OSCAR AWARDS 2017 – HELL OR HIGH WATER, di DAVID MACKENZIE

di Cristiano Bolla

Venticinque giorni alla grande Notte degli Oscar: la rassegna dei nove Migliori Film candidati passa dall’unico film che, prima delle nomination, era già disponibile sul catalogo italiano di Netflix da novembre. Parliamo di Hell or High Water di David Mackenzie, protagonisti Chris Pine e il nominato miglior attore non protagonista, nonché meravigliosamente eterno Jeff Bridges.

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La nomination di Hell or High Water è importante perché come altri in gara (praticamente quasi tutti quelli candidati a Miglior Film) è passato prima da festival e mostre del cinema solitamente dal palato più fino degli Oscar: è stato infatti presentato nella sezione Un Certain Regard di Cannes e al Festival del Cinema di Roma del 2016. Questo ci fa capire delle cose: quest’anno gli Oscar sono particolarmente attenti ad una certa artisticità dei film, meno blockbuster e più cinema, cosa buona e giusta. Hell or High Water, oltre che per Miglior Film e Miglior Attore Non Protagonista, è candidato anche alle statuette per il Miglior Montaggio e la Miglior Sceneggiatura Originale. Questa è curata da Taylor Sheridan, sceneggiatore di Sicario e prima ancora, momento nostalgia. di Veronica Mars e Sons of Anarchy. La curiosità relativa allo script del film è che nel 2012 è stato stato inserito nella Black List, che a dispetto del nome non è una cosa brutta: si tratta di sceneggiatura non ancora realizzate ma già apprezzate. Per dire: nella lista ci sono stati film come “The Millionaire”, “Il discorso del Re”,Argo” e “Spotlight”, tutti guarda caso premiati come Miglior Film.

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Storia produttiva a parte, Hell or High Water è stato definito il film ideale per capire, in parte, l’America che ha votato Donald Trump. È la storia di due fratelli in un Texas di gente povera e oppressa dalle banche, dove il lavoro è inesistente o antico: uno di loro (Chris Pine) ha due figli e per assicurare loro un futuro decide di fare una serie di rapine in banca assieme al fratello (Ben Foster), di modo da riscattare la fattoria sotto cui si nasconde un giacimento di petrolio. A dargli la caccia è Texas Ranger Marcus Hamilton (Jeff Bridges), da manuale vicino al pensionamento e che segue l’istinto prima di ogni altra cosa.

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L’America di Trump traspare certamente da Hell or High Water: l’americano bianco povero e pieno di debiti col dente avvelenato verso le banche e il Potere, abbandonato a se stesso in una landa desolata e senza speranza. Lo slogan “Make America Great Again” si scontra con la miseria e spinge il protagonista a cedere al male, passando al Lato Oscuro per un bene superiore, in questo caso i suoi figli. Con una motivazione del genere, è chiaro che il film prende un sapore agrodolce, diventa impossibile non empatizzare con le motivazioni che spingono al crimine, proponendoci un altro bandito dal cuore buono che viaggia per il Texas non più a cavallo ma col pick-up. Una terra ferma da tempo, stagnante, il cui emblema è la tavola calda che da 44 anni serve lo stesso identico menù a tutti, “tranne uno stronzo che nel 1989 ha chiesto una trota”, e dal bovaro che nel 2016 fa un lavoro vecchio oltre cento anni e non si stupisce che il figlio non voglia seguire le sue orme.

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In fondo Hell or High Water, nella sua struttura, è un western contemporaneo e parecchio lirico, una caccia al bandito in cui lo sceriffo fa quello che deve fare tanto quanto il cattivo. Pine e Bridges, in questo senso, hanno dato il meglio di sé, col secondo che se la meriterebbe tutta questa statuetta. Più invecchia e più migliora, come il buon vino: dopo l’Oscar per il bellissimo “Crazy Heart sfoggia un’altra prestazione di rilievo e che penetra nelle dinamiche del personaggio oltre qualsiasi banalità.

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Hell or High Water è definito un neo-western crime thriller, ma il suo andamento posato e disilluso lo rendono poco elettrizzante e più attento a dipingere una situazione sociale che, probabilmente, è corresponsabile della fine del sogno americano e il tentativo di dare una svolta con Trump. Un film educato e educativo, profondo oltre le apparenze e che per nostra grandissima fortuna possiamo vedere su Netflix.

LE RECENSIONI DEGLI ALTRI CANDIDATI:

Arrival, di Denis Villenueve

Fences, di Denzel Washington

Hacksaw Ridgedi Mel Gibson

Hell Or High Water

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