OLD – Dalle bambinate in spiaggia alla gita INPS

E venne Shyamalan a farci esclamare “Sono troppo vecchio per queste cose”.

di Alessandro Sivieri

*ATTENZIONE: LIEVI SPOILER SUL FILM*

old poster promozionale gamba

Su un atollo idilliaco dei turisti sprovveduti sperimentano un’alterazione temporale, o meglio un invecchiamento accelerato delle cellule, che nell’arco di una giornata può portali dall’età infantile all’adolescenza, per poi renderli dei boomer da manuale e infine degli anziani psicotici che girano con un bisturi arrugginito. Il sottoscritto, nato già con l’indole e gli acciacchi di un settantenne, potrebbe mandare in corto circuito le regole della spiaggia, quindi non vede l’ora che M. Night Shyamalan lo catapulti sul lungomare insieme a Benjamin Button e a un paio di Martini col ghiaccio, tanto per scoprire cosa succede. Ispirandosi liberamente alla graphic novel Castello di sabbia, il chiacchierato regista de Il sesto senso mette in scena una vita che ci passa letteralmente davanti agli occhi.

old protagonisti 2021

Un gruppo di famiglie tra loro estranee vincono un soggiorno presso un resort di lusso, dove si prospettano relax, giornate assolate e divertenti attività per grandi e piccini. Al nucleo di protagonisti viene offerta la possibilità di passare un pomeriggio in una spiaggia esclusiva, collocata nel cuore di un’area protetta. Il luogo è da sogno, diviso tra il mare cristallino e le imponenti formazioni rocciose, che presentano una curiosa struttura geologica. L’autista li lascia con una copiosa quantità di cibo, promettendo di tornare a prenderli al tramonto, dopodiché i turisti sono liberi di riposarsi e scordare per un attimo i problemi esistenziali.

old film madre figlia

Prendersi una vacanza significa anche fuggire da qualcosa, no? Questi individui, capitati in quell’angolo di paradiso per una apparente casualità, sono accomunati da una serie di disagi: dalla coppia in crisi al chirurgo con disturbi mentali, passando per la psicologa con l’epilessia, tutti sono alle prese con uno spauracchio che arriva a condizionarne i rapporti interpersonali e il modo di vedere le cose. La loro qualità della vita non è certo il massimo, ma nelle loro speranze una scampagnata caraibica può allontanare i cattivi pensieri e ricaricare le batterie. Ahinoi, su questa distesa di sabbia un singolo momento può valere anni.

old anziano con tetano

Per chi ha visto un trailer o consultato la sinossi, non è un mistero che in quel luogo il tempo scorra velocissimo. O meglio, il nostro invecchiamento cellulare mette il turbo, portando dei bambini a diventare adolescenti nel corso di una mattinata, mentre un quarantenne può approcciarsi all’età da pensionamento durante la siesta pomeridiana. Il processo, che secondo il sinistro direttore del resort deriva da “un’anomalia naturale“, è oltremodo evidente nei giovanissimi, che si sviluppano in fretta, mentre impiega di più a farsi notare negli adulti, i quali bruciano le tappe una grinza alla volta. Al ritrovamento di un cadavere fanno seguito le paranoie e la macabra scoperta di non poter fuggire da quel luogo, dopodiché ci si accorge degli effetti sull’organismo, partendo da due fratellini e un’anziana signora.

Old cadavere in acqua

Oltre a sottrarre preziosi anni di vita, il tempo accelerato anticipa e intensifica i disturbi dei quali soffrono alcuni personaggi: attacchi di schizofrenia progressivi, un tumore che cresce fino a diventare una palla da bowling. Se la causa dei fenomeni non ha spiegazioni razionali, le sfide che ne derivano sono perfettamente umane, pur se compresse in una giornata: il futuro diventa una trappola. Non c’è nemmeno un secondo per metabolizzare il passato e per pianificare il domani. Le decisioni dolorose da rimandare, le dispute da risolvere e il ricambio generazionale rotolano addosso a questi naufraghi senza lasciarli ambientare. In pieno approccio alla Shyamalan, le famiglie disfunzionali devono ritrovare l’unità per sopravvivere a una minaccia che di normale non ha nulla.

ragazza gravida in Old

Questa “terapia di gruppo” consente al regista di destrutturare la psicologia dei protagonisti e farli maturare davanti ai nostri occhi: i bambini diventano teenager e poi adulti a tempo record, beccandosi pure una gravidanza indesiderata. La loro mente e il modo di vedere il mondo mutano di ora in ora (interessante il discorso metaforico sulla percezione dei colori) ma al contempo non hanno l’occasione di accumulare un bagaglio esperienziale adeguato. I genitori vedono avvicinarsi la fine prima del previsto e devono pensare ai rimpianti, al concetto di perdono e all’eredità di valori che stanno lasciando. Lo script e il repertorio gestuale degli attori funzionano a meraviglia, regalandoci dei “nuovi adulti” che mantengono un lato infantile e degli “anziani precoci” che avvertono gli acciacchi. Il make-up invece non rende giustizia a tutti in egual misura.

old film padre invecchiato

Gli effetti della bolla temporale si tingono di horror quando le malattie deformano il fisico e distorcono la personalità. Emerge un altro tema caro al regista, quello del disturbo mentale e delle sue declinazioni mostruose, perno centrale di The Visit e del più recente Split. Sul piano visivo Shyamalan fa uso di carrellate e long take con piglio disorientante, lasciando che alcuni eventi cruciali accadano fuori dall’inquadratura. Le soggettive sfocate e gli elementi di sound design vengono impiegati in maniera astuta, per comunicarci l’inesorabile sfacelo sensoriale dei personaggi. La fotografia rischia di affaticare l’occhio, ma tutto è asservito al movimento convulso e al mantenimento di una tensione costante, che si tratti della frequente camera a mano o di giocare con la profondità di campo.

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È evidente il debito del regista a Hitchcock ma anche ad autori come Spielberg: l’incipit ricorda parecchio la saga di Jurassic Park, specialmente le dinamiche tra i ragazzini e l’ingresso in una zona riservata, lontano dalla civiltà. Il pericolo che fa capolino durante un picnic in riva al mare ci riporta alla mente il prologo di The Lost World. Eppure questo “orologio impazzito” non è esente da qualche ingranaggio fuori posto: la sospensione dell’incredulità, già stiracchiata, viene portata oltre il limite con qualche morte demenziale e dei pazzi furiosi che hanno tutto il tempo di fare i propri comodi. L’occhio lontano di una telecamera, con intenti voyeuristici, osserva le disavventure dei protagonisti, ed è chiara la volontà di Shyamalan di autocitarsi come regista di questo perverso esperimento sociale.

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I drammi personali e gli indizi sul mistero mantengono due terzi della pellicola su alti livelli, ma l’ultimo atto soffre di una palese sindrome dell’epilogo allungato, come se l’autore avesse girato tre o quattro finali validi senza volerne scartare nessuno. La soluzione? Montarli uno dietro l’altro, forse per salvare una battuta a effetto o uno shot particolarmente riuscito, elementi che però non aggiungono nulla alla storia e di certo non arricchiscono un ventaglio emozionale già saturo. Gli spiegoni cervellotici hanno l’aria di volerci prendere per mano, eppure potevamo intuire diversi risvolti narrativi senza subire cali di climax. Si tratta di piccoli inciampi in un percorso audiovisivo che ci ha fatto riflettere e che si è dimostrato quantomai attuale nei temi, quindi evitiamo di rimestare in un fugace passato. Chiudete gli occhi e tuffatevi prima di essere troppo vecchi per farlo!

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