuoco, ma Potter non è mai stato un campione di fortuna. Il risultato è una delle sequenze più spettacolari del film, diretto da Mike Newell (uno degli episodi migliori prima che sopraggiungesse l’inconsistenza di David Yates), dove Harry deve sottrarre un uovo dalle grinfie dello Spinato, potendo ricorrere unicamente alla sua abilità e alla sua velocissima scopa.

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L’Ungaro Spinato, come recita il suo nome, ha il corpo ricoperto di protuberanze ossee molto affilate, almeno quanto i suoi denti. Le sua ali membranose non sono indipendenti ma fuse alle zampe anteriori. È lungo circa otto metri e mezzo e il suo peso oscilla tra le due e le tre tonnellate. Può sputare fuoco ad altissime temperature grazie a una doppia ghiandola presente nella bocca e anche la coda è un’arma temibile, utilizzata per colpire e come timone durante il volo.

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È molto istintivo, senza alcuna traccia di raziocinio, e la sua rapidità gli consente di inseguire tranquillamente un Cercatore esperto come Harry. Anche Hagrid, notoriamente amante dei draghi, ha dovuto ammettere che lo Spinato è tra gli esemplari più feroci al mondo.

Harry Potter – La collezione completa

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MASCHIO ALFA – IL REGNO DEL FUOCO (2002)

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In realtà tutti gli esemplari apparsi in questo film dimenticato sarebbero da antologia, ma abbiamo deciso di prendere in considerazione solo il più grosso e cattivo, il maschio alfa che i protagonisti devono uccidere nel tentativo di porre fine alla specie. Siamo infatti nel 2020 e l’umanità è stata decimata dai draghi, qui concepiti come esseri preistorici risvegliatisi da un lungo letargo. Dopo una serie di disavventure, il capo di un manipolo di sopravvissuti Quinn Abercromby (Christian Bale) decide di unisi al fanatico cacciatore di draghi Van Zan (Matthew McConaughey) in una spedizione nel cuore di Londra per uccidere il maschio alfa, l’unico in grado di fecondare le uova delle femmine e quindi di portare avanti l’invasione.

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In questo piccolo gioiello i draghi vengono presentati in modo pseudo-scientifico: bestie spietate e antiche, probabilmente causa dell’estinzione dei dinosauri, che si risvegliano per tornare a essere la specie dominante sulla Terra. Mantengono tutte le caratteristiche dei loro simili, incluso il volo e l’alito rovente, ma si spogliano della loro aura leggendaria per diventare predatori. Simili a enormi rettili ricoperti di scaglie, hanno l’estremità della coda simile a un uncino e ali fuse con gli arti anteriori, come negli pterodattili. Anche la loro capacità di sputare fuoco viene resa più verosimile, attribuendone l’origine a due ghiandole nella bocca che emettono dei gas infiammabili a contatto con l’ossigeno. Come nei leoni, vi sono più femmine che maschi, e la menzione speciale va proprio al nostro alfa, più pericoloso del resto del branco, munito di un paio di corna ricurve che riconducono all’iconografia dei demoni.

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Il loro punto debole, oltre a un corpo leggero per permettere il volo, è la vista, che diminuisce sostanzialmente durante il crepuscolo. Ci siamo sentiti fortemente in dovere di includere questi bestioni, anche perché hanno ispirato il design dei draghi di Skyrim, oltre a diventare un punto di riferimento per tutte le rappresentazioni cinematografiche successive.

Il regno del fuoco

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SMAUG – LO HOBBIT (2012–2014)

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Con problemi di scrittura, un abuso di CGI e una mancanza generale di epicità rispetto a Il Signore degli Anelli, questa seconda incursione di Peter Jackson nella Terra di Mezzo ha sollevato molte critiche, ma vi sono dei lati positivi, primo tra tutti Smaug, il terrificante drago che ha invaso la roccaforte nanica di Erebor, dove è custodita l’Arkengemma. I protagonisti incontreranno enormi difficoltà nel toglierlo di mezzo e possiamo dire in tutta sincerità che si presenta come uno dei mostri meglio riusciti della saga, arrivando a essere definito da alcuni come il miglior drago della storia del cinema.

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Interpretato da Benedict Cumberbatch, che sfoggia la sua voce profonda (mischiata a ringhi di coccodrillo) e la sua mimica facciale grazie alla motion capture, Smaug è riconducibile alle rappresentazioni draghesche della mitologia norrena, a cui Tolkien era molto affezionato: è grosso almeno il doppio di un Boeing 747 è il suo corpo è ricoperto da scaglie rosse impenetrabili.

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Oltre alle capacità standard di un drago, è dotato di un grande intelletto e nei modi si presenta quasi come un gentleman inglese. Peccato che dimostri una marcata inclinazione al sadismo e un’assenza di empatia. L’arroganza e l’avidità sono i suoi punti deboli, che ne decreteranno la fine per mano di Bard l’Arciere (Luke Evans), dotato di una freccia nera in grado di ferirlo nel punto giusto. È probabilmente il più grande drago mai apparso nella Terra di Mezzo, a eccezione di Ancalagon, servo di Morgoth, che torreggiava sulle montagne.

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La sua natura sadica e malvagia lo porta a giocare con le prede e a seminare distruzione per il solo gusto di farlo. Nonostante venga addocchiato da Sauron come possibile aiuto per la conquista della Terra di Mezzo, Smaug non obbedisce a nessuno e preferisce accumulare montagne di ricchezze, nelle quali ama riposare. Il suo punto debole, sfruttato da Bard, è una macchia nell’incavo sinistro dell’addome.

