I BOZZETTI PERDUTI: 5 concept mai visti

Creature aliene e mostri famosi nelle versioni preliminari.

di Alessandro Sivieri e Matteo Berta

La pre-produzione di un film è di per sé una fase complessa. Vengono reclutati i professionisti necessari, si mette a punto lo storyboard, si fa il casting e ci si occupa dei dettagli visivi: come allestire le scenografie? Che aspetto avrà quel mostrone bavoso che si papperà il macchinista nel secondo atto? Decine, se non centinaia di persone lavorano a una pellicola; molti sono artisti, designer, maestri degli effetti speciali che danno il proprio tocco all’opera. Provate solo a immaginare le tante trasformazioni che hanno attraversato uno Xenomorfo o un E.T. prima di vedere la luce. Vediamo i casi più eclatanti.


YODA – L’IMPERO COLPISCE ANCORA (1980)

Chi conosce Star Wars non può non conoscere Yoda, il minuscolo e venerato maestro dalla parlata invertita. Saggio, potente e vecchio di secoli, ha passato la propria vita a sondare i misteri della Forza e ad addestrare nuove generazioni di Jedi.

Pupazzo Yoda dietro le quinte

Lo incontriamo in primis ne L’impero colpisce ancora come un eccentrico eremita che porterà Luke Skywalker sulle orme di suo padre. Erano gli anni ’80 e dominavano gli effetti pratici, quindi ci siamo ritrovati con un adorabile pupazzo dalla potenza espressiva incredibile. Nel 2000 è arrivata la trilogia prequel, con il ritorno di Yoda ai tempi della Vecchia Repubblica: più  lucido e arzillo (ma già vecchio come Noè), a capo del Consiglio dei Jedi e determinato a porre fine ai Sith, prima di scegliere l’esilio in seguito allo scontro con Darth Sidious, dove non è riuscito ad avere la meglio. Ne La minaccia fantasma, prima di un cambio di rotta produttivo, era ancora una marionetta.

Yoda L'Impero colpisce ancora pupazzo

Nei successivi episodi è dovuto infatti soccombere alla CGI, tecnica che ha permesso a George Lucas di mostrarne l’insospettabile agilità nei duelli con la spada laser. Qual è l’aspetto di Yoda? Un essere piccolo, verde, rugoso, con le orecchie da Gremlin. Ma era così fin dall’inizio? Durante la pre-produzione di un film ogni cosa può cambiare, a partire dall’aspetto di eventuali creature, con decine di varianti affidate ai bozzetti che, con un po’ di fortuna, approdano in Rete o in qualche pubblicazione negli anni successivi. Alla vista di artwork e prototipi, i fan si scatenano con una marea di what if. Signore e signori, ecco uno dei disegni preliminari di Yoda.

Bozzetto di Yoda Monster Movie

Buffo o inquietante? Un incrocio tra un puffo e uno gnomo, che evoca l’archetipo dei piccoli abitanti della foresta, quelli che popolano le fiabe. Alla pigmentazione verde si sostituisce il blu, gli occhi sono di un rosso intenso e i piedi quantomeno… triangolari. Il suo bastone è un mix di mistico e tecnologico, mentre l’outfit sbrindellato ricorda Peter Pan. No, è più gradevole la versione definitiva.

Star Wars – Yoda 44cm

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E.T. (1982) IL LATO MALVAGIO

Il realizzatore del pupazzo di E.T. fu l’italianissimo Carlo Rambaldi, grande maestro dell’effettistica che si aggiudicò un Oscar per il film di Steven Spielberg e che aveva lavorato qualche anno prima ad Alien.

