OSCAR AWARDS 2017 – MANCHESTER BY THE SEA, di KENNETH LONERGAN

di Cristiano Bolla

Mancano solo due film all’appello per finire la rassegna dei film candidati alla statuetta più prestigiosa nella notte del 26 febbraio. E, cavoli, fatemi dire che quest’anno la lista è veramente varia: sci-fi, drama teatrale, war movie, musical e via dicendo. La varietà è tanta, così come la qualità. Ennesimo esempio di quanto espresso è Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, il dramma familiare di questi Oscar 2017.

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E si piange anche a questo giro: Lion aveva strappato lacrime con la potenza delle emozioni positive, quella ricongiunzione familiare del protagonista che inevitabilmente commuove, mentre Manchester by the Sea è proprio all’opposto. Scritto e diretto da Kenneth  Lonergan, racconta di Lee Chandler (Casey Affleck, poi arriviamo a lui), un uomo schivo e apatico, costretto a tornare nella cittadina sull’oceano che si era lasciato alle spalle, Manchester-by-the-Sea (eh sì, non c’entra niente quella inglese: qui siamo in Massachussets, USA), perché muore il fratello. Dal suo testamento apprende che è stato nominato tutore legale del nipote Patrick, ma per Lee rimanere nella città teatro di una immensa tragedia del suo passato può essere una sfida troppo estenuante per essere accettata.

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Proprio il suo dramma personale è il motore di tutta la vicenda, di una sceneggiatura meravigliosamente scritta e che non stupirebbe nessuno portandosi a casa l’Oscar. Manchester by the Sea funziona per sottrazione: degli affetti, il fratello morto, e dei sentimenti, da lungo tempo tolti dal cuore di Lee. È evidentemente un uomo rotto, senza più un’anima e che tira a sopravvivere perché la vita, quella bastarda che gli ha fatto dono di un dolore insopportabile, lo costringe a vivere anche quando non ne senti più la voglia, l’esigenza. La storia di Lee, costretto a tornare laddove la sua vita è finita a causa della morte del fratello, traspare nel film solo attraverso il non detto e il non fatto: il rifiuto del contatto umano, delle donne, delle occasioni di divertimento o svago; l’auto-flagellazione, il senso di colpa in cui si è inabissato funziona come un buco nero, impedisce a qualsiasi luce di venir fuori da lui.

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C’è un piccolo anedotto, nel film, che esemplifica benissimo dove sia finito l’uomo Lee Chandler: quello di un uomo che un giorno esce in barca, va al largo e semplicemente non torna più indietro, senza che ci fosse maltempo e nessun allarme lanciato. Il protagonista è perso e (qui sta la maturità e profondità del film) non è che detto che riesca a ritrovarsi, perché così capita alla gente vera che passa quello che ha dovuto passare lui. In Manchester by the Sea questo annichilimento di sé è reso ancora più evidente da un montaggio alternato, volto a mostrare ora la differenza tra il Lee passato e presente, ora la sua storia, il motivo per cui è così rotto. Ovviamente, tutto questo non sarebbe stato possibile se non grazie ad un Casey Affleck in stato di grazia.

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Quest’anno l’Oscar al Miglior Attore se lo contendono lui e il Denzel Washington di Fences: fino a qualche settimana fa sembrava impossibile levarla al più piccolo dei fratelli Affleck, poi Denzel ha vinto agli SAG Awards (gli Oscar del Sindacato Attori) e tradizione vuole che chi vinca lì poi si porti a casa la statuetta d’oro. C’è però ‘sto fatto che rende questa particolare categoria molto interessante: i due se lo meriterebbero entrambi, ma la loro recitazione è uno l’opposto dell’altra. Mi spiego: Denzel Washington in Fences è un fiume di parole, lunghissimi monologhi, non sta mai zitto e lo conosciamo proprio tramite tutto quello che dice, perché è un uomo di parola in tutti i sensi; Casey Affleck, d’altra parte, in Manchester by Sea è quanto più introverso possibile, parla poco, è una maschera di apatia e nonostante questo ne è uscita l’interpretazione perfetta per Lee Chandler. Molto differenti, incredibilmente meritevoli.

Menzioni anche per Michelle Williams (la Jen di Dawson’s Creek, quanti ricordi: a no uana uai!) e Lucas Hedges, entrambi nominati come Attori non Protagonisti. Dopo essere stato presentato al Festival del Cinema di Roma, Manchester by the Sea arriva nelle sale italiane proprio questa settimana, il 16 febbraio: il consiglio è di andarlo a vedere va soprattutto a coloro che amano le belle storie, profonde, drammatiche e un cinema forse povero di effetti speciali e quant’altro, ma sempre in grado comunque di emozionare e lasciare qualcosa.

GLI ALTRI CANDIDATI AL MIGLIOR FILM:

Arrival, di Denis Villeneuve

Fences, di Denzel Washington

Hacksaw Ridge, di Mel Gibson

Hell or High Water, di David Mackenzie

Hidden Figures, di Theodore Melfi

La La Land, di Damien Chazelle

Lion, di Garth Davis

Manchester by the Sea (Blu-Ray)

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