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Smaug ci mancherà, anche perché la sua introduzione nell’episodio centrale della saga, quando è addormentato in mezzo ai tesori, può contare su una  fotografia e un accompagnamento musicale di mirabile fattura.

Lo Hobbit – La Trilogia cinematografica (6 Blu-Ray)

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TOOTHLESS – DRAGON TRAINER (2010–2019)

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Nonostante fossi personalmente a digiuno di questa saga della DreamWorks, è intervenuto il collega Matteo Berta a farmene comprendere il valore, presentandomi Toothless, drago addomesticato dal protagonista che si è ritagliato una folta schiera di fan. Inizialmente considerato un Mystery, ovvero la varietà più enigmatica di drago, viene in seguito studiato dal giovane Hiccup e classificato come Strike, razza veloce e intelligente. L’appellativo Toothless (Sdentato) gli viene assegnato per via dei suoi denti retrattili.

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Lo Sdentato si presenta come un drago molto temuto dai vichinghi, infatti partecipa a un attacco al villaggio di Berk. È completamente nero con occhi verdi e possiede una notevole forza e velocità. Ha una potenza di fuoco enorme, essendo in grado di emettere una miscela semisolida di ossigeno e acetilene che distrugge ogni cosa all’impatto. In seguito all’attacco si ritroverà in mezzo a una foresta con la coda mutilata, rischiando di non poter più volare. Hiccup, affascinato dalla creatura, ne diventerà amico e costruirà una protesi per permetterle di volare di nuovo. I due svilupperanno un profondo legame e, collaborando, sconfiggeranno nemici terribili portando la pace tra uomini e draghi.

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DROGON – GAME OF THRONES (2011-2019)

Dal grande schermo passiamo a una serie televisiva che mantiene una messa in scena e una qualità della scrittura che non ha niente da invidiare all’ambito cinematografico. A tal proposito recuperatevi la recensione dell’ultima stagione a cura di Cristiano Bolla e il nostro Bestiario di Game of Thrones, dove insieme ai draghi compaiono tutte le creature apparse nella storia. I draghi di GoT hanno molte caratteristiche in comune con la rappresentazione classica: l’aspetto da rettile, un paio di ali e due zampe, oltre alla facoltà di sputare fuoco. Vennero scoperti e sfruttati per la prima volta dai Valyriani. Prima dell’apertura delle uova di Daenerys Targaryen (Emilia Clarke), erano considerati estinti.

Drogon, detto anche Ombra Alata, è il più grosso e aggressivo dei tre draghi di Daenerys, chiamato così in onore del defunto Khal Drogo (Jason Momoa). Nonostante il suo istinto predatorio, possiede una certa forma di empatia, essendo pronto a proteggere i suoi “fratelli” e la padrona. Quando viene a conoscenza della morte di Daenerys, brucia il Trono di Spade fino a ridurlo a un ammasso di metallo fuso. Può volare a gran velocità ed è abbastanza forte da distruggere gli edifici di Approdo del Re. Dimostra un buon grado di intelligenza, rispondendo ai comandi vocali e facendo da cavalcatura alla Regina dei Draghi.


KING GHIDORAH – GODZILLA: KING OF THE MONSTERS (2019)

Come scordare la storica nemesi dell’amato lucertolone, con il quale ha regolato i conti in King of the Monsters? Ghidorah, con il suo status di alpha che lo pone al comando di tutti gli altri Titani, emerge dai ghiacci polari per sfidare Godzilla nel corso del film. Il suo design è sempre stato di foggia draghesca e le immagini di anteprima ci avevano dato la sensazione di uno “Smaug a tre teste”, impressioni che si sono rivelate veritiere. Ghidorah non è come i Titani autoctoni: è un alieno giunto sulla Terra per mutarne il clima a suo piacimento ed è il più pericoloso. Solo grazie alla carica di un ordigno nucleare Godzilla riuscirà ad avere la meglio su di lui, anche se nelle scene post-credits della pellicola compare una delle sue teste mentre viene venduta al mercato nero.

I suoi tre cervelli sono in simbiosi ma ragionano indipendentemente l’uno dall’altro, infatti una delle teste è spesso distratta e viene richiamata dalle altre due. Dispone di due enormi ali da pipistrello e di una coda piena di spuntoni aguzzi. Oltre al suo celebre raggio gravitazionale (che in questo film acquisisce una natura elettrica), ha la capacità di scatenare tempeste, cosa che sfrutta per distruggere gli insediamenti umani e trasformare la crosta terrestre nel suo habitat ideale. Il suo grido è talmente potente da risvegliare gli altri Titani in giro per il globo, sui quali ha il controllo. Fortunatamente i mostri alleati non giungeranno in tempo per aiutarlo contro Godzilla, a parte Rodan, che dovrà vedersela con la falena gigante Mothra. Informazioni addizionali su questo rettilone sono reperibili nel nostro Bestiario del Monsterverse.


La rassegna draghesca è giunta al termine e qui in redazione restiamo in attesa di qualche new entry futura, approfittandone per curarci dalle ustioni. Siamo curiosi della vostra opinione sui draghi più fighi del Cinema e siamo pronti ad ascoltare i vostri consigli per rimediare a eventuali esclusioni dalla lista. Speriamo vivamente di avervi fatto comprendere, almeno in parte, il fascino e le sfaccettature di queste portentose bestie immaginarie, che vogliamo rivedere in sala con il rispetto che meritano.

Se ve la siete persa, ecco la nostra rassegna sui mostri più grandi del Cinema. Non scordatevi infine il nostro Bestiario di Dragon Trainer!

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