Carlo Rambaldi con ET

  • Oscar ai migliori effetti speciali con Dennis Muren e Kenneth F. Smith per E.T. l’extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial)
  • Saturn Award per i migliori effetti speciali con Dennis Muren per E.T. l’extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial)
  • Nomination BAFTA ai migliori effetti speciali con Dennis Muren per E.T. l’extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial)

Carlo nacque a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara. Da giovane si incamminava sulle rive dell’argine del Po, vicino a Bondeno. La sua ispirazione nacque proprio in uno di quei momenti: mentre osservava il fiume, vide le donne di ogni età impegnate nel lavaggio dei panni, e dopo averle immortalate con l’acquarello, le prese d’ispirazione per la composizione inconsueta dell’alieno più famoso della Storia del cinema. Collo lungo (per prostrarsi a raccogliere), pancia gonfia (forma caricaturale di un corpo che poggia sui talloni).

ET di Rick Baker

In pochi sanno che prima di assumere Rambaldi, Steven Spielberg si appoggiò a Richard “Rick” Baker, famoso make-up artist statunitense che venne rimpiazzato sia per Incontri ravvicinati del terzo tipo sia per E.T. Rick, per entrambi i film, aveva progettato e realizzato degli alieni molto particolari, dall’aspetto sinistro. In origine la natura di E.T. sarebbe dovuta essere malvagia. Spielberg, dopo aver discusso con l’amica e l’allora fidanzata di Harrison Ford, ovvero Melissa Mathison, decise di cambiare idea sulla natura del piccolo alieno sperduto, e dopo un litigio con Baker, si affidò a Rambaldi per la versione definitiva. Lo stesso Baker diffuse le immagini del suo prototipo originale.

ET prototipi di Rick Baker


PREDATOR  (1987)

Predator testa bozzetto

Ecco a voi il cacciatore alieno tecnologico che, prima dei crossover dall’altalenante successo con il suo rivale Xenomorfo, negli anni Ottanta dava la caccia a Schwarzenegger nella giungla. Un mostro iconico, una delle creature più spietate e omaggiate di sempre. Celebre la sua visione termica, così come le sue armi letali e il suo brutto muso una volta tolta la maschera. Lontano dai corridoi claustrofobici arriva il tribale Yautja, che non teme il confronto a cielo aperto, considerando il viaggio sulla Terra un divertente safari. Ma è sempre stato così? Date un’occhiata.

Van Damme costume originale di Predator

Dovete sapere che prima dell’intervento del celebre Stan Winston, che disegnò la creatura come la conosciamo, il Predator aveva un aspetto del tutto differente, più organico e meno tecnologico. Il candidato per entrare nel costume era Jean-Claude Van Damme in persona! La produzione aveva in mente un alieno dall’aspetto animalesco, un insettoide agile e veloce.

Jean-Claude Van Damme nel costume di Predator

Si rivelò difficile per Van Damme compiere le sue acrobazie dentro quello scomodo involucro, che già di suo risultava poco originale. L’artista marziale sognava di battersi a viso aperto con Schwarzy e la prese male quando scoprì che avrebbe dovuto mascherarsi in quel modo. Si corse subito ai ripari, e al posto della Boss Film Studios, agenzia di effetti speciali che aveva fornito il prototipo, venne convocato il geniale Stan Winston. Van Damme, mai accreditato per quel suo ruolo fantasma, se ne andò dal set subito dopo la sostituzione del vecchio costume, per non fare mai più ritorno.

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ALIEN (1979)

Bozza Xenomorfo H.R. Giger monster movie

Dopo Predator arriva il suo rivale, una delle creature più terrorizzanti mai viste sul grande schermo, adorata da noi della redazione, anche se alcuni sequel l’hanno rispettata meno di altre. Torniamo alle radici, al primo immortale episodio targato Ridley Scott: a creare il costume, indossato dal giovane africano Bolaji Badejo, sono stati due personaggi leggendari come Hans Ruedi Giger, visionario artista svizzero, e Carlo Rambaldi. Nel 1980 i due vinsero l’Oscar per i Migliori Effetti speciali proprio grazie a questa impresa, e nessuno può negare che fosse meritato: ancora oggi, nell’era della CGI, lo Xenomorfo è un marchio di eccellenza.

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Realizzazione a livelli maniacali e design fantasioso hanno dato i loro frutti migliori, donandoci un mostro che ci mette ansia a un livello inconscio. La fonte di questo terrore è da ricercarsi nelle opere di Giger stesso, colme di visioni macabre, di corpi biomeccanici e di suggestivi intrecci tra sessualità e sadismo. L’artista fornì diversi concept per l’alieno (alcuni verranno utilizzati nei sequel, altri ancora in Prometheus), tutti in linea con il suo immaginario perverso. Disegnare un mostro  per lui era cosa da nulla. Ecco uno dei bozzetti.

monster-movie-italia alien bozza con occhi

Vi sono evidenti tratti che verranno ereditati dalla forma finale, come il cranio allungato e l’esoscheletro. Questa versione appare un po’ più muscolosa e umanoide rispetto al classico Xenomorfo. Una delle differenze più evidenti sono gli occhi, che qui sono visibili e voluminosi (in linea con la versione romanzata del film, scritta da Alan Dean Foster). Continuiamo a preferire la versione definitiva, più oscura e feroce. Menzione d’onore per la regina aliena del sequel, dove intervenne Stan Winston.

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JAR JAR – STAR WARS EPISODE 1 THE PHANTOM MENACE (1999)

Jar Jar Binks modellini esposti

Dulcis in fundo arriva Jar Jar Binks, forse il personaggio più schernito della storia di Star Wars (e del cinema). La genesi dello sbadato Gungan è avvolta nel mistero, noi vi riporteremo quelle più fondate tra le leggende che girano sulla sua creazione.

Jar Jar Binks drafts

George Lucas, per il suo primo prequel, voleva inserire un personaggio comico per arricchire la trama. Doveva essere un non-umano e, chiedendo un consiglio all’amico Spielberg, si sentì rispondere “Fai un dinosauro!”, poi lasciò decidere a suo figlio adottivo Jett il nome e il carattere dell’essere. Prima di arrivare alla versione definitiva, le fattezze di Jar Jar variarono molto e si arrivò anche alla creazione degli storyboard senza ancora aver trovato una versione definitiva.

Jar Jar Binks storyboard di Star Wars

Per la parte venne scritturato Ahmed Best, ma nei piani preliminari si parlava di scomodare perfino la star Michael Jackson. L’attore scelto ha espresso più volte il suo disappunto di fronte a un personaggio che gli era stato descritto come un “alieno divertente ma intelligente e sensibile”, per poi ritrovarsi a interpretare un completo idiota. Qui il link all’intervista: This Interview With the Guy Who Played Jar Jar Binks Is Tragic as Hell.

Star Wars Episodio 1 Comtech figura Jar Jar Binks

Giocattolo Jar Jar Binks monster movie


Questo viaggio a ritroso nel tempo ci ha dimostrato che la progettazione di un personaggio amato non è così scontata. Spesso l’aspetto definitivo è frutto di ripetuti sbagli, di equivoci o di azioni azzardate. Differenze creative tra artisti e abbandoni repentini possono cambiare a livello radicale l’idea di un mostro e il suo peso specifico nel film. La redazione vi saluta e vi invita a inviare dei fiori al povero Ahmed Best (se volete, anche a Van Damme).

E.T. concept art inediti

“E.T. telefono chirurgo plastico!”

Fonti: fastcodesign.com, buzzfeed.com, cinemablend.com, theunheardnerd.com, monsterhistory101.blogspot.it, denofgeek.com, stanwinstonschool.com, Wikipedia, Screenweek.it, @TheRickBaker, IlFattoQuotidiano, io9.gizmodo.com, giantfreakinrobot.com, screenrant.com, dailymail.co.uk, starwars.tumblr.com, starwars.wikia.com